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martedì 6 novembre 2012

Nella stessa barca...

Mai come ora mi sono trovata nelle condizioni di non sapere quale notizia meriti la priorità per essere pubblicata: l'ingorgo tra politica ed antipolitica, le politiche del momento insufficienti a reggere il peso di cambiamenti che si curano con metodi i quali non tengono conto del senso di impotenza che invade, più che le 'fisime', la concretezza del vivere quotidiano di chi manca del necessario, le prediche ecclesiali il cui contenuto coincide con quello parolaio di ogni Casini di turno, eccetera.
Come dare spazio alla mia sete di spargere, sulla scia di Gesù, un messaggio di speranza e di fede attraverso l'ascolto interiore? non rischio anch'io di associarmi a chi non vuole vedere lo strazio di chi 'non ce la fa'? Allora sula stessa preghiera che mi canta costantemente in cuore si spande una nube di dolore senza via di uscita. Penso che davvero ci avviciniamo con Gesù al luogo dove Gesù consumerà la sua partecipazione al dolore umano. Ma forse proprio nello scoprirci nella stessa barca con lui, non è poca cosa.....

giovedì 28 luglio 2011

La preghiera per compagnia

Difficile spiegarla a chi non la vive. Ma, rileggendo l'ultimo post colgo che dia l'impressione del senso di vuoto delle persone sole in vacanza. Sento perciò di dover fare l'errata corrige parlando, non di un grande riempitivo della solitudine, ma della pienezza di vita che può pulsare anche in chi è (io non sono tra questi) nell'abbandono quasi totale attraverso la preghiera.
Di questa voglio dire solo brevi concetti.
La preghiera è essenza della vita di chi crede e spera al di là del quotidiano, del visibile, del normale corso del tempo. Pregare è entrare nella dimensione della festa del cuore: un giorno solo nel tuo tempio vale più di mile trascorsi nel godimento di mille e mille, smaltiti nell'inerzia dello spirito (mi ispiro ad un celebre salmo). (Tempio non è una chiesa di pietra, ma la Dimora di Dio). Dove dimora Dio se non nell'intimo, là dove risiede la fonte di tutti i sentimenti e di tutto ciò che siamo?
La preghiera è' saper rientrare in se stessi ed ad-orare ('ad os' = tenere la mano davanti alla bocca, cioè restare 'senza parole'). La recitazione ripetitiva fatta di parole non è di ostacolo, ma può essere una buona nenia che aiuta a varcare la soglia di ciò che distrae (quale folla di cose!), ed entrare-in-rapporto. Non mi si chieda con chi e come. Basta fare un vuoto che si spalanchi per ricevere; un vuoto che sia SPAZIO di accoglienza dell'Invisibile.
Il corpo necessariamente si predispone al raccoglimento per dare consistenza al colloquio di amore, silente, assorto, ricco di energie che temprano e ridanno la forza per far fronte alle compessità del quotidiano.
Tutte le tecniche di rilassamento che la modernità offre, sono un lusso che forse lasciano immutato il cuore e lo spirito; la preghiera invece dà ali per raggiungere le vette dell'amore, fugando ogni grigiore, e facendo respirare l'atmosfera della BONTA'. Senza frutti di bene non c'è preghiera; il suo segno distintivo è il cambiamento che si determina nel modo di percepire se stessi, gli altri, il mondo.
Ausilia

mercoledì 22 giugno 2011

L'Assoluto

Ogni giorno si può presentare alla mente una minima rivelazione, e cioè l'approfondimento spontaneo di un tema tratto, non da un'idea astratta, ma da una visione della vita. Il tema dell'assoluto è dominante in chi non si contenta del relativo fuggevole. Ecco alcuni tratti di ciò che sento molto al di là delle parole:
- L'Assoluto è il sogno che nutre il relativo di consapevolezza della sua fragilità.
- Restare nel relativo non basta a nessuno; da qui la riceca insistenza di beni duraturi.
- La trascendenza è il doppione in cui il relativo proietta l'Assoluto, depurato da precarietà.
- Non sempre si fa consistere l'Assoluto in beni oggettivamente desiderabili. E' proprio qui l'inganno: agognare l'Assoluto in quanto travestimento del relativo da captare, di cui saziarsi.
- L'Assoluto a cui aspiro è la coincidenza tra il mio desiderio e il vero Bene che ignoro, ma che non mi rassegno a negare, perché il vero Bene E', senza illusioni, al di là di ogni dialettica (anche l'essere che si contrappone al non- essere non è il vero Bene).
- La preghiera è riposo dell'anima che scansa le illusioni e trasforma il desiderio in invocazione che sarà ascoltata su misura della mia umiltà.
- Non mi importa chi invochi, ma volgermi verso Colui o Ciò che è il mio TUTTO.

sabato 4 giugno 2011

Giudizi da fan e pregiudizio di una rompi....

"L'esperienza del «deserto» che la Zarri vive non è di tipo penitenziale, ma è fatta «di pacificazione, di gioia, di fiori». Le stagioni «sono maestre di vita». Il clima dell'intero libro è fatto di queste atmosfere. Osservazioni naturali, riflessioni, pause, silenzi. «Viene il momento in cui l'età ci ammonisce a stare di più in silenzio e con noi stessi», scrive la Rossanda. La Zarri avvertì precocemente quella stagione ma ne ricavò una forza comunicativa che, ripensata oggi, turba e commuove. E continua a fare sentire la sua eco". Massimo Tedeschi

Conosco benissimo la Zarri. Condivido molto quanto afferma la Rossanda
Ausilia (che riconosce come valida l'esperienza di vita della Zarri, ma conserva il pregiudizio su chiunque raggiunga una certa visibiltà: la celebrità danneggia anche le persone che la meritano, e avrebbe preferito che il silenzio della stessa fosse stato meno circondato dall'alone di primadonna (Chi si scandalizza di questo giudizio, conferma indirettamente quanto affermo).

martedì 31 maggio 2011

La saggezza che non è mai fuori moda

Una mia amica ultrasessantenne mi ha raccontato un episodio di saggezza che vale quanto la cultura universale. Quando lei era adolescente confidò a sua mamma che voleva fare cose diverse da quelle dei familiari, perché tutto le sembrava come una ruota che ripete sempre lo stesso giro, e cioè ci si sposa, si fanno figli e poi questi  faranno la stessa cosa.... La vecchia mamma (la mia amica era l'ultima di una numerosa famiglia), le disse: "queste cose pensale bene e poi falle scendere nel cuore; se trovi una strada per te migliore, seguila!".
Così lei ha fatto, e la sua vita è stata costellata di tanto bene a favore degli ultimi-ultimi, incessantemente.
La mamma l'ha aiutato con quella frase, che porta scritta nella mente e nel cuore.

mercoledì 18 maggio 2011

La bellezza

E' stato detto: La bellezza salverà il mondo. Una frase, questa, le cui versioni sono tante, ma che resta incomprensibile, almeno a me, se si immagina la bellezza immobilizzata in una tesi, impressa in una visione, considerata un modo di essere, attribuita ad un fatto o persona. Platone è il primo Maestro che l'ha figurata come pura idealità-realtà sempre al di là, irraggiungibile molla delle aspirazioni umane verso l'assolutezza della perfezione, tutt'uno con l'Essere.Ormai non mi fermo a nessun modo di parlare della bellezza da parte dei mistici che m'incantano, anche se  mi ha dato uno scossone la Weil quando la vede come manifestazione di Dio, mezzo privilegiato per accedere alla vera Realtà.
Ecco la mia suggestione di oggi:
In un mondo opacizzato dal dolore e dal male,
aleggi Spirito di Dio e con lieve tocco
mi dài leggerezza per trasportarmi
verso lidi ignoti, mai uguali a se stessi.

Mi piace il tuo non ripeterti mai,
il tuo sottrarmi alla corsa del tempo
e ad un immobile eterno, per farmi gustare
l'incanto di un istante sempre NUOVO.

Mi fai abitare sulla scia di un Tempo
senza tempi senza confini senza assoluti
Oh Unità del Tutto, Uno e Plurale,
Continuum effuso nella necessaria

libertà dell'Amore

Ausilia