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domenica 27 gennaio 2013

Riflettiamo sulle donne (noi)


Un articolo di CATIA IORI nel sito Noi donne

Donne che se ne vanno

Le donne di quaranta anni cercano di fuggire. Quelle più giovani sono ancora alle prese con madri troppo invadenti o del tutto assenti.

Le donne di quaranta anni cercano di fuggire. Quelle più giovani sono ancora alle prese con madri troppo invadenti o del tutto assenti. Quelle che hanno toccato gli “anta” invece maturano scelte di autonomia, percorsi di crescita solitaria o anticonformista. Ce n’è per tutti i gusti, dalla mamma tutta casa e famiglia che si apre un varco tra corsi di fitness e nuove esplorazioni del proprio vissuto a quella “tutta carriera e marito” che reinventa il proprio tempo perché la crisi la costringe a guardarsi finalmente dentro e a scoppiare di noia a dire sempre di sì a un capo spesso più ignorante ma altero, arrogante quanto basta per piegarla ai suoi “finiti” saperi. Insomma tira un’aria nuova, meno inquinata se vogliamo, ma aperta all’imprevisto. Non parliamo poi del rapporto con la fede cattolica. Mentre nella generazione 1970 (le attuali neoquarantenni) le differenze di genere non sono più vistose come in precedenza, vi è un allineamento dei comportamenti maschili e femminili per la generazione 1981. Insomma “piccole incredule” crescono e c’è da scommettere che la cosa non sarà senza conseguenze. La riduzione sostanziale della differenza di genere, infatti fa presagire un cambiamento epocale per quanto riguarda la trasmissione della fede di cui tanti parlano in modo pomposo e che invece poggia su di un terreno sempre più cedevole. Se le donne hanno rappresentato per secoli la fortezza silenziosa della Chiesa Cattolica, dimostrandosi grandi e leali alleate del clero (tanto che qualcuno ha parlato di una vera e propria femminilizzazione della Chiesa) che ne sarà di una struttura nella quale l’esodo delle donne lascerà dietro di sé un vuoto incolmabile? La questione è al contempo civile, politica, culturale e religiosa e richiede un ripensamento repentino e profondo. Come nascondere il fatto che le donne nella Chiesa sono responsabili di tutto, ma poi alla fine non decidono praticamente di niente? Come tacere il fatto che si desidera da loro solo un servizio concreto spicciolo, mentre le decisioni operative restano in mano alla componente maschile-clericale?
(20 Gennaio 2013)

COMMENTI (2)
 Il 26 Gennaio 2013 romano serena ha scritto:
grazie Catia dell'articolo che condivido pienamente. vorrei capire meglio il ragionamento che mi interessa molto: perché secondo te la generazione delle donne nate nel 1981 sono "delle piccole incredule?" come è avvenuto questo? Grazie, Serena Romano
 Il 27 Gennaio 2013 Riggi Ausilia ha scritto:
E' davvero sconcertante vedere sfilare nei posti del potere uomini uomini uomini. Le donne parlano e talora in maniera invasiva: nei tribunali in rete mi trovo quasi sempre dalla parte delle donne.... Come mai? Perché urlare ed imporsi nel quotidiano è a portata di donne? Forse.
E' certo che la prepotenza maschile nel pubblico (anche di tipo religioso) è evidente; e le donne non sanno sgomitare per farsi avanti: ed è bene che sia così. La donna tipo, come Maria di Nazareth che 'conservava tutto in cuor suo', è da preservare.
Conclusioni? Da cercare con umiltà, fermezza, costanza.

domenica 9 settembre 2012

Contestare: 'si deve'!


Tratto dal blog di Beppe Grillo! IN NOME DELLA FEDE NON SI DEVE STARE A GUARDARE di fronte alla disperazione della gente (non mi convince la sicumera del metodo Monti a qualsiasi costo):
IL COLPO DI STATO SOBRIO DI MARIO MONTI
Il governo degli spettri che espropria la sovranità dei popoli
MESSORA: Paolo Becchi, docente di filosofia del diritto all'Università di Genova, autore, tra gli altri, del libro “Il principio 'dignità umana'” che verrà presentato al Festival di Filosofia del 20 giugno a Brescia. Paolo Becchi, buongiorno.
BECCHI: buongiorno a te. 
MESSORA: lei il 12 di gennaio ha scritto un interessantissimo articolo su Libero dal titolo “Il colpo di Stato sobrio di Mario Monti”. Ci vuole spiegare in che senso intendeva un colpo di Stato? 
BECCHI: si potrebbe aggiungere, appunto, un colpo di Stato sobrio, perché noi siamo abituati a pensare a colpi di Stato con i carri armati, con la violenza e con il terrore, invece qui è stato tutto preparato a tavolino dai banchieri di Bruxelles a cui non andava bene il governo eletto democraticamente dal popolo italiano e quindi era necessario sostituirlo da un rappresentante dei tecnici, di quei tecnici di Bruxelles e Mario Monti era la persona ideale per ricoprire questo ruolo. I partiti non hanno potuto far altro che legalizzare questo stato di cose, ma un conto è la legalità, che è stata sicuramente rispettata, un conto è la legittimità di un governo, quello attuale, che non ne ha nessuna. È per quello che si è trattato di un colpo di Stato, diciamo così, sobrio, ma in ogni caso questo governo non esprime la volontà del popolo italiano così come era stata rappresentata dalle ultime elezioni politiche. Questo mi sembra il dato di fatto. Che si insista sul fatto che comunque tutto è avvenuto nell'ambito della legalità, da un punto di vista giuridico è corretto, da un punto di vista politico non conta solo la legalità ma conta la legittimità e sul tema della legittimità credo che ci siano forti dubbi su un governo che ci è stato imposto dall'estero, ci è stato imposto da un gruppo di potere che sta alla base delle decisioni che sono state poi prese; questo gruppo di potere è un gruppo di potere finanziario potentissimo e anche, se vogliamo, invisibile, che comunque non ha a che fare con la volontà del popolo italiano.
MESSORA: sì, perché si può dire che tutto sia avvenuto nel solco della Costituzione, come dicono, però sta di fatto che nel giro di 48 ore due governi, democraticamente eletti, sono stati ribaltati, in Italia e in Grecia - in Grecia addirittura volevano fare un referendum – sostituiti da due uomini che si possono dire dei poteri forti, perché entrambi espressione, a parte del mondo bancario, ma di un'organizzazione internazionale molto potente, che rappresenta le lobby americane, che tra l'altro aveva nel suo DNA un documento stilato nel '73 che professava il superamento delle burocrazie farraginose delle democrazie. Si diceva addirittura in questo documento, “The crisis of democracy”, che le uniche democrazie che funzionano sono quelle dove la maggior parte delle persone stanno apnea. Ecco, questa organizzazione è la trilaterale, Mario Monti ne era una delle più alte tre cariche e Lucas Papademos era un membro. Quindi si può dire che fossero espressione dei poteri forti. Che in solo 48 ore due governi siano stati ribaltati con due membri della stessa organizzazione perlomeno doveva far nascere il sospetto che qualcosa non andava. Tu nel tuo articolo parli addirittura di spread aumentato ad arte. Che cosa intendevi dire?
BECCHI: intendevo dire che chiaramente la situazione era stata diciamo guidata in un certo modo, affinché, diciamo così, il governo precedente fosse messo in condizioni tali da dover lasciare il campo ad un altro tipo di governo. È per quello che ci hanno provato in tutti i modi, ci hanno provato con Gianfranco Fini, ci hanno poi provato con la vita sentimentale del Presidente del Consiglio e poi alla fine, vedendo che non c'era niente da fare, si è cominciato ad intervenire direttamente su che cosa? Su questo strumento finanziario per cercare di far capire che ormai bisognava assolutamente cambiare, come hai detto tu, giustamente, nel giro di due giorni la situazione si è ribaltata per essere nominato senatore a vita nella vecchia Repubblica, quella che – ahimè – adesso ci fanno un po' rimpiangere. Ci volevano mesi di ricerca, addirittura anni per essere nominato senatore a vita. Il nostro Presidente della Repubblica ha nominato Senatore a vita, per parargli il culo a vita, Mario Monti nel giro di un pomeriggio.
MESSORA: si può dire che si pensava, e la scusa era che c'era una grande urgenza. Mi ricordo i titoli dei giornali “fate presto”, perché lo spread era molto elevato. Ma adesso lo spread sta tornando ai livelli di prima e dunque se c'era urgenza prima c'è urgenza anche adesso. Cosa facciamo? Sostituiamo di nuovo il governo?
BECCHI: sì, ma era tutta una manovra, perché non era necessario nominarlo Senatore a vita. Questo Senatore a vita è stato richiesto espressamente da Mario Monti per appunto pararsi da qualsiasi possibile accusa. Perché lui poteva fare tranquillamente il Presidente del Consiglio da un punto di vista costituzionale, senza per questo essere senatore. Quindi è stata soltanto, diciamo così, una richiesta implicita da parte di Mario Monti per poter avere comunque la tranquillità di non essere indagato, tranquillità sotto tutti i profili per il futuro anche come senatore a vita, perché è una carica che non perderà per tutta la vita, indipendentemente dal fatto che poi finirà il suo mandato, se mai finirà. Cioè, voglio dire, le prossime elezioni possono verificarsi uno scenario tipo quello greco e a quel punto il terrorismo naturalmente aiuterà, lo sappiamo, nel nostro paese, come ho cercato di spiegare oggi su Libero e a quel punto governo di unità nazionale. Chi potrà esprimere meglio questo governo di unità nazionale se non il banchiere di Bruxelles? Ne abbiamo due di banchieri, uno è Draghi, che adesso è lì, e un altro qui. E il casino resta perché, come dicevi tu prima, lo spread ha ripreso a salire. Questo non è il problema. Il problema reale non è continuare ad aumentare le tasse e metterle da tutte le parti, il problema reale è che questo euro è stato costruito male. Era uno strumento. Cosa ne vogliamo fare? Una divinità? Ne stiamo facendo una divinità. Perché se l'euro è soltanto uno strumento e questo strumento ci si rende conto che non va più bene, basta. Stop. Chiuso. Invece no. Noi stiamo facendo fare sacrifici enormi ad intere popolazioni: i greci, gli spagnoli, ci saremo poi noi. Per cosa? Per salvare una moneta che hanno deciso di costruire a tavolino 10-12 anni fa un gruppo limitatissimo di persone di un potere invisibile? E in questo potere c'era ovviamente Mario Monti che adesso è dovuto intervenire appunto per salvare la sua creatura. Questo non è accettabile, non è assolutamente accettabile. Ecco che io, diciamo così, dopo aver scritto quell'articolo su Mario Monti e aver scritto un articolo dopo da un taglio un pochettino più filosofico apparso qualche tempo fa su Libero, oggi ho fatto uscire un pezzo, cioè mi hanno lasciato pubblicare un pezzo che è forse più politico ma che fa ben capire che se vogliamo un'alternativa allo stato di cose attuale, prima di trovarci con l'acqua alla gola, come si trovano purtroppo i greci, l'Italia non ha che una possibilità, quella di recuperare la propria sovranità monetaria. Non soltanto la sovranità politica, la sovranità monetaria. Che sia l'Italia a decidere sulla situazione attuale monetaria, non un gruppo limitatissimo di banchieri di Bruxelles che impone a noi le scelte.
MESSORA: si dice che la storia insegna e quindi dalla storia bisognerebbe imparare. Cito un brano che tu hai pubblicato a gennaio: “Strane corrispondenze della storia, quando Marx descrive i poteri della Francia di Luigi Filippo, in cui l’indebitamento dello Stato era l’interesse diretto della frazione della borghesia che governava e legiferava per mezzo delle Camere. Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all’aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull’orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli”. Ma è agghiacciante!
BECCHI: sì, è agghiacciante. Però è agghiacciante anche soprattutto, direi, che autori che come Carl Marx hanno veramente capito il loro tempo e hanno anche prefigurato il futuro, oggi siano dimenticati e paradossalmente siano dimenticati proprio anche da coloro che si ispirano, si ispiravano vagamente alle idee socialiste o comuniste. Cioè Marx l'ho citato in quel contesto, Marx ritorna in un articolo che ho citato, dove si fa capire di nuovo che insomma le merci stanno prendendo, il mercato finanziario sta assumendo un potere straordinario rispetto anche al semplice sviluppo capitalistico come è stato nelle prime fasi. Io credo che le analisi di Marx andrebbero oggi ripensate, non soltanto le analisi economiche ma anche le analisi politiche. Ci può dire ancora molto. Noi lo trattiamo come un cane morto ma un cane morto non è. Del resto alcuni economisti avveduti si rendono sempre più conto che il capitale finanziario, nella fase che sta attualmente attraversando, era già stato previsto da Marx nelle sue analisi di fine '800; quindi grande capacità di previsione. Quello che oggi manca, quello che oggi manca completamente, perché le capacità di previsione di analisi lucida che esisteva allora oggi manca, non si trova da nessuna parte. Lo si vede molto bene, gli economisti brancolano nel buio e quei pochi che adesso cominciano a vedere chiaro che l'alternativa è soltanto l'uscita dall'euro per salvare i popoli europei, sono pochissimi al momento, però cominciano ad esserci; non nel nostro paese, perché nel nostro paese con la decisione di questo governo e con la stampa, le televisioni, i mezzi di informazioni, questo grande martellamento che ci viene fatto costantemente in testa che senza l'euro noi non riusciremo più a vivere è tale per cui qualsiasi discussione, discussione neutrale anche, se vogliamo, viene bloccata. Viene bloccata perché c'è una propaganda messa in atto dal regime attuale che non lascia spazio ad un vero autentico dibattito se non in luoghi così limitati come quello che possiamo fare noi oggi, un articolo sul giornale apparso su Libero di cui meglio non parlarne, assolutamente evitare di parlarne: è un professore che è andato fuori di testa. 
MESSORA: ma il concetto di democrazia su cui è nata l'Europa è molto aleatorio, basti pensare a tutti i referendum che o non sono stati proposti, come in Italia, siamo entrati col Trattato di Lisbona, era il 15 agosto 2008 e la gente era in spiaggia ad ubriacarsi e loro ratificavano un trattato europeo senza la pur minima consultazione. Oppure come in Irlanda quando sullo stesso trattato fecero una consultazione referendaria e vinsero i no, l'Europa li costrinse a ripeterlo fino a che non vinsero i sì. Come dice Nigel Farage, l'Europa è un posto dove i referendum si fanno e prevedono solo due risposte: “sì” e “sì, per favore”. Oppure basti pensare al referendum sulla Costituzione Europea che i francesi hanno bocciato ma gli è stato rinfilato con il Trattato di Lisbona. Basti pensare al referendum in Grecia che appena Papandreou si è permesso di dire “facciamo un referendum per chiedere al popolo – perché siamo in democrazia – se vogliono le misure di austerity o vogliono un'altra soluzione” è stato ribaltato il governo. Insomma, l'Europa è una costruzione elitaria di poche persone che hanno deciso che così dovevano andare le cose. Del resto l'ammissione di Monti alla Trilaterale era proprio quella di costruire l'integrazione europea. Poi lui ammise in un video che questo avviene per il vantaggio materiale delle lobby americane, ma questa è una cosa che non fa scalpore. Tu parli addirittura di “governo di spettri”, “un governo di spettri che si legittima non attraverso il consenso democratico ma attraverso la difesa di una fantomatica moneta che non è la nostra, ma semplicemente l'unica. Quello che conta è salvare l'euro, anche a costo – come sta avvenendo – di ridurre alla miseria intere popolazioni”. Ma tu che sei professore di filosofia del diritto, ma c'è un qualche diritto che può essere superiore alla felicità dei popoli?
BECCHI: sì, la felicità è uno degli aspetti fondamentali, il diritto alla ricerca libera e propria della felicità che ritroviamo nei primi documenti delle costituzioni americane. Io più che il principio “felicità” metterei a quel posto, nella nostra tradizione continentale, il principio “dignità”, il principio della dignità umana. Ma ora non è tanto... Non vorrei portare la discussione su questo aspetti così radicali, così di principio quali sono i principi fondanti, eccetera, qui il problema fondamentale è che, come tu hai detto giustamente, da un lato la moneta è stata imposta, dall'altro lato le scelte politiche decisive, come per esempio la Costituzione Europea, è stata bocciata dai popoli europei. Ora questo è un fatto gravissimo. La costituzione nasce, pensiamo alla nostra Costituzione, dalla volontà, è espressione della volontà del popolo. Quando la Costituzione, sotto forma adesso di Trattato di Lisbona, viene addirittura imposta ai popoli contro la loro volontà, perché tu hai citato la Francia e io nell'articolo di oggi riprendo questa cosa e per i Paesi Bassi vale la stessa cosa, per l'Olanda. Quindi qui si tratta chiaramente di una costruzione artificiale che è stata imposta ai popoli. I popoli non lo volevano questo tipo di costruzione artificiale, né politica né economica. Il dato di fatto è questo. Oggi dobbiamo ripensare ad una rimessa in discussione complessiva dell'ordine politico che si è costruito negli ultimi venti anni. È questo il grosso problema che abbiamo di fronte. Probabilmente si apre lo spazio per un diversissimo ordine politico. Potrà essere una catastrofe? Non lo so. Nella catastrofe ci viviamo già. Questa idea che non si possa uscire dall'euro perché se no sarà la fine del mondo, vuoi la mia risposta? Meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine. 
MESSORA: perché in effetti l'alternativa che si prospetta è quella di un'austerity senza fine.
BECCHI: esatto!
MESSORA: se dobbiamo essere vessati, tassati, affamati! A questo punto ci sono dei paesi, come l'Argentina, che sono falliti ma adesso viaggiano al 5, 6, 7, qualcuno dice 8% del PIL. 
BECCHI: esatto. Ma io mi domando e dico: perché non si apre una discussione politica su questi temi? Perché tutti ad adorare questo governo? E cosa sta facendo questo governo? Cosa ha fatto finora? Ha aumentato discriminatamente le tasse. È questo il modo secondo loro per favorire la crescita? Rendendo il popolo in condizioni tali da non comprare più niente, disagiati in tutti i modi? Questo secondo me è impensabile. Il grosso problema è che questo Stato ha ormai obnubilato la mente degli italiani, anche se io ho l'impressione... Prendiamo le ultime elezioni amministrative. Insomma, voglio dire, c'è stato uno scombussolamento totale. Sì, potranno dire “sono amministrative. Le amministrative è una cosa e le politiche sono un'altra”. Ma insomma, Forza Italia è sparita. Praticamente una forza del genere... il Popolo delle Libertà dov'è? Non c'è. La Lega? Insomma, in stato vegetativo permanente. Sì, mancherà, sarà arroccata in quei quattro o cinque posti, ma chi è che ci crede più? Ecco l'esplosione dall'altra parte di un movimento di protesta che ha avuto grande successo. Ma non soltanto questo, c'è anche una grandissima astensione. Secondo me c'è un vuoto, oggi in Italia un vuoto di rappresentanza politica. Cioè i partiti attuali... Il terzo polo, cioè – tra virgolette, perché non voglio offendere nessuno – i traditori dei diversi poli che dovevano costituire la novità politica del futuro. Inesistenti. Qui ci sarebbe bisogno di una nuova forza politica innovativa, come del resto è stato, perché questo non possiamo negarlo, che è finito miseramente, che non ha avuto nessun successo, che è stato venti anni di sofferenze; Berlusconi però all'inizio era questo, qualcosa di nuovo.
MESSORA: come la Lega?
BECCHI: come Berlusconi e la Lega. Queste sono state le grandi novità del panorama politico italiano. È finito tutto in merda. D'accordo, è vero. Niente da dire. È stata un'illusione. Però, ecco, ci vorrebbe di nuovo qualcosa di nuovo, che uscisse qualcosa di nuovo dal letamaio in cui siamo caduti.
MESSORA: forse la gente è così arrabbiata con i partiti perché, come tu dici quando parli del manuale di Curzio Malaparte “Tecnica del colpo di Stato”, hanno concesso la legalità ad un governo che legittimo non era, tu dici “ed è così che il Parlamento diventa complice necessario del colpo di Stato”. 
BECCHI: certo.
MESSORA: accetta il fatto compiuto e lo legalizza formalmente. Quando dicono “ma è tutto regolare”, è tutto regolare perché qualcuno lo ha fatto diventare regolarBECCHI: ma certamente. I partiti si può dire che hanno avuto le mani legate. Tu facevi prima l'esempio dell'euro. I partiti in Italia hanno avuto le mani legate e hanno dovuto votare per questo governo. Ma l'euro? Come mai è stato creato questo meccanismo irreversibile? Cioè abbiamo creato la moneta e non ne puoi uscire dalla moneta. Ma quando mai? Ma cosa è l'euro? Qualcosa di a tal punto intoccabile che non si può tornare indietro, che non si può dire ad un certo punto “noi non lo vogliamo”? Ma per quale motivo? Cioè se un singolo Stato si riprende la propria sovranità, sovranità monetaria, certo che può farlo. Il fatto che la moneta sia stata costruita pensandola irreversibile, pensando che non si potesse tornare indietro, è un errore di coloro che l'hanno pensato, che lo hanno voluto imporre in questo modo ai popoli. Ma i popoli nella loro sovranità possono sempre, in qualsiasi momento, ricontrattare la cosa e dire “non stiamo più a quel patto”.
MESSORA: pensa che stanno spingendo questo principio alle estreme conseguenze, perché stiamo per ratificare un Trattato che si chiama MES, il famoso Trattato europeo sulla stabilizzazione, il fondo salva-stati, che prevede che i 17 super governatori possono imporre agli Stati il pagamento di quote che decideranno loro, via via potranno essere sempre maggiori, e non prevede in alcun modo che uno stato possa sottrarsi a quest'obbligo e prevede addirittura l'impegno che i governi, anche successivi a quelli che lo ratificano, non possano recedere mai più da questo Trattato. Siamo alla follia. Siamo alla schiavitù. Tu dici una cosa nell'articolo di oggi: “occorre inoltre la fine di questo sistema parassitario ed usuraio di economia monetaria e finanziaria. Sono gli Stati ad essere i creditori dell'Europa, sono i popoli che anticipano ai banchieri i capitali di cui essi hanno bisogno e soltanto con un gioco di prestigio questi stessi popoli e Stati ne divengono improvvisamente i debitori costantemente insolventi”. Cioè hanno inventato una nuova tassa occulta dalla quale non si può assolutamente recedere e che non si può neanche negoziare.
BECCHI: certamente! È questo il gioco di prestigio che è stato creato. Un gioco di prestigio tale per cui noi perderemo sempre di più. Perché? Perché i nostri debiti non faranno che crescere, e stanno crescendo, lo spread che di nuovo aumenta. Quindi il nostro debito aumenta. Ma il debito lo hanno creato loro, non lo abbiamo creato noi. Certo, è vero, ci sarebbero state da ridurre delle spese nella nostra attività dello Stato, eccetera. Però pensa alla Spagna. La Spagna non aveva questo problema, il forte debito pubblico la Spagna non ce l'aveva ed è nella merda come siamo nella merda noi oggi. Come mai? 
MESSORA: oppure pensa al Giappone che ha un debito pubblico elevatissimo e questo problema non ce l'ha.
BECCHI: eppure questo problema non ce l'ha. Quindi il problema non è questo. Il problema, ripeto, è la costruzione di una moneta e di un'Europa, perché le cose vanno insieme, questo tipo di moneta e questo tipo di Europa politica che è fondata esclusivamente sul controllo di quello che io ho definito un potere invisibile. Perché noi sappiamo chi è il Ministro, sappiamo chi è il Presidente, ma questo grande centro di potere che prende le decisioni sulla testa di ogni singolo popolo noi non sappiamo chi sia, questo gruppo limitato di persone che sta decidendo sulla vita e la morte di migliaia di persone. Noi non lo sappiamo. Non abbiamo i mandanti, abbiamo gli esecutori materiali. Gli esecutori materiali oggi si chiamano in Italia Monti e alla Banca Centrale Europea Draghi. Questo noi sappiamo, vediamo visibilmente. Quello che c'è dietro noi non lo vediamo. Ma il tema del potere invisibile è un tema che certamente contrasta con l'idea di democrazia, ma è quello che noi oggi stiamo sperimentando. È proprio questo che si sta verificando. Le decisioni vengono prese al di sopra delle nostre teste complessivamente. Non possiamo farci niente. L'unica cosa che al momento si può fare – io non vedo altra alternativa – è lottare, è remare contro e remare contro significa cosa? Recuperare quegli spazi di sovranità che gli Stati non hanno avuto. Però questo può avvenire, a mio avviso, soltanto come? Se all'interno della società civile questo bisogno effettivamente è sentito, se nell'opinione pubblica comincia ad esprimersi. È chiaro che, guarda, qui “Libero” non c'è, vedi? “Repubblica”, “il Corriere”. Cioè da una parte l'organo dello stalinismo, non esiste più lo stalinismo ma esiste il giornale. Repubblica rappresenta questo, è l'organo dello stalinismo istituzionalizzato. Prendiamo un giornale neutrale, un giornale che è considerato il giornale per eccellenza, che tutti dovrebbero leggere perché ti dà il piano, è equilibrato, eccetera: il Corriere della Sera. Non è un numero nuovo, a caso. Io sono convinto che se noi dovessimo sfogliare qualsiasi giornale troveremmo immediatamente un articolo che “Madonna! L'euro non si può toccare! L'Europa è fuori discussione!”, eccetera. Vediamo. Sfogliamone uno a caso. “Dalla finanza all'antipolitica”, “i nemici della moneta unica”, “bisogna fermarli prima che la loro azione nefasta agisca sui nervi scoperti dei governi e della politica. Un fallimento dell'euro segnerebbe sia la fine del progetto storico cui generazioni di governo hanno lavorato indefessamente...” Ma vi rendete conto che è pura, vuota retorica? Generazioni intere? Ma se sono dieci anni che c'è l'euro, cazzo! Ma scusate, ma quali generazioni? Io mi ricordo ancora della lira e mi ricordo che un milione di lire, un milione di vecchie lire una persona viveva dignitosamente. Con due milioni di vecchie lire una famiglia era benestante. Con duemila euro oggi muori di fame. È questa la realtà. È questa la realtà che viene costantemente smentita. Come si fa? “I sostenitori della fine dell'euro hanno torto marcio”. Ma me la porti una motivazione dove abbiamo torto marcio? Avete paura! Avete paura, per questo tutti i giorni – ora ho preso un giornale a caso, vecchio – tutti i giorni dobbiamo essere ripresi da questa continua manipolazione, per cui se parli contro l'euro è come se parlassi contro Dio. Uguale. Sei un ateo. Con tutto il rispetto che io posso avere per gli atei, sono credente. Ma porca miseria, è possibile che noi abbiamo fatto di una moneta una divinità? Come oggi ho detto, una divinità malvagia. Perché una divinità tu immagini ti darà del bene, ma questa sta annientando intere popolazioni. È come se fosse una guerra senza che ci spariamo a vicenda. Ma se la gente muore! Quanti sono? Io non ricordo, ma in Italia dall'inizio dell'anno quanta gente si è già ammazzata per problemi economici? Piccoli imprenditori che di fronte all'impossibilità di mantenere la famiglia, di fronte alla necessità di chiudere la fabbrica si sono ammazzati. È questo a cui noi vogliamo giungere? A questo livello di sacrifici? Della vita stessa sull'altare non di un'idea, la felicità, la dignità, eccetera, o anche l'onore, mettiamoceli tutti, l'identità nazionale, quello che volete. No. Quella bella moneta che campeggia a Bruxelles: l'euro. Possiamo farne a meno. Direi che sì, sarà difficile, sarà un cambiamento del modo di pensare, eccetera, ma io penso che sia venuto veramente il momento di dire basta con questo euro e basta con questa Europa. Io penso che sicuramente sia necessario recuperare la propria sovranità monetaria ma anche la propria sovranità politica. Io sono per la chiusura dell'accordo di Schengen. L'Italia deve uscire dall'accordo. Si riprenda la sovranità monetaria ma si riprenda anche la sovranità politica. Sul proprio territorio nazionale decide l'Italia. Il problema qual è? Il problema è che quello che io sto proponendo non è realizzabile, non è fattibile. Perché? Perché tutti i partiti politici attualmente presenti sono radicalmente favorevoli invece all'ipotesi contraria: la difesa dell'euro perché se no appunto il paese andrebbe a scatafascio e la difesa di questa Europa. Perché è chiaro che se dovesse... Noi dobbiamo però tener presente questo, nel 2013 ci saranno le elezioni politiche. Qui ritorno sull'idea mia precedente, posso sbagliarmi, ma c'è al momento in Italia un vuoto di rappresentanza politica. Se questo vuoto politico sarà riempito da una forza in grado di trascinare milioni di italiani allora si può vedere che cosa succederà.
MESSORA: Paolo, per venire ai fatti di cronaca, dell'attualità, tu oggi nell'articolo scrivi “La minaccia terroristica nella storia di questo paese prelude sempre alle retoriche dei governi di unità e solidarietà nazionale, di fatto alla neutralizzazione della critica politica ed alla repressione di ogni forma di dissenso”. Già ieri la Cancellieri, mi pare, ha usato l'argomento che la TAV era la madre di tutte le preoccupazioni e lo ha fatto all'interno di un contenitore dove si parlava di terrorismo, proprio di quello che è successo alla Ansaldo. Tu temi che possa verificarsi ancora, oggi, nel 2012, questo genere di strategia? 
BECCHI: io penso che è un'arma spuntata. Ma il fatto dell'attentato, della gambizzazione del dirigente della Ansaldo e il tentativo di utilizzare gruppi anarchici non ben definiti va in questa direzione. Nel nostro paese il terrorismo ha sempre avuto questa funzione di aiuto per lo Stato, fondamentalmente, è stato largamente un terrorismo...
MESSORA: ...di aiuto per il "governo".
BECCHI: ...di aiuto per il governo. Quindi può anche darsi che non avendo più altra carta a disposizione, si utilizzi di nuovo questo strumento come forma di coesione nazionale. Io penso però, d'altra parte, che gli italiani ormai sappiano riconoscere quello che è avvenuto nel passato, non hanno una memoria così corta. Se pensano di utilizzare questo sistema per poter creare maggiore coesione intorno a questo governo o per giungere a quello che io prevedo, prossime elezioni e un governo di unità nazionale si sbagliano. Lo cercheranno di fare, utilizzando anche questo strumento se non ne troveranno altro, ma si sbagliano. Perché io credo che se cominciano ad esserci giornali come Libero, perché è Libero effettivamente, o blog addirittura come il tuo dove si dà spazio e voce a un professore che non ne ha avuto mai e che sugli altri giornali non riesce a scrivere o non ha possibilità di esprimersi da altra parte, già è un segno, un piccolo segno che probabilmente all'interno della società c'è un bisogno, si sente il bisogno di questa critica radicale nei confronti dello stato di cose esistenti. Perché questa è chiaramente una crisi destra-sinistra, ma sono categorie del secolo scorso. Non esiste più un problema di destra o di sinistra, qui esiste un problema esclusivamente di sopravvivenza. Prima ancora della felicità abbiamo diritto a sopravvivere. Qualsiasi famiglia italiana ha diritto alla fine del mese di arrivarci. Con l'euro e con questa Europa, con questo governo non ci arriverà più.

domenica 29 luglio 2012

AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESS0


Leggo da Franco Corbo, debitore di questo intervento a Concilium 5/2011 - 

…. Lo stato del benessere, del Welfare (attualmente in grave crisi da ogni parte) ha rappresentato uno sforzo positivo, anche se limitato, di approssimazione alla oikonomia, come un’eco profana dell’utopia sacra della comunità primitiva di Gerusalemme, nella quale nulla era chiamato proprio, tutto era comune e veniva distribuito a ciascuno secondo le sue necessità (At 2,44s.)…. Siamo chiamati perciò a parlare e a realizzare la oikonomia della salvezza, liberandoci dall’attuale concetto di economia del mercato. E da questo punto di vista, sempre più si va chiarendo che il mondo finanziario che ha partorito la crisi mondiale attuale è la negazione assoluta sia della Nuova ed eterna Alleanza sia della Oikonomia della salvezza, sia della Comunione di cui l’eucaristia è l’annuncio profetico.
E’ sempre più chiaro che la finanza ha scaricato su tutti noi i suoi errori e i suoi egoismi. E’ sempre più chiaro che la finanza, prima parla male della politica, poi ci fa governare dai suoi tecnici, poi ci regala la dittatura del suo governare.
Dalla Bibbia noi dobbiamo ricuperare il senso vero della politica, la oikonomia, dobbiamo mettere in grado la politica di governare il mercato, di tassare senza mezzi termini le rendite finanziare dei grandi manipolatori del mercato. Paolo ha cantato liricamente l’estensione cosmica della redenzione in Cristo e il vincolo indissolubile dell’umanità con l’universo: «La creazione infatti stata sottoposta alla caducità — non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta — nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi» (Rm 8,19-22). Tutta la terra geme quando l’essere umano la utilizza per soddisfare il proprio egoismo, quando la degrada mettendo in atto uno sfruttamento miope, o quando alcuni pochi se ne appropriano privandone molti e attentando in tal modo alla «gloriosa libertà dei figli di Dio». Qui sta il problema dell’umanità, oggi. Qui sta la qualità della fede cristiana. Nel frattempo vediamo moltiplicarsi i pellegrinaggi, la religiosità popolare nelle sue varie forme che servono ad alienare i “piccoli” dalla cause vere delle povertà del mondo. Qui sta l’impegno dei cattolici in politica. Parlare di ispirazione cristiana significa passare al vaglio della parola di Dio le scelte che si fanno nel campo politico, sociale, solidale. Dal concetto biblico di oikonomia della salvezza, dunque deve scaturire lo stile del nostro agire sul campo.

sabato 7 luglio 2012


Nel sito www.carmelomusumeci.com è presente una Proposta di iniziativa popolare per l'abolizione dell'ergastolo, è possibile aderire cliccando su "FIRMA CONTRO L'ERGASTOLO"  e compilando l'apposito modulo. Per vedere chi ha già firmato: http://www.carmelomusumeci.com/pg.lista.appello.php
Proposta di iniziativa popolare
per l’abolizione della pena dell’ergastolo (art.22 Codice Penale)

La nostra Costituzione stabilisce: 
Articolo 27- Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Articolo 50 - Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alla Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

L’ergastolo è più atroce che qualsiasi altra pena perché ti ammazza lasciandoti vivo ed è una pena molto più lunga, dolorosa e disumana, della normale pena di morte. Spesso un ergastolano, un uomo ombra, pensa di essere morto pur essendo vivo, perché vive una vita senza vita. Nessun essere umano dovrebbe tenere un altro uomo chiuso in una gabbia per tutta la vita. Ad una persona puoi levare la libertà, ma non lo puoi fare per sempre, per questo l’ergastolo,  “La Pena di Morte Viva”, è più atroce e inumana di tutte le altri morti.
Poi in Italia esiste l’ergastolo ostativo ai benefici penitenziari (art. 4 bis O.P.) che esclude l’accesso alle misure alternative al carcere, rendendo questa pena un effettivo “fine pena mai” e t’impone di scegliere fra due mali: o stai dentro fino alla morte o metti un altro al posto tuo.
E ci vuole tanta disumanità e cattiveria per far marcire una persona in cella per sempre, perché quando non si ha nessuna speranza è come non avere più vita. Continuare a tenere dentro una persona quando non è più necessario è un crimine contro l’umanità. Ogni persona dovrebbe avere diritto ad una speranza e per tutti ce n’è una, ma non per gli uomini ombra.

Se tu sei d’accordo che un ergastolano debba uscire perché lo merita e non perché usa la legge per uscire dal carcere e che una pena senza fine è una vera e propria tortura che umilia la giustizia, la vita e Dio,

se tu pensi che un uomo non possa essere considerato cattivo e colpevole per sempre e che una pena per essere giusta debba avere un inizio e una fine,  perché una condanna che non finisce mai non potrà mai rieducare nessuno,

se tu credi che dopo tanti anni di carcere non si punisca più quell’uomo che ha commesso il crimine, ma si finisca per punire un’altra persona che con quel crimine non c’entra più nulla, perché la persona è cambiata, e che il perdono faccia più male della vendetta, perché il perdono costringe un uomo a non trovare dentro di sé nessuna giustificazione per quello che ha fatto,

se tu sai che in Italia ci sono giovani ergastolani che al momento del loro arresto erano adolescenti e che ora invecchieranno e moriranno in carcere -senza nessun’altra possibilità di rimediare al male che hanno fatto- e che solo in Italia, non in nessun altro Paese del mondo, esiste la pena dell’ergastolo ostativo,

se tu sei d’accordo con tutto questo, lascia la tua adesione a questa Proposta di iniziativa popolare per l’abolizione della pena dell’ergastolo

Per firmare collegati al sito
clicca su
FIRMA CONTRO L’ERGASTOLO
e compila il modulo.

sabato 14 aprile 2012

Quando il corpo è reato. Dal Manifesto con riflessione personale

LOMBROSIANAMENTE - Quando il corpo è il reato
Maria Fabbricatore, 27 marzo 2012

"Siamo arrivati a dover leggere in un dispaccio di agenzia «se la 'nera' non dovesse arretrare dalle sue posizioni...». La Nera è naturalmente la vicepresidente del senato Rosy Mauro, coinvolta nel malaffare che sta travolgendo i vertici "della Lega. E se dalla prosa della cronaca transitiamo ai piani alti del giornalismo, ecco, con rinnovata passione lombrosiana, corsivisti e grandi firme affondare la penna non sul reato ma sul corpo, sfregiandolo (la badante, la strega, la terrona, mamma Ebbe, la virago), fino a insistere sulle sue mani rosse e nodose, come tocco finale di un rogo intellettuale. E' lei, lei sola, lei soprattutto a inficiare il decoro delle istituzioni repubblicane, come se le aule parlamentari non fossero affollate da donne e uomini, non solo coinvolti in vicende poco commendevoli, ma persino condannati dai tribunali della repubblica. 
Rosy Mauro non ha ricevuto al momento neanche un avviso di garanzia e quando pure le arrivasse una richiesta dei magistrati avrebbe pur sempre diritto all'habeas corpus. Se invece si invocano le dimissioni anche semplicemente per quel che emerge dalle inchieste in corso, allora non si capisce come mai l'invocazione della rispettabilità di palazzo Madama non la reclama nessuno quando le carte giudiziarie tirano in ballo uomini in posizioni altrettanto istituzionali. Invece l'insultometro si scatena perché al centro della scena c'è la preda perfetta, il capro espiatorio di un celodurismo trasversale che alimenta l'escalation mediatica. Come se questa donna fosse la discarica in cui sversare veleni, furori, sensi di colpa, nel tentativo di placare la rabbia popolare alimentata da una corruzione politica dilagante, dentro e fuori la Lega (dalla tomba della Margherita ieri sono saltati altri 13 milioni). In poche ore sono state raccolte diecimila firme per farla dimettere. 

Quando si dice che stiamo assistendo a una Tangentopoli al cubo, sappiamo che il contraccolpo non sarà un pranzo di gala. E dal lancio delle monetine siamo passati alla lapidazione".

Dal Manifesto, Norma Rangeri

Riflessione personale


Mettiamola pura al femminile, e ce n’è donde. Ma la corsa al capro espiatore dilaga ovunque, perché liberarsi dalle persone “moleste” (nel senso che sono contrarie al proprio tornaconto), è vangelo di salvezza per chi vuole risultare PURO coram populo!
Così va il mondo, e bisogna, si dice, farsene una ragione!
Io da questa dis-ragione mi dissocio, invocando la santa complicità con i veri onesti che sono tali se non disperano e resistono contro il Male con la forza del loro IMPEGNO.
Quando la speranza di salvezza si spegne avviene la cosa peggiore: ritenere invincibile il male. Ausilia

martedì 27 marzo 2012

Una donna alla Presidenza della Repubblica? Riflessioni


E’ necessario dire forte e chiaro che non basta essere dentro ad un corpo sessuato per garantire una visione ed uno sguardo alternativo al dominio, al potere e al patriarcato.
……..
Oggi vediamo un certo interesse, molto mediatizzato e focalizzato sul generico ’ascolto’ delle donne, che però non entra nel merito delle questioni di fondo, ovvero appunto si limita a dire che un genere va valorizzato, ma non si sa perché e su quali presupposti di contenuto e di programma, di visione globale e particolare circa le relazioni tra i sessi.
Vorrei essere esplicita fino in fondo: a Genova erano candidate alle primarie tre donne. Sono femminista, ma non ne avrei votato nemmeno una, e se avessi potuto avrei votato un uomo.
Non mi è mai bastato, non mi basta e non mi basterà il generico essere di una donna una mia simile perché io possa affidarle un mandato (non una delega) sui miei interessi e bisogni politici. Deve essere una donna con la quale poter fare un patto di condivisione, per il suo mandato, sulle questioni di fondo urgenti che necessitano una svolta: cambiare il paradigma economico, abbandonare la logico dello sviluppo neoliberista, incidere sulla cultura sessista e omofoba facendola diventare una priorità, ricostruire la signoria della laicità nello spazio pubblico garantendolo dalle derive fondamentaliste, ridisegnare il lavoro mettendo al centro la riproduzione. Mi fermo qui.
Il 50 e 50, ci insegnano le donne dei paesi nordici e alcune esperienze africane, non basta a garantire equità e pari opportunità, perché da sempre nella storia prima del femminismo le donne sono state formidabili alleate del potere.
Ragioniamo su questo, ricordando, come sosteneva Rosa Luxemburg, che chiamare le cose con il proprio nome è il primo gesto rivoluzionario.

Sono d'accordo con Monica Lanfranco. Le donne hanno bisogno di uscire da certe schiavitù e soverchierie. E' necessario che ci adoperiamo per questo, molto molto molto.
Ma le donne hanno bisogno di essere ri-educate alla libertà, quando l'hanno conquistata, altrimenti diamo ragione al più becero maschilismo che le vuole tenere a freno.
Le donne hanno bisogno, non del potere così come è inteso anche da certi migliori uomini. La loro rivoluzione deve essere, secondo me, di un ritrovato senso dei valori cumulati nel lungo silenzio e nelle grandi storture della storia. Puntiamo sulla ricostruzione di quei valori, depurati da ciò che li ha reso non più validi. Vorrei scrivere a caratteri d'oro quest'ultima affermazione. Ausilia