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lunedì 6 maggio 2013

Cattolici e la Bonino


Dal sito delle teologhe
Cattolici divisi sul ministro Emma Bonino
Il giudizio complessivo dei vertici della Conferenza episcopale italiana sul nuovo governo italiano guidato da Enrico Letta è positivo, anche per quanto riguarda le scelte sui singoli ministeri, tranne che nel caso del titolare della Farnesina, Emma Bonino, la cui designazione è stata accolta con fredda sorpresa. La nomina del
nuovo ministro degli Esteri è stata invece definita una «scelta positiva» dai microfoni di Radio Vaticana, che ha intervistato il politologo Antonio Maria Baggio, docente all’Università Sophia di Loppiano (Firenze) e vicino al movimento dei Focolari.
Questo il commento di Baggio sulla presenza dell'esponente radicale: «Vorrei sottolineare, per esempio, l’inserimento della signora Bonino nel governo, posta in un luogo come gli Esteri, che lei ha sempre vissuto in chiave soprattutto di diritti umani e di diritti dei popoli piuttosto che di rapporti tra gli Stati. Anche questa, vorrei sottolineare, è una scelta che a me sembra positiva». Per il politologo cattolico il governo «nell’insieme è un’equipe efficiente che ha saputo mettere le persone giuste nel posto dove possono rendere».
Di tutt'altro avviso è invece Stefano Fontana, direttore dell'Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina sociale della Chiesa che in un editoriale pubblicato su la nuova Bussola quotidiana ha scritto: «Va bene (Emma Bonino) è stata Commissaria dell’Unione Europea, dove si occupava dei profughi.
Ma non sembra una cosa sufficiente ad accreditarla agli Esteri. Va bene, a suo tempo i radicali avevano lanciato la famosa campagna contro la fame nel mondo. Ma nemmeno questo sembra sufficiente. La sua carriera politica l’ha fatta in Italia e su tutt’altri temi. È esperta in abolizione delle droghe, in campagne per il suicidio assistito, in aborti aperti a tutte». «E’ vero – continua Fontana – che la Bonino non è a capo di un ministero in cui avrebbe potuto fare devastazioni, come per esempio quello della Salute. Però il ministero degli Esteri ha anche molte competenze in fatto di collaborazione internazionale con risvolti etici molto delicati e importanti. Si sa che l’Europa è la maggiore finanziatrice dell’aborto nel mondo. Si sa che le agenzie ONU stanno promuovendo aborto e ideologia del gender nei Paesi in via di sviluppo.
Sappiamo che spesso i programmi internazionali per lo sviluppo contemplano pianificazione forzata delle nascite compresi sterilizzazione e aborto. Al ministero degli Affari esteri Emma Bonino può dare impulso a queste politiche internazionali disumane ed appoggiare significativamente le già tristemente attive ong e le stesse agenzie delle Nazioni Unite».

venerdì 28 dicembre 2012

Femminicidio


[I preti] “VENGONO EDUCATI, FORMATI E SOSTENUTI A VIVERE RELAZIONI POSITIVE, AUTENTICHE E LIBERE  CON IL GENERE FEMMINILE?” Così si chiedono una suora ed un prete ‘non-malato’.
1) Comunicato stampa  - Caserta,  27 dicembre 2012
In veste di responsabile di “Casa Rut” – Centro di accoglienza per donne vittime di tratta, di abusi e di violenze, sento il bisogno di esprimere tutta la mia indignazione di fronte al gesto ‘inquietante’ e oserei dire ‘violento’ compiuto dal parroco di San Terenzo (La Spezia), con l’affissione in Chiesa del volantino in cui è riportato un editoriale del sito Pontifex dal titolo “Le donne e il femminicidio, facciano sana autocritica. Quante volte provocano!”
Ancora si ricade in quella vecchia mentalità, che purtroppo a troppi maschi ancora piace e soddisfa, che vede nella donna o la moglie sottomessa  o la prostituta o ancor peggio  la tentatrice.  
Quanto siamo lontani, a livello culturale e comportamentale, dal riconoscere, rispettare e valorizzare  appieno la dignità della donna, da parte del mondo maschile (compresi i sacerdoti).
Se si pensa a tutte le donne uccise in quest’anno per mano di mariti, compagni e fidanzati, c’è non solo da rabbrividire ma da riflettere seriamente.
Mi piace qui riportare quanto detto in una nostra ‘lettera aperta’ del 27 gennaio 2011 - che ha avuto risonanza nazionale, nella quale all’Erode di turno - incarnato dall’allora Primo Ministro e capo di Governo - come donne, come cittadine e come religiose, avevamo gridato il nostro “non ti è lecito”. Nella lettera dicevo: “Ma davanti a questo spettacolo una domanda mi rode dentro: dove sono gli uomini, dove sono i maschi? Poche sono le loro voci, anche dei credenti, che si alzano chiare e forti. Nei loro silenzi c’è ancora troppa omertà, nascosta compiacenza e forse sottile invidia. Credo che dentro questo mondo maschile, dove le relazioni e i rapporti sono spesso esercitati nel segno del potere, c’è un grande bisogno di liberazione”.
Parole, queste, che sento oggi con forza di rinnovare e di rivolgere non solo a don Piero Corsi, ma a tutto il mondo maschile, e soprattutto alla mia Chiesa, che purtroppo dal punto di vista istituzionale è ancora fortemente maschilista. Di fronte a questa realtà ecclesiale molte altre domande mi rodono dentro: che genere di formazione hanno avuto e soprattutto hanno oggi i sacerdoti? VENGONO EDUCATI, FORMATI E SOSTENUTI A VIVERE RELAZIONI POSITIVE, AUTENTICHE E LIBERE CON IL GENERE FEMMINILE? O ancora oggi i seminari sono prevalentemente luoghi chiusi, riservati ai soli maschi - docenti e animatori - mentre le figure femminili presenti sono unicamente di contorno, con servizi generici?
Quale idea di donna può elaborare e coltivare un futuro sacerdote che è formato a vivere e a sentire il ruolo sacerdotale come un ‘privilegio sacro’ riservato unicamente al genere maschile?
Mi auguro che la mia chiesa, di cui mi sento parte viva, possa sempre più aprirsi alla luce di Cristo per vivere in novità di vita il Vangelo nel quale, come afferma S. Paolo nella lettera ai Galati “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, perché tutti  siete uno in Cristo”, che significa tutti uguali in dignità.
E allora, di fronte a questi inquietanti e profondi interrogativi, non basta far rimuovere un volantino, ma bisogna impegnarci tutti, a partire dalla Chiesa, nelle sue istituzioni, a rimuovere una mentalità che ancora discrimina e uccide la donna.
Anche oggi risuona il grande annuncio di vita e di speranza consegnato da Gesù alle donne: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato. Ed esse, tornate dal sepolcro, annunziarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri” (Lc 24,5-6). - Sr. Rita Giaretta – Casa Rut
2) Ci associamo alla forte reazione di indignazione e di protesta delle donne -in particolare delle donne di Lerici ferite più da vicino- e del mondo civile laico  non solo per il già deplorevole “coraggio” di affiggere l’incriminato volantino ma, cosa ancor più grave, per la esplicita concezione della donna ‘colpevole del male del mondo’ che credevamo superata ma che continua invece ancora ad emergere e addirittura ‘colpevole di causare quei crimini che contro di lei perpetra il maschio’.
Aspetto ancor più allarmante, se non criminale, è la triste constatazione che  questa concezione è  nella testa di coloro, come tra noi preti, chiamati ad un compito pastorale di formazione delle coscienze secondo lo sguardo e la prassi di Gesù nei confronti della donna contenuti nel  Vangelo e secondo quanto lo Spirito ha parlato nel  Concilio Vaticano II°. Riferimenti che, evidentemente, don Piero Corsi non ha o non accetta se gran parte del contenuto del volantino contiene, cosa che tutti possono verificare, il contrario del Vangelo, del Vaticano II° e il riferimento esplicito ai tradizionalisti di Lefebvre!
 A questo punto però crediamo non bastino più le pur necessarie scuse da parte di don Piero e del suo Vescovo.  Da parte di tutta la chiesa c’è bisogno di una aperta e più urgente chiarificazione e decisione: ma il Vangelo è ancora il criterio di formazione delle coscienze di tutti compresi preti e vescovi?  Se appena ci interessa il Vangelo, dice Angelo Casati, non possiamo non riconoscere “come il Rabbì di Nazaret si lasciò condurre dalla donna dei cagnolini e da sua madre. Vedo e soffro la distanza. La distanza dal Vangelo. Soffro la sensazione che nella chiesa,al di là delle parole, la donna sia in qualche misura ancora sospettata, come la si ritenesse portatrice di qualcosa di imprevisto, di oscuro, come se la sua femminilità fosse abitata da una forza pericolosa. Non sarà che anche per questo che le donne vengono per lo più celebrate nella chiesa per la loro maternità, la donna madre, che non per la loro femminilità, la donna in quanto donna?” (A.Casati in: “La mia piccola voce per le donne”).
       Da anni, come singoli e comunità, ci lasciamo “provocare” volentieri -senza per questo sentirci “indotti in tentazione”- dalle sorelle-compagne orsoline di Casa Rut! Anzi da loro che danno la vita per la dignità della donna violentata  dal nostro mondo maschilista, sentiamo necessario riprendere per la nostra riflessione e consegnare ancora di più oggi dopo questa vergognosa vicenda le dure parole che Sr.Rita, anima della comunità, scrisse nella sua lettera del 27.01.’11 “contro il potere in maniera sfacciata ed arrogante che riduce la donna a merce”: “Dove sono i maschi? Poche sono le voci, anche dei credenti, che si alzano chiare e forti. Nei loro silenzi c’è ancora troppa omertà, nascosta compiacenza e forse sottile invidia. Credo che dentro questo mondo maschile, dove le relazioni e i rapporti sono spesso esercitati nel segno del potere, c’è un grande bisogno di liberazione”. - Casa Zaccheo. Padri sacramentini


mercoledì 28 novembre 2012

Da Il Paese delle donne


Per abitare diversamente il mondo. Essere donne oggi

VENERDÌ 7 DICEMBRE 2012
UNIVERSITÀ ROMA TRE, AULA MAGNA DEL RETTORATO
VIA OSTIENSE 169, ROMA

Programma

Ore 15.00
Saluti di apertura
Guido Fabiani, Rettore Università di Roma Tre
Francesca Brezzi, Presidente Osservatorio interuniversitario di genere, parità e pari opportunità
Orlando Corsetti, Presidente Municipio Roma Centro Storico
Patrizia De Rose, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Pari opportunità

Ore 15.30
Lorella Zanardo,  “Senza chiedere  il permesso”
Dialogo con la realtà universitaria

Ore 16.30

Contro la violenza sulle donne: metodi, strumenti e buone pratiche
Idee e proposte
MAurizio Mosca, European Institute for Gender Equality
Elisabetta Strickland, Università degli Studi Roma Tor Vergata
Laura Moschini, Osservatorio interuniversitario di genere, parità e pari opportunità
Mariella Nocenzi, Osservatorio interuniversitario di genere, parità e pari opportunità


Ore 17.30
Riflessioni e Testimonianze
Antonella Polimeni, Sapienza Università di Roma
Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, Presidente Telefono Rosa
Benedetta Balducci, Maresciallo istruttore Arma dei Carabinieri
Donatella Caramia, Università di Roma Tor Vergata

modera
Lucia Goracci, Rai Tg3


Lancio di Campagna di sensibilizzazione IO NO

Consegna attestati del Corso “Donne Politica e Istituzioni”

giovedì 22 novembre 2012


TREGUE POSSIBILI, TREGUE IMPOSSIBILI
Tutti parlano di cessate il fuoco ma esso si può avere quando ambedue le parti vogliono realmente la pace. Diversamente esso è una tregua di cui una delle due parti vuole avvantaggiarsi (per esempio per ricevere nuovi rifornimenti, per produrre nuove armi, per acquistare nuovi alleati) perché al momento sul terreno le sorti del conflitto non volgono a suo favore. Questo punto va ribadito: l’interesse a cessare le ostilità deve essere assolutamente vero e concreto, in ambedue i contraenti: perché se una delle due parti non vuole la pace, con la tregua l’altra parte le concede soltanto il vantaggio di riprendere fiato.
Ecco perché in Palestina non si giunge ad un cessate il fuoco. Con l’operazione “Cast Lead” (dicembre 2008/gennaio 2009) Israele inflisse una severa punizione a Gaza e per mesi e mesi ottenne più o meno di essere lasciata in pace. Ora sarebbe lieta di sapere che Hamas e i palestinesi di Gaza non abbiano dimenticato quella lezione e non la costringano a ripetergliela. Purtroppo Hamas e la Jihad Islamica Palestinese in questo campo soffrono di due invalicabili handicap, se così vogliamo chiamarli.
Il primo è che nella loro logica i morti palestinesi, pur provocati dall’aver posto le rampe di lancio dove ci sono dei civili, pur provocati dall’avere costretto Israele a reagire e perfino ad invadere Gaza, non sono “costi”, sono “ricavi”. Ogni morto in più, ogni bambino ferito da esibire, sono altrettanti assegni esigibili su tutti i media del mondo. Nessuno ha dimenticato che Golda Meir, tanti anni fa, ha detto che la pace si sarebbe ottenuta “Quando le madri palestinesi avrebbero amato i loro figli quanto le madri israeliane amavano i loro”. 
L’interesse alla tregua è autentico in Israele, perché qui il governo non vuole che i suoi cittadini corrano neppure il rischio di essere uccisi. Viceversa Hamas accetta non solo il rischio, ma anche la certezza che i suoi cittadini moriranno in gran numero. La politica di morte prevale perfino sull’interesse umano per i propri connazionali, considerati spendibili. Animali da macello. Che tali sono anche per gli antisemiti europei.
Il secondo handicap è che i capi di Gaza, per decenni, hanno predicato che bisogna giungere all’eliminazione fisica di Israele. Dunque la morte di qualunque ebreo - anche vecchio, anche donna, anche bambino - è solo un acconto sui sei milioni che si conta di sterminare. Infatti non è questione di lottare contro l’oppressore: Gaza non è invasa. Avendo un simile programma, per loro è impossibile mantenere la promessa di astenersi, in futuro, dal lanciare razzi, compiere attentati, cercare di ammazzare quanti più ebrei è possibile. Semplicemente non possono farlo.
O – per essere più precisi – possono farlo: nella loro mentalità mentire agli infedeli non è peccato. Purtroppo questo principio lo conoscono anche gli israeliani e in generale gli occidentali: sicché la loro parola, in occasione di un negoziato, non vale nulla. Sono nella posizione del bugiardo notorio. E allora l’unico sistema per “farli smettere” è invadere quel fazzoletto di terra, facendo pagare caro alla popolazione il sostegno ad Hamas: così si possono cercare personalmente i razzi e distruggerli. L’alternativa è che un terzo affidabile si impegni ad una risoluta sorveglianza capace di assicurare che dal territorio di Gaza non siano compiuti atti di terrorismo nei confronti di Israele. Ma chi può farlo? Non certo l’Egitto dominato dai Fratelli Musulmani. E neppure gli Stati Uniti, che hanno tanta voglia di tirare i remi in barca. Ecco perché il gran parlare che si fa di cessate il fuoco imminente è stupefacente. A smettere non ci vuol molto. Ma gli israeliani chiedono: e dopo?
La speranza è l’ultima a morire. Sicuro è tuttavia che Israele non può accettare di far da bersaglio per il tiro a segno dei palestinesi.
Gianni Pardo, pardonuovo.myblog.it
21 novembre 2012

lunedì 29 ottobre 2012

da www.noidonne.org


Volevo parlare del Sinodo chiusosi ieri sera, ma preferisco per ora riportare questo articolo della Prima pagina Donne / 5 (22-28 ottobre), a cura di Paola Ortensi [Aggiungerei: e chi pensa a chi appartiene ad un genere indefinito?]

Guardando la televisione Venerdì sera, all’interno delle notizie di un TG sul pauroso terremoto del Pollino, una notizia veniva commentata mostrando l’immagine di una donna molto anziana in carrozzella. La donna, che abitava da sola in una casa pericolante veniva trasferita. Dove? Nella notizia non era precisato. A lei dedico la Prima Pagina di questa settimana. A lei, doloroso simbolo di tante donne che stanno vivendo questi terribili giorni di un nuovo terremoto le cui scosse fin ora lievi scopriamo come durino da due anni. Un periodo di paura e preoccupazione fortissima vissuto in solitudine e senza condivisione fino ad oggi.
Spesso le donne come notizia nelle Prime Pagine sono citate come Genere per i loro diritti inesauditi o come gruppo per le loro caratteristiche da approfondire etc..Nello specifico ci fa indubbiamente piacere sottolineare l’elezione negata (per principio e non per le capacità riconosciute del candidato) a Lussemburgo, sia dalla Commissione che dal Parlamento, al candidato Mersch per il vertice della Bce (Banca Centrale Europea), in quanto si reclama un riequilibrio di Genere, in generale, e nello specifico per la Bce il cui consiglio è costituito da 23 membri tutti maschi. La bocciatura, per quanto il Parlamento abbia nel caso specifico, solo un parere consultivo ha un forte valore simbolico e consideriamo costituisca una notizia importante e da seguire nei suoi sviluppi. 
Continuando, non sono mancati avvenimenti e storie di donne citate o evidenziate o intervistate e annunciate in Prima Pagina. Marina Berlusconi, per sceglierne “una a caso”, è scesa in difesa di suo padre di cui elogia capacità, serietà, democrazia e ci spiega come non sia stato compreso per le grandi doti messe a disposizione del Paese. Comprendiamo la figlia ma certo è difficile condividerne le idee della cittadina/imprenditrice. Spesso le donne arrivano agli onori della cronaca purtroppo in rapporto “ai loro uomini” ecco allora alla figlia, nei giorni passati, affiancarsi la segretaria, nello specifico pensiamo alla segretaria di Bersani: Zoia Veronesi. Sarebbe indagata per truffa per avere lavorato, per Bersani appunto, in orario d’altro ufficio. Zoia - che oltre che segretaria è figlia di un ex parlamentare del Pci - e che viene raccontata, da chi la conosce, con una sua forte personalità e professionalità non sembra impressionarsi molto delle accuse e dichiara di non avere nulla da temere e che ciò che rimarrà della vicenda sarà solo il fango che le hanno gettato addosso. All’inizio di questa settimana una notizia terribile, che raccontava di una ragazza nera bruciata in America dal redivivo Ku Klux Klan, è stata poi riconsiderata dicendo come sia stata la stessa giovane ad auto danneggiarsi. Se da una parte ciò ha fatto tirare un sospiro di sollievo sul rischio di veder rivivere il razzismo nella sua forma peggiore, c’è da interrogarsi su quanto, se le cose stanno così, doveva stare male una giovane per arrivare a costruire un avvenimento così doloroso e contorto ..il razzismo che comunque sappiamo bene come non sia certo morto, a Roma ha visto svolgersi un episodio che indigna . Carla Di Veroli assessora di un Municipio Romano e nipote di Settimia Spizzichino, simbolo della brutalità nazista vissuta in un campo di concentramento ma anche della sua energia per la pace esplicata in migliaia d’incontri allo scopo di non dimenticare l'olocausto, è stata fatta segno di pesanti insulti antisemiti su di un sito nazista. Con un giusto riserbo da alcuni giorni è calato il silenzio su Lucia, ferita gravemente la settimana passata dal suo ex ragazzo che ha ucciso contemporaneamente sua sorella. Speriamo sia migliorata davvero, aspettiamo sue notizie e vorremmo comunicarle un po’ della nostra forza per affrontare il dolore o è meglio dire la disperazione per la perdita di sua sorella Carmela. Mi sono soffermata quasi per nulla sulle donne della politica ma ci torneremo prestissimo.

domenica 7 ottobre 2012

Date celebrative nella Chiesa


Date di celebrazioni nella Chiesa, che vorrei meno celebrative…., meno solenni, meno calate dall’alto. Dobbiamo rallegrarci per avere un ‘dottore’ femminile? Io accetto i limiti del percorso storico della chiesa, che mescola il vecchio al nuovo per accontentare tutti, ma sopporto poco l’entusiasmo delle donne, compreso quello delle teologhe. Sogno uno slancio verso la riscoperta della rivelazione di Dio in Gesù nell’interiorità, perché il Regno di Dio è in noi. E in questa direzione dovremmo aiutare la chiesa….

Dall'ANSA: 07 ottobre 2012 - IL PAPA APRE IL SINODO DEI VESCOVI E PROCLAMA DUE NUOVI 'DOTTORI DELLA CHIESA'. Benedetto XVI, prima della messa in Piazza San Pietro per l'apertura del Sinodo dei Vescovi sulla nuova evangelizzazione, ha solennemente proclamato i santi Giovanni d'Avila (1499-1569), spagnolo, e Ildegarda di Bingen (1098-1179), tedesca, nuovi ''dottori della Chiesa''. Dopo la lettura delle biografie dei sue santi, guidata dal cardinale Angelo Amato, prefetto per le Cause dei Santi, il Papa ha pronunciato la solenne formula: ''Noi accogliendo il desiderio di molti Fratelli nell'episcopato e di molti fedeli del mondo intero, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei Santi, dopo aver lungamente riflettuto e avendo raggiunto un pieno e sicuro convincimento, con la pienezza dell'autorita' apostolica dichiariamo San Giovanni d'Avila, sacerdote diocesano, e Santa Ildegarda di Bingen, monaca professa dell'Ordine di San Benedetto, Dottori della Chiesa universale''. Con Giovanni d'Avila e Ildegarda di Bingen, i ''dottori della Chiesa'' sono ora 35, tra cui quattro donne… Cosi' Benedetto XVI ha iniziato l'omelia della messa da lui presieduta in Piazza San Pietro per l'apertura del Sinodo. ''E tale prospettiva - ha aggiunto - viene rafforzata dalla coincidenza con l'inizio DELL'ANNO DELLA FEDE, CHE AVVERRA' GIOVEDI' PROSSIMO 11 OTTOBRE, NEL 50/O ANNIVERSARIO DELL'APERTURA DEL CONCILIO ECUMENICO VATICANO II''…

 Santa Ildegarda di Bingen, ''importante figura femminile del secolo XII, ha offerto il suo prezioso contributo per la crescita della Chiesa del suo tempo, valorizzando i doni ricevuti da Dio e mostrandosi donna di vivace intelligenza, profonda sensibilità e riconosciuta autorità spirituale. Il Signore la doto' di spirito profetico e di fervida capacita' di discernere i segni dei tempi''. ''Ildegarda - ha aggiunto il Papa - nutrì uno spiccato amore per il creato, coltivo' la medicina, la poesia e la musica. Soprattutto conservo' sempre un grande e fedele amore per Cristo e per la Chiesa''. 

lunedì 17 settembre 2012

Stragi-lavoro - senzalavoro


da www.noidonne.org

Stragi sul lavoro - di Giancarla Codrignani

CHE IL “PANE” CHE LASCEREMO AI NOSTRI FIGLI SIA DURO IL GIUSTO, MA NON ABBIA IL SAPORE DI UN FUTURO GIÀ ANDATO A MALE...
289 operai (per lo più donne e alcuni bambini) sono morti tra le fiamme in una fabbrica tessile a Karachi, in Pakistan, dove, nelle stesse ore, bruciava, questa volta a Lahore, un altro stabilimento, in cui perdevano la vita altri 25 lavoratori. Un conteggio infernale, cui si devono aggiungere le 14 donne vietnamite morte avantieri in un piccolo laboratorio tessile a Egorevsk (Mosca). Sempre a causa di un incendio.
Stragi su stragi, di cui oramai abbiamo perso il conto e su cui sventola da sempre un’unica bandiera, quella del (mancato) diritto al lavoro. Perché non può certo chiamarsi diritto quello che ti uccide mentre tenti di guadagnarti da vivere.
Tutte e tutti intrappolati in luoghi da cui era impossibile scappare, perché non si può fuggire da un lavoro che si è trasformato in dovere, un dovere di schiavo, costretto a stare dentro casermoni e scantinati, con grate alle finestre e cancelli chiusi da lucchetti. Come accadde nel (certo più famoso) incendio del 1911, a New York, in cui a morire, chiuse a chiave dentro l’edificio in fiamme, furono 146 lavoratrici, per lo più immigrate.
Scrivemmo, il 6 ottobre dell’anno scorso, nella newsletter che raccontava delle quattro operaie di Barletta morte abbracciate sotto le macerie, che viviamo in «un mondo capovolto, in cui le ingiustizie sociali sono diventate il pane quotidiano che si mette sulla tavola e di cui non si riconosce la durezza, il sapore andato a male». Ci hanno insegnato, sin da bambine, che il pane non si disprezza, non si butta. E noi così continuiamo a tramandare ai nostri figli e figlie… ma non è di questo “pane” che possiamo vivere, non è a questo “pane” che dobbiamo abituarci. Vogliamo altre fragranze nella nostra vita, che sappiano del buono di un diritto che possa ancora definirsi tale. Sappiamo quanto ne abbiamo bisogno e quanto non siamo disposte ad abituarci al silenzio dei media, dei governi. Perché il “pane” che lasceremo ai nostri figli sia duro il giusto, ma non abbia il sapore di un futuro già andato a male. (17 Settembre 2012)
Ma io aggiungo: e chi il pane non ce l'ha già oggi anche in Italia???

domenica 5 agosto 2012

Il tormentone della Siria

Ho letto tanto per capire, ma ancora non saprei che riportare questo o quella posizione. Quel che possiamo affermare con certezza è che a) Kofi Annan alla fine di agosto non rinnoverà l'adesione al mandato di mediazione da parte delle Nazioni Unite e della Lega Araba; b) il terreno delle opposizioni è, come afferma Fiamma Nierenstein, minato dal prestito massiccio di armi delle potenze occidentali; c) è piena guerra civile; e dare mezzi alla parte che può sembrare vittima (et cetera) non è un modo di risolvere la questione di fondo: quel che l'Occidente sa fare è soltanto l'accelerazione del progetto della distruzione di un altro stato arabo, come è avvenuto per l'Iraq.
Le nostre lamentazioni (telegiornali e giornali) su ciò che avviene in Siria somiglia al chiacchierare tra comari piangenti e felici di avere qualcosa su cui piangere. Anche i nostri interventi su facebook basano il dire su opinioni desunte da questa o quella lettura. Ma lo vogliamo capire che i fatti sono altro da quel che significano????  

venerdì 3 agosto 2012

Comunità Papa Giov.XXXIII


 COMUNICATO STAMPA Rimini, 1 Agosto 2012

Venendo a conoscenza dell'improvviso trasferimento della sezione AS1 degli ergastolani di Spoleto, la Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da Don Oreste Benzi, esprime il proprio disappunto per tali spostamenti. - La nostra Comunità incontrava settimanalmente questi detenuti  da più anni, per un sostegno sia personale che nella lotta collettiva contro la pena dell'ergastolo. Questi trasferimenti tradiscono la funzione rieducativa della pena, stabilita dall'art. 27 della Costituzione, e appaiono come un segno del carattere punitivo-vendicativo della pena in Italia, perché provocano interruzioni forzate dei percorsi rieducativi iniziati e delle relazioni familiari createsi negli anni.  - Esprimiamo solidarietà alle persone detenute e alle loro famiglie che hanno subito questi trasferimenti, ci auspichiamo che tale interventi non vengano più applicati, crediamo invece che sia necessario riformare il sistema penitenziario per mettere al centro la persona e l'azione di recupero per il suo reinserimento nella società. - L'uomo non è il suo errore, come diceva Don Oreste Benzi: la società civile ed ecclesiale ha il dovere di fare tutto il possibile per realizzare il recupero della persona che ha sbagliato, perché solo così possiamo creare una società nuova che crede nell'uomo.
Per l’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII - Il Responsabile Generale Giovanni Paolo Ramonda

martedì 26 giugno 2012


In Politica siamo sulle corde..... Crollano le certezze e non possiamo inventare un futuro diverso, dato che fili invisibili ci legano a poteri che guardano le cose dalle loro poltrone. Almeno noi credenti, non dimentichiamo che, se la fede coincide con la vita, la partecipazione con tutti gli interrogativi, è un obbligo di coscienza, Ausilia

Brevi

giovedì 14 giugno 2012

Appuntamenti interessanti


FIRENZE - Scuole Pie Fiorentine
via Cavour 94
15 giugno, alle ore: 21.15

La Parola di Dio nella storia
presentazione del libro di Rosario Giué
“Ernesto Balducci. La Parola di Dio nella storia”
di don Rosario Giué
Prefazione di Raniero La Valle
edizioni Paoline, 2012.
Si parte dal libro di don Rosario Giué "La Parola di Dio nella storia" condotto sui testi delle omelie svolte dal padre scolopio che rappresenta, in questo contesto, una documentazione ricca di sollecitazioni e interesse.
All'evento parteciperanno l'autore e don Luigi Ciotti.

ventennalebalducci@gmail.com
ROSATE
Cascina Contina
17 giugno, alle ore: 09.30

Assemblea annuale di “Noi Siamo Chiesa”

L'incontro inizierà alle 9.30 e si concluderà alle 17; per il programma fare riferimento ai recapiti sotto indicati.

"I nostri incontri sono aperti a tutti gli amici e simpatizzanti di “Noi Siamo Chiesa”. Le decisioni formali sulle iniziative e l’organizzazione di NSC sono di competenza di chi partecipa alla vita del movimento mediante l’adesione a pieno titolo. Infatti l’incontro ha anche funzione di assemblea annuale dell’associazione “Noi Siamo Chiesa” con cui da sei anni organizziamo formalmente il nostro movimento.

Ti faccio presente, se non sei mai venuto, che questo nostro incontro è una occasione di conoscenza reciproca, di fraternità, di amicizia e di preghiera comunitaria in un luogo accogliente (nel parco del Ticino) ed espressione di una iniziativa di impegno e di solidarietà sociale molto importante a favore degli “ultimi”, quella della cascina Contina.
Se non puoi partecipare per favore scrivi o telefona per dirci quello che pensi, lo comunicheremo in assemblea."

022664753 - 3331309765 - vi.bel@iol.it
(ricevuto tramite G. Saglietti di "Tempi di fraternità"

mercoledì 30 maggio 2012

Assemblea nazionale a 50 anni dal Concilio


Chiesa tutti chiesa dei poveri. Assemblea nazionale a 50 anni dal Concilio

Chiesa di tutti chiesa dei poveri. Assemblea nazionale a 50 anni dal Concilio
sabato 15 settembre 2012 (10-18) a Roma presso l’Auditorium dell’Istituto “Massimo” (zona Eur)
Nella consapevolezza dei promotori è ben presente il fatto che ricordare gli eventi non CONSISTE nel portare indietro gli orologi, ma NEL RIELABORARNE LA MEMORIA PER CAPIRNE PIÙ A FONDO IL SIGNIFICATO E FARNE SCATURIRE EREDITÀ NUOVE ED ANTICHE E IMPEGNI PER IL FUTURO.
In questo spirito i promotori invitano alla preparazione e alla celebrazione del convegno romano di settembre, che parteciperà in tal modo a un programma di iniziative analoghe che si stanno già realizzando, in diverse forme, in Europa e nel mondo e che si concluderanno nel dicembre 2015 con un’assemblea mondiale a Roma a cinquant’anni dalla conclusione del Concilio.
Vittorio Bellavite, Emma Cavallaro, Giovanni Cereti, Franco Ferrari, Raniero La Valle, Alessandro Maggi, Enrico Peyretti, Fabrizio Truini
Promotori: Agire politicamente; Associazione “Cercasi un fine” (Ba); Associazione Cresia (Ca); Associazione Esodo (Ve); Associazione Mounier (Cr) (Rete dei Viandanti); Associazione nazionale Maurizio Polverari (Rm); Assemblea permanente S. Francesco Saverio (Pa); Associazione Sulla Strada – Attigliano (Vt); Associazione Viandanti (Pr); Beati i costruttori di pace (Pd); Casa della Solidarietà – Quarrata (Pt) (Rete dei Viandanti); Centro internazionale Helder Camara (Mi); Chicco di Senape (To) (Rete dei Viandanti); Chiesa-Città (Pa); Chiesa Oggi (Pr) (Rete dei Viandanti); Cipax (Rm); Città di Dio – Invorio (No) (Rete dei Viandanti); Comunità cristiana di base di S.Paolo (Rm); Comunità Cristiane di Base italiane; Comunità del Villaggio artigiano (Mo); Comunità di base delle Piagge (Fi); Comunità di Mambre – Busca (Cn); Comunità di S.Benedetto (Ge); Comunità di S. Rocco (Ca); Comunità ecclesiale di S. Angelo (Mi); Comunità La Collina (Ca); Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza); Fine Settimana (Vb) (Rete dei Viandanti); Fraternità degli Anavim (Rm); Galilei (Pd) (Rete dei Viandanti); Gruppo ecumenico donne (Vb) (Rete dei Viandanti); Gruppo Promozione Donna (Mi); Il Concilio Vaticano II davanti a noi (Pr) (Rete dei Viandanti); Il Dialogo – Monteforte Irpino (Av); Il filo (Na) (Rete dei Viandanti); Il Guado – Gruppo di riflessione su fede e omosessualità (Mi); Koinonia (Pt) (Rete dei Viandanti; La Rosa Bianca; Le radici e frutti (Ca); Lettera alla chiesa fiorentina (Fi) (Rete dei Viandanti); MIR- Movimento Internazionale per la Riconciliazione; Noi Siamo Chiesa; Nuove Generazioni (Rn); Oggi la parola – Camaldoli (Ar) (Rete dei Viandanti); Ore Undici (Rm); Parrocchia S. Maria Immacolata e San Torpete (Ge); Piccola Comunità Nuovi Orizzonti (Me); Preti del Friuli-Venezia Giulia della Lettera di Natale; Preti operai della Lombardia; Progetto Continenti – Roma; Progetto Gionata su Fede e omosessualità (Fi); Scuola popolare Oscar Romero (Ca); Vasti – scuola di ricerca e critica delle antropologie (Rm); Vocatio – Movimento dei preti sposati. Riviste: Adista; Cem mondialità; Combonifem; Confronti; Dialoghi; Esodo; Il Foglio; Il Gallo; Il Tetto; L’Altrapagina; Missioni Consolata; Missione oggi; Mosaico di pace; Nigrizia; Orientamenti sociali sardi; Popoli; Preti operai; Qol; Segno; Sulla Strada; Tempi di fraternità; Viottoli.
Che bella schiera! Rassodiamola con la nostra partecipazione nel possibile e nell’impossibile! Ausilia

martedì 29 maggio 2012


POESIA DI MARINA SIROLLA--29-5-2012
<< TERREMOTO!!>>

Trema la terra 
sobbalza tutto intorno,
oscilla sensazione di cadere,
panico un boato poi il silenzio.
Attoniti increduli! Il terremoto
risveglia la paura primordiale,
che costringe a fuggire,
non si può ragionare trema tutto dentro.
Il terremoto uccide ferisce 
distrugge crolla il passato 
e non vedi il presente,
edifici storici un frantumarsi di certezze.
Abitudini consolidate la rottura,
di schemi sconvolgimento totale,
delle coscienze che scuote,
ciò che siamo stati fino a quel momento.
Anche l'uomo più freddo impassibile
rimane stordito,
dolore,vite cancellate,
volti stravolti,strappati
dal grembo della terra.
L'uomo che raccoglie l'uomo
e la terra si apre,
emettendo un gemito di dolore,
in pochi minuti distrugge.
Se accadesse a noi!!!!!!!

Grazie, Marina

venerdì 11 maggio 2012

Ai funerali del prete sposato Stefano Gastaldi massiccia e cospicua presenza della gerarchia ecclesiale. Trionfo della sua linea moderata in difesa dell'istituzione? o un modo, come è stato detto d suoi compagni/e di viaggio, per lavarsi la coscienza rispetto all'intransigente forma di emarginazione a cui è condannato chi 'non sparisce come prete'?
Le donne purtroppo in maggioranza aiutano il marito prete sposato a farsi i fatti suoi.... Poi ci sono le testarde-sofferenti donne-nascoste aspiranti a sposare il 'loro' prete che guastano le feste, perché non vogliono scomparire e intanto non sanno adottare le strategie giuste... Poi ci sono pochissime mogli pronte, come me  ad ESSERCI QUALI MOGLI DI UN PRETE.
Ma, almeno io non voglio le onoranze funebri dell'ufficialità gerarchica. e forse non farebbero mai ciò che hanno fatto per Stefano, ostinato nella fedeltà, per lui sinonimo di non-denuncia leale, anche se non irrispettosa.
Ausilia

venerdì 4 maggio 2012

L'eucarestia senza prete?


Dissento prima di pubblicare. Si tratta di correttezza. Siamo liberi di vivere la fede nel miglior modo che ci è possibile, ma di non fare della propria libertà un modello che intacchi l’istituzione ecclesiale. E non per idolatrare le sue “leggi”, bensì per non diventare setta-contro. LA CHIESA CAMBIERA’ NELLA MISURA IN CUI LE NOSTRE NOVITA’ saranno presentate senza la pretesa di scardinare con arroganza l’esistente.

 

Austria: premio ai “disobbedienti”. E il movimento rilancia l’eucarestia senza prete  (Ludovica Eugenio Adista n. 17/2012)

La Pfarrer-Initiative, l’iniziativa dei preti austriaci promotori nel giugno 2011 di un “Appello alla disobbedienza” (v. Adista nn. 55 e 65/11), ha ricevuto, il 22 aprile scorso, il Premio Herbert Haag 2012 per la libertà nella Chiesa. A ritirare il premio, consistente in 10mila euro e promosso dalla omonima Fondazione – creata nel 1985 dal professor Herbert Haag, docente di teologia all’Università di Tübingen, e attualmente presieduta dal teologo Hans Küng –, è stato il fondatore dell’Iniziativa, p. Helmut Schüller. Motivo del conferimento: aver raccolto l’«emergenza pastorale» derivante dalla sempre più grave carenza di preti nella Chiesa cattolica e «averla affrontata con affermazioni chiare e azioni coraggiose e decise».
Qualche giorno prima del conferimento del premio, la teologa tirolese Martha Heizer, che qualche mese fa aveva sposato la proposta dei “disobbedienti” di rendere possibile l’eucaristia senza sacerdoti grazie a forme private di celebrazione (v. Adista n. 67/11) – scontrandosi così con il netto disaccordo del vescovo di Innsbruck mons. Manfred Scheuer che l’aveva condannata come prassi da riferire immediatamente in Vaticano, annunciando inoltre l’avvio di un’indagine preliminare in proposito –, ha deciso di lanciare il guanto della sfida al Vaticano, affermando la propria volontà di andare avanti nel suo progetto, a costo di incorrere nella scomunica.
In realtà, Heizer non vuole parlare di «eucaristia privata» ma di «messa nella chiesa domestica», come ha puntualizzato in un’intervista al quotidiano austriaco Der Standard (6/4) in cui annunciava di voler celebrare in questo modo le liturgie del triduo pasquale. Non si tratta, ha sottolineato, di imitazioni dell’Eucaristia, come si vuole far credere: «Siamo cinque ed ogni volta è sempre diverso. Sediamo intorno a un tavolo. È una normale celebrazione dell’Eucaristia, come in parrocchia. Usiamo solo la Bibbia, come testo. Preghiamo spontaneamente e personalmente. Abbiamo pane e vino e chiediamo allo Spirito di trasformarli, e di trasformare anche noi. Mangiamo e beviamo insieme, cantiamo e preghiamo molto». «Non mi importa ricevere un riconoscimento dall’esterno», ha aggiunto. «Per noi si tratta di un’Eucaristia, ne siamo felici e ci fa bene». «Nella Bibbia, Gesù ha detto “Prendete e mangiate”, non “Prendete e mangiate quando c’è un prete”», ha aggiunto. «Il cambiamento viene dal basso». A giudicare da quanto afferma la stessa Martha Heizer, la piccola comunità è già incorsa in un interdetto, ossia una sorta di scomunica comunitaria, con la quale i componenti sono esclusi dalla celebrazione di atti pubblici. Potrebbero, tuttavia, essere individualmente colpiti da scomunica.
Dal canto suo l’iniziativa dei parroci austriaci ha incassato anche la solidarietà del Movimento internazionale “Noi siamo Chiesa”, che ha affermato, in un comunicato diffuso in occasione del settimo anniversario dell’elezione al soglio pontificio di Benedetto XVI, che «il dialogo nella Chiesa è il solo modo di superare la profonda crisi mondiale attuale nella Chiesa cattolica». L’«anno della fede» lanciato per il 2012, si legge, deve diventare anche un «anno di dialogo»; invece di esigere un’obbedienza cieca, tutte le questioni contenute nell’appello della Pfarrer-Initiative dovrebbero essere esaminate attentamente una ad una, e non nel loro insieme.
Nel frattempo, uno dei leader dei parroci “disobbedienti”, Peter Paul Kaspar, cappellano dell’Accademia e degli Artisti di Linz, ha scritto una lettera aperta all’arcivescovo di Vienna nonché presidente della Conferenza episcopale austriaca card. Christoph Schönborn, in merito al caso di Florian Stangl, il giovane omosessuale riconfermato dal cardinale stesso nella carica di consigliere parrocchiale a Stützenhofen (v. Adista Notizie n. 14/12): anche questo, ha detto, è un esempio di «disobbedienza», o meglio di obbedienza alla propria coscienza invece che alle leggi romane. «Il fatto che lei – si legge nel testo della lettera – ci abbia chiesto di correggere il titolo dell’appello invece di discutere il contenuto la dice lunga sul modo in cui lei intende l’autorità: lei parla dell’obbedienza dovuta a Dio, al suo insegnamento e alla nostra coscienza piuttosto che a lei in persona e al suo ruolo». A proposito del caso di Stangl, Kaspar ricorda che Schönborn «ha chiesto un incontro con un parrocchiano gay, eletto al consiglio pastorale a larga maggioranza, perché vive in una unione registrata con il suo compagno. E ha appoggiato la decisione della parrocchia». Ora è possibile che l’arcivescovo «venga accusato da un tribunale canonico romano. Lei ovviamente aveva già avuto modo di rifletterci e ha deciso di continuare con la sua “disobbedienza”». Cosa che rappresenta «un esempio positivo del fatto che un vescovo in carica obbedisce alla propria coscienza anche se la Chiesa o la legge romana stabiliscono altro. Noi approviamo la sua “disobbedienza” come la gratificante responsabilità di un pubblico ufficiale “coscienzioso”».

martedì 1 maggio 2012

Meglio morti che disoccupati?


Leggo attraverso Google:

Meglio morti che disoccupati?

02/05/2012

Il primo maggio è passato in modo amaro. Le manifestazioni partecipate, e il rito sempre più usurato del Concertone sono state funestate da un tragico lutto. Una persona è morta lavorando proprio il Primo Maggio, una tragica novità che non si ricordava a memoria d’uomo. Il suo nome era Vasile Copil, ed era un immigrato rumeno che lavorava per una cooperativa romana.
La morte del povero Vasile rammenta però quanto la Festa del Lavoro sia cambiata drammaticamente nel corso degli ultimi anni. Una volta bisognava difendere la dignità dei lavoratori, mentre ora un’occupazione inizia ad apparire come un privilegio. Nell’Europa piagata dalla grande crisi, dove in molti paesi un terzo dei giovani non svolge alcun tipo di attività, ricevere un salario sembra il lusso che non è e non dovrebbe essere.
Ricevere una paga in modo regolare, la normalità per poter sopravvivere in qualsiasi società basata sul lavoro, è un miraggio per così tante persone che viene scambiata per condizioni inaccettabili.
Diritti sempre più compressi, oppure regole di sicurezza palesemente ignorate e non contestate dai lavoratori per il terrore di perdere l’occupazione.Nell’Europa del 2012 il regresso politico e sociale del lavoro è stato così forte che perfino un povero operaio di 51 anni può apparire un privilegiato a tanti giovani disoccupati da tempo ormai immemore.

martedì 10 aprile 2012

Ciao Miriam

Morta a Roma la giornalista e opinionista Miriam Mafai, già  direttora di Noidonne 


Come redazione di 'noidonne', sia mensile cartaceo che settimanale on line, piangiamo la scomparsa di Miriam Mafai, già direttora di noidonne dal 1965 al 1970. La sua è stata una vita intera all'insegna dell'impegno politico con attenzioni verso le donne. Nella fase in cui Mafai lo ha diretto, 'noidonne' era un settimanale a larghissima diffusione, molto seguito e strumento di divulgazione delle idee delle donne dell'UDI, vicino al PCI e alle socialiste. Ma non solo. Era punto di riferimento per tante donne - e per la società italiana - per le battaglie sui diritti civili e sul dibattito per fare dell'Italia un paese più moderno. Quella di Miriam Mafai è stata un'espressione del femminile, nella politica e nella professione giornalistica, di costante lucidità e un esercizio di autonomia e di libero pensiero.
Con lei se ne va un pezzo della nostra storia, ma siamo convinte che attraverso i suoi scritti e il suo esempio possiamo ancora interpretare il presente. Per questo desideriamo raccogliere in questa pagina tutti i saluti, i commenti e i ricordi che stanno giungendo in redazione. 
(09 Aprile 2012, dalla redazione www.noidonne.org/ )

Nota personale: Omaggio alle grandi donne come la Mafai. Da parte mia vorrei ANCORA capire in che consista il suo essere 'espressione del femminile'. Forse sarebbe tempo di sottolineare la personalità in cui prende forma la capacità UMANA di riuscire a dare voce a chi non 'ci riesce', come capita a tanti uomini ed a tante donne che pur hanno idee creative per il miglioramento dell'umano. Miglioramento di cui ha bisogno una società priva di punti fermi nella scala di valori spirituali, forse perché siamo abituati ad un certo benessere e non sappiamo come uscire dalla regressione materiale e morale di oggi. La corruzione ad ogni livello rende i deboli inetti a CREARE IL NUOVO, fino a suicidarsi.... Vedo tante potenzialità in non pochi giovani e meno giovani, bloccate nella rabbia e nello spirito di vendetta contro tutti. Quale parola della Mafai e di tante altre donne celebri per mettersi - permettetemi l'espressione - dalla parte di Dio, scuotendosi di dosso lo scoraggiamento totale che non ha mai aiutato alcuno? Ausilia    


martedì 3 aprile 2012

Il diritto al lavoro, fondamento della nostra Costituzione. "primum vivere!"

Ecco un'analisi sul problema del LAVORO da parte di Vanna Palumbo.
Altro che lamentazioni sull’ineducazione degli italiani alle riforme. Qui è in atto una mutazione! 
“Tutti ci stiamo trasformando in tecnici della crisi che traversiamo: strani bipedi in mutazione, sensibili ad ogni curva economica e non alle curve dell’animo” ammoniva qualche giorno fa Barbara Spinelli dalle colonne di Repubblica, invitando a riflettere sulle nostre 'mutazioni' di individui sociali (in asociali?). C’è la globalizzazione e c'è la crisi, si dirà, ed alla generale trasformazione, magari originata migliaia di chilometri lontano, niente e nessuno può sottrarsi (esenti banche e finanza!). Accade però che quanto si muove (o si agita) nel nostro Paese scuota gli intelletti allenati al pensiero e, sensatamente, preoccupi. E non poco! Perché, il cambiamento in atto va ben al di la del merito delle questioni. Attiene, a guardar bene, ad un nuovo ordine generale che si vorrebbe dare alle cose, 'a prescindere' dalle regole che allo stesso ordine presiedono. E' il caso della riforma del mercato del lavoro e del Governo che ne è artefice. Ed è il caso del suo rapporto con la legge fondamentale della nostra comunità statuale: la Costituzione. Provvidenziale, allora, pur rischiando di apparire pedanti, richiamare all'attenzione della pubblica opinione che la fonte primaria di ogni ordinamento parte proprio dalla valorizzazione del Lavoro, che della Repubblica, nata con la caduta del fascismo e dopo il secondo conflitto mondiale, è ritenuto esplicitamente principio fondante! “L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” è, come davvero sanno anche i bambini, il primo ed il più importante dei 139 articoli che compongono il testo della Carta del '48. E, nella gerarchia delle fonti (normative), da essa discendono tutte le altre leggi. Che certo non possono con essa confliggere.
Ecco perché la 'mutazione' operata dal governo con la riforma del mercato del lavoro – cui sì è subito opposta la sola Cgil, seguita, a ben riflettere, dalle altre sigle sindacali - ha fatto insorgere sindacalisti storici, esperti, esponenti della politica, della cultura. Persino giornalisti!
A colpire per nettezza e coerenza logica, è stato il pensiero espresso da Pierre Carniti, segretario generale della Cisl dal '79 all'85, che, tornato appassionatamente interlocutore ed analista della materia, ha denunciato, senza perifrasi, la 'rottura del patto costituzionale” consumata col mancato accordo governo-parti sociali. Il decano della cultura del lavoro, con autorevolezza e competenza storiche, ha svelato “l'incertezza nell'uso della democrazia” di premier e ministro del Lavoro: “E' sembrata assai eccentrica la nozione che il premier manifesta della dialettica sociale e sintesi politica” ha specificato Carniti evocando, a proposito, l'articolo 2 della Costituzione che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo “sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.
A una misurabile distanza politico-culturale dal primo, ma comunque animato da sano riflesso democratico, è intervenuto nelle stesse ore l'ex ministro del Lavoro ('87-'89), Rino Formica, a vergare per Il Foglio una lettera che denuncia la discrasia fra le costituzioni italiana ed europea: “Un socialista che sia figlio dello spirito razionale dell'uguaglianza, non piange sulla fine della concertazione... Un socialista però sa che questa roba di cui si annuncia la fine è nei fondamentali ideologici della Carta costituzionale”. Fondata sul lavoro quella italiana e sulla tutela dei mercati quella europea, “le due costituzioni - osserva Formica - sono in rotta di collisione”. E il link scatta immediatamente alla riforma del mercato del lavoro: “le decisioni del Governo Monti in materia di stato sociale sono coerenti con la linea Trichet-Draghi, ma non sono in armonia con la nostra Carta costituzionale” è sbottato Formica. Per sancire infine l’amara conclusione: “la costituzionalizzazione del principio della prevalenza assoluta sulla legislazione nazionale dell'ordinamento giuridico europeo...annuncia la fine della Costituzione italiana fondata sul lavoro!”.

(02 Aprile 2012)


Riflessione personale
La gente comune ragiona così: il lavoro che manca è il vero problema di questo Paese. Dobbiamo metterci in riga con l'Europa e tutto si aggiusterà? No, non ci siamo. Diamo all'Europa l'esempio di quell'impegno prioritario che scaturisce dall'esistenza grama e disperata di tanti, non mettendo laccioli là dove ci sono possibilità, energie, voglia di fare....... Ausilia 

venerdì 24 febbraio 2012

Per chi cerca di unirsi a cristiani senza frontiere

COMUNITA’ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale
CdB San Paolo - Roma
Via Ostiense, 152/B – 00154 – Roma
segreteria@cdbitalia.it - www.cdbitalia.it

Carissime/i,
dopo la riunione a Roma sabato scorso del gruppo di lavoro, siamo finalmente in grado di inviarvi il programma definitivo del XXXIII Incontro nazionale delle CdB, che si svolgerà a Napoli i prossimi 28 - 30 aprile presso il CENTRO DI SPIRITUALITÀ - Cappella CANGIANI - Viale S. IGNAZIO DI LOYOLA, 51 – NAPOLI.
Nel programma trovate anche le informazioni logistiche; per la prenotazione vi ricordo di rivolgervi a Vincenzo Cortese della CdB del Cassano di Napoli scrivendo a: cortesevincenzo@libero.it . La segreteria tecnica rimane anche a disposizione per informazioni.
Vi pregherei anche di segnalare almeno entro domenica prossima 26 febbraio il numero di persone per ogni comunità o di singoli/e che hanno intenzione di partecipare per poter valutare il numero di presenze.
In attesa di ritrovarci numerosi a Napoli, invio a tutte e tutti i miei più cari saluti,
Segreteria tecnica nazionale delle CdB
per la CdB di san Paolo, Stefano Toppi