lunedì 26 settembre 2011

a) Quale liberazione delle donne. b) Benedetto XVI al Bundestag

Due argomenti scottanti dell'oggi attraverso due stralci
a) Quale liberazione delle donne
"L’economia di mercato, nella quale non esistono per principio beni indisponibili, rischia di essere il grande e unico motore delle azioni e delle emozioni di una parte della generazione di giovani e ragazze che si sono formate con la tv, dove i modelli per uomini e donne sono quelli e quelle che riescono a finire dentro la scatola, non importa a fare e a dire cosa.
E, ciò che trovo ancora più inquietante, questa visione del mondo è percepita come una delle conseguenze della lotta di liberazione delle donne e quindi come una scelta di libertà".
Monica Lanfranco ne “Il Paese delle donne” 23|09|11

b) "Il testo di Benedetto XVI al Bundestag è una lezione sullo “Stato liberale di diritto” imperniata sulla distinzione tra legge e diritto. La legge (e il principio di maggioranza che ne sta alla base) è solo una delle modalità di produzione del diritto a fianco di altre, ma soprattutto va ancorata al diritto: anche nello stato democratico non vi è di per sé un automatismo che garantisca tale obiettivo, che ne eviti il rischio di onnipotenza.
Benedetto XVI parte anzitutto da una definizione degli obiettivi del politico, che è al tempo stesso alta e parziale: «Servire il diritto e combattere il dominio dell’ingiustizia è e rimane il compito fondamentale del politico. «La politica deve essere un impegno per la giustizia e creare così le condizioni di fondo per la pace».
Non c’è qui l’idea monarchica del monopolio della politica sul bene comune, l’impegno per la giustizia crea condizioni di fondo per la pace che non sono autosufficienti, che hanno poi bisogno dell’apporto poliarchico delle persone e delle formazioni sociali.
….
Ma alla fine cosa resta effettivamente di vitale nell’eredità del diritto naturale? Benedetto XVI precisa così il nucleo permanente: «l’idea dei diritti umani, l’idea dell’uguaglianza di tutti gli uomini davanti alla legge, la conoscenza dell’inviolabilità della dignità umana in ogni singola persona e la consapevolezza della responsabilità degli uomini per il loro agire».
Non c’è quindi una definizione quasi per materie come recentemente è stato più volte tentato (vita, famiglia, scuola) gerarchizzando i temi. C’è una ricostruzione per idee-guida che attraversano la realtà civile e politica.
Un’eredità non solo del cristianesimo, ma anche di due documenti “laici” puntualmente richiamati: la Dichiarazione dell’Onu del 1948 e la Legge fondamentale tedesca. In altri termini cattolicesimo e liberalismo si alimentano bene a vicenda se il primo riesce a riproporre il tema dei limiti al potere in modo non fondamentalista, rispecchiando così l’origine del diritto naturale nettamente alternativa al diritto religioso-sacrale e se il secondo evita di cadere nel mito dell’onnipotenza della legge, un fondamentalismo laico diffuso a destra come a sinistra che dà vita a una forma di stato che “assomiglia agli edifici di cemento armato senza finestre”.
Il destino del diritto non è il destino della legge. Il destino del diritto non è il destino dello stato. Diritto, legge e stato non si sovrappongono. Il diritto sussiste e si genera anche fuori del comando della legge dello stato che, anzi, gli è sottoposto. La sovranità del diritto e non quella dello stato e della legge è alla radice dello stato liberale. Lo stato liberale di diritto è insomma una sfida per tutti."  (S. Ceccanti)

domenica 18 settembre 2011

La follia di Gesù: Settimana Alfonsiana: 24 settembre-2 0ttobre 2011 a Palermo

Il tema è la follia di Gesù. Ne scrivono i Vangeli e in particolare Marco 3,21: “I suoi uscirono per prenderlo; dicevano infatti: È fuori di sé”. Sacerdoti, scribi e  farisei, nonché i parenti e appartenenti al suo clan, lo giudicavano un pazzo: un esaltato, un radicale estremista, un dissacratore di tradizioni religiose e etiche, un perturbatore della vita buona nei villaggi della Galilea. Non tutti, in verità, vedevano in Gesù un folle. Per coloro che lo seguivano, almeno  per loro, Gesù era un incantevole sognatore, un seducente affabulatore di un mondo e di un’umanità straordinari cui solo lui sapeva dare corpo e figura credibili. Invece sacerdoti e farisei non impiegarono molto a convincersi che di Gesù bisognava disfarsi al più presto e con ogni mezzo, perché pericoloso per il tempio e la nazione.
Perché Gesù era ritenuto un pazzo? Che genere di follia era la sua? Per comprenderlo basta aprire i Vangeli in cui egli proclama senza ambiguità: Beati i poveri, guai ai ricchi; amate i vostri nemici, pregate per coloro che vi perseguitano; a chi ti schiaffeggia sulla guancia destra porgi anche la sinistra; a chi ti chiede la tunica lasciagli pure il mantello; maledice il fico perché, fuori stagione, non produce frutti; soprattutto scaccia dal tempio i mercanti che l’hanno ridotto a una spelonca di ladri  e, senza paura, grida in faccia ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: “i gabellieri e le prostitute vi precederanno nel regno di Dio”.
In realtà, all’inizio della follia di Gesù c’è il suo annuncio che il regno di Dio è venuto, è presente  tra gli uomini nelle città. Il regno di Dio, infatti, è Lui stesso, Gesù, che fa udire i sordi e parlare i muti, camminare gli zoppi e risorgere i morti, che dà la vista ai ciechi e il Vangelo ai poveri.  Un evento inedito e sconvolgente perché travolge il mondo esistente e l’ingiustizia su cui è costituito: mentre dà luogo a un’umanità nuova che la sua parola e i suoi gesti lasciano intravedere.
Infine, dire che Gesù è fuori di senno significa svuotarlo di ogni credibilità. E ridurlo a un pupo di cui ci si può prendere gioco. Come avvenne nel pretorio di Pilato quando lo spogliarono e gli misero sulle spalle una clamide, sul capo una corona di acanto e nelle mani per scettro una canna e gli si prostravano. Per burla, per spasso. Non c’è dubbio: Gesù è folle. Come lo sono anche coloro che gli vanno dietro: da Francesco d’Assisi a Alfonso de Liguori a Giuseppe Puglisi.
(Nino Fasullo)

sabato 10 settembre 2011

Il congresso eucaristico 4-11 settembre ad Ancona

Ho poco da aggiungere a quanto è diffuso come notizia e presentazione, anche attraverso i media, sul congresso eucaristico. Ma, avendo letto anche sul punto di vista delle comunità di base, sento il bisogno di sottolineare le mie impressioni circa le divaricazioni esistenti tra chiesa istituzionale e la cosiddetta chiesa del dissenso, dato che l’argomento è uno, se non il primo, dei capisaldi fondanti della fede: la comunione cristiana attraverso l’eucarestia.
C’è in larga parte dell’intellettualità critica dei cristiani del dissenso pessimismo esasperato nei riguardi dell’istituzione ecclesiale. Questa sarebbe condizionata dal potere e  collusa con i poteri mondani; giudizio solo in parte accettabile se si considerano le compromissioni con essi da parte di certa alta gerarchia.
Ragioniamoci. Si tratta di capire la necessità che il gigantesco apparato istituzionale ha di mantenere la stabilità attraverso l’ordine, garantito dalla fermezza di alcuni principi teorici e pratici. Ma riteniamo che davvero siano maturi i tempi perché possa reggersi una chiesa tutta spirituale, conviviale, messianicamente evangelica, senza una rigorosa disciplina? Il dramma verte sul fatto che la chiesa non può essere un’istituzione come lo sono tutte le forme di potere; la sua sostanza resta la forza dello Spirito, il quale agisce nei singoli e nella loro condivisione fraterna del cibo spirituale che trascende la realtà terrena e la vivifica dall’interno dei cuori umani.
Una chiesa tutta spirituale è possibile nei piccoli focolai dei vari raggruppamenti, sia dentro la chiesa sia ai margini di essa. In essi c’è però il pericolo di trincerarsi nell’utopia di un dover essere che crea altro tipo di vincoli non sempre liberanti. Leonardo Boff, come riportato nel sito delle cdb, propugna “un cristianesimo come cammino spirituale” e come comunità profetica la quale, come afferma Peyretti, deve rovesciare ogni gerarchia e dilatarsi nel servizio fraterno il cui fulcro è l’eucarestia, ridotta a semplice simbolo di concreta condivisione.
Se c’è un appunto da fare a questa proposta di utopia del Regno è il giudizio tranchant, dal sapore intellettualistico e superbamente raffinato contro ciò che si opera nella chiesa di massa (chiamiamola pure così). Allora si parla di chiesa in disfacimento e quant’altro.
Più semplicemente ci si può augurare che ci siano, sì, spiriti critici e cultori della profezia, ma a condizione di non disprezzare tutto ciò che è e fa la chiesa-dei-più.
In quest’ultima ci sono tanti spazi e soprattutto tante opportunità: la sua diffusione capillare permette visibilità, possibilità di farsi raggiungere fisicamente in luoghi niente affatto, o comunque non sempre, alienanti; il fervore comunitario non sarà, a volte, di “alta qualità”, ma spesso non è limitatamente consolatorio e devozionalistico. Nella chiesa della gente, come mi piace chiamarla, io ho incontrato fede sincera, tanta umiltà, semplicità, bontà, aiuto vicendevole (costante); in essa si dà all’eucarestia la centralità e il senso del Risorto presente e operante nei cuori, e si vive il contatto con la trascendenza nella professione condivisa di una fede vissuta.
Mi auguro che i veri profeti si trasferiscano… dentro questa chiesa, non chiudendo gli occhi di fronte al bene che c’è e che può perfezionarsi solo se si sa coniugare una visione attenta e vigile nei riguardi della degenerazione della mondanità ecclesiastica, con la consumazione dello stesso Pane di Vita.

lunedì 29 agosto 2011

Le comunità di base organizzano

Il Vangelo che abbiamo ricevuto - 4° incontro nazionale
Uno spazio libero di comunione, confronto e ricerca sinodale
Roma – 17-18 Settembre 2011 – Domus Pacis – Via di Torre Rossa, 94



Domenica 25 settembre 2011: Marcia Perugia-Assisi. Vieni anche tu!

giovedì 28 luglio 2011

La preghiera per compagnia

Difficile spiegarla a chi non la vive. Ma, rileggendo l'ultimo post colgo che dia l'impressione del senso di vuoto delle persone sole in vacanza. Sento perciò di dover fare l'errata corrige parlando, non di un grande riempitivo della solitudine, ma della pienezza di vita che può pulsare anche in chi è (io non sono tra questi) nell'abbandono quasi totale attraverso la preghiera.
Di questa voglio dire solo brevi concetti.
La preghiera è essenza della vita di chi crede e spera al di là del quotidiano, del visibile, del normale corso del tempo. Pregare è entrare nella dimensione della festa del cuore: un giorno solo nel tuo tempio vale più di mile trascorsi nel godimento di mille e mille, smaltiti nell'inerzia dello spirito (mi ispiro ad un celebre salmo). (Tempio non è una chiesa di pietra, ma la Dimora di Dio). Dove dimora Dio se non nell'intimo, là dove risiede la fonte di tutti i sentimenti e di tutto ciò che siamo?
La preghiera è' saper rientrare in se stessi ed ad-orare ('ad os' = tenere la mano davanti alla bocca, cioè restare 'senza parole'). La recitazione ripetitiva fatta di parole non è di ostacolo, ma può essere una buona nenia che aiuta a varcare la soglia di ciò che distrae (quale folla di cose!), ed entrare-in-rapporto. Non mi si chieda con chi e come. Basta fare un vuoto che si spalanchi per ricevere; un vuoto che sia SPAZIO di accoglienza dell'Invisibile.
Il corpo necessariamente si predispone al raccoglimento per dare consistenza al colloquio di amore, silente, assorto, ricco di energie che temprano e ridanno la forza per far fronte alle compessità del quotidiano.
Tutte le tecniche di rilassamento che la modernità offre, sono un lusso che forse lasciano immutato il cuore e lo spirito; la preghiera invece dà ali per raggiungere le vette dell'amore, fugando ogni grigiore, e facendo respirare l'atmosfera della BONTA'. Senza frutti di bene non c'è preghiera; il suo segno distintivo è il cambiamento che si determina nel modo di percepire se stessi, gli altri, il mondo.
Ausilia

domenica 24 luglio 2011

Giorni di festa e giorni di vacanza

Nella salita verso la pienezza dell'estate si fa sempre più spazio un giorno-dopo-giorno stanco che lascia attorno a sé tanti vuoti: nella città dai negozi meno attivi, in certe strade che si svuotano, nel senso di ebbrezza che vaneggia in piccole masse di individualità fuse nella stessa voglia di festa, e cioè di eccezione alla regolarità di un tempo uguale a se stesso; ma anche in famigliole che sembrano attraversate dal demone benefico del godimento a tutti i costi; e anche nei luoghi più isolati del riposo che sa di liturgia di un riposo forzato. Mentre in altri posti, 'aristocratici', si celebrano inedite esperienze para-spirituali di benessere, o di sana distensione, o di corale gioiosità. Insomma c'è di tutto.
Quel che si consuma all'interno di luoghi di solitudine è un capitolo a parte. Lo sfoglia pagina a pagina lentamente soltanto chi ci vive, forse preferendo scomparire dalla circolazione per non saper riconoscere nessun luogo che gli apparteneva prima quando poteva con-fondersi tra la gente. La novità delle persone sole è nella loro capacità o incapacità di resistere e non sappiamo come; o forse non vogliamo accostarci al pensiero della desolazione dei pesi portati in un letto o in una inservibile sedia a rotelle. E' certo che feste vacanze riposo divertimento sono fuori dal vocabolario di chi cerca una panca per sedersi, sperduto in un'atmosfera fatta di assenza e di vuoto, o di chi sgrana un rosario in santa rassegnazione, forse aspettando, o almeno sognando di poter aspettare, il ritorno ad una meno amara normalità.
Ausilia  

sabato 16 luglio 2011

"L'illusione di Dio" o l'illusione del visibile?

E' uscito in seconda edizione per i tipi Mondadori il libro "L'illusione di Dio" del biologo evolutivo David Dawkins.. Nessuna disanima attenta, ma semplicemente una sorta di ripiegamento sull'ovvio, come dire che, se tutti vedono che il sole sorge la mattina e tramonta la sera, si tratta di un fatto indiscutibile. Meno male che, come riporta Enzo Bianchi, senza religione "si può essere felici, equilibrati e morali e intellettualmente appagati"!!!
Ma un vero credente non cerca appagamenti: ha una forte adesione alla trascendenza (la quale fa vedere oltre le apparenze). Tramite questa, è ancorato alla roccia della fede e sa quanto valga vivere, anche soffrendo e sopportando le infinite contraddizioni della vita.
Forse la vera felicità è meno appagante della ricerca del mito del benessere, ma è tale che fa attingere alla fonte perenne della VERITA', non a ciò che è palpabile con i sensi.
Ausilia

giovedì 14 luglio 2011

Sulla legge per il testamento biologico

COMUNITÀ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale
c/o CdB San Paolo - Roma
Via Ostiense, 152/B – 00154 – Roma
328.4366864

La legge sul “testamento biologico” approvata ieri dalla Camera dei Deputati, ci preoccupa come persone amanti della vita e dell’autonomia della propria coscienza, ci inquieta come cittadini e cittadine amanti della Costituzione e pronti a difenderla, ci scandalizza come cristiani e cristiane amanti del Vangelo e del Concilio Vaticano II.
Ad una lettura attenta appare evidente che quel disegno di legge è incostituzionale: nega del tutto la sovranità della persona sulla propria vita nella fase del morire, burocratizza e, in questo senso, banalizza le direttive anticipate e, come è stato detto da molti, ci fa fare un passo indietro di mezzo secolo rispetto a quella che era stata la conquista progressiva, da parte della civiltà giuridica, del diritto della persona di decidere sulla propria vita. È completamente annullato il nuovo soggetto morale riconosciuto da quella civiltà giuridica e politica frutto di tanto impegno. È annullata la rilevanza primaria del consenso della persona. Il corpo del paziente torna completamente nelle mani della burocrazia e della medicina.
Il testo della legge raggiunge il ridicolo quando afferma di consentire la sospensione di alimentazione e idratazione forzata in accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale (ossia quando il paziente è morto).
Consideriamo quindi quella proposta un passaggio culturalmente e politicamente molto più grave di una semplice disciplina restrittiva del testamento biologico. Siamo di fronte al tentativo di instaurare un regime autoritario e repressivo. Questi nostri sentimenti, preoccupazioni e idee sono ampiamente diffuse e condivise nel Paese e, molto più di quanto non si voglia fra credere, nella Comunità ecclesiale.
Non dobbiamo arrenderci. Non siamo di fronte ad un’astratta difesa della Costituzione, si tratta della difesa di uno dei suoi nuclei essenziali, il principio supremo di laicità, sancito dalla Corte Costituzionale in una sentenza dell’89, come baluardo della libertà individuale e della libertà di coscienza di ciascuno di noi. E si tratta di difendere la credibilità dell'annuncio evangelico di liberazione che le gerarchie ecclesiastiche cattoliche tradiscono a scopi di potere.

Le comunità cristiane di base italiane
 Roma, 14 luglio 2011

sabato 2 luglio 2011

Per i Diritti Civili delle Prostitute

Comunicato Stampa del Comitato per il Diritti Civili delle Prostitute e dell'Associazione Radicale Certi Diritti sulla Campagna europea di stampo integralista-ideologico contro la prostituzione e sulla interrogazione alla Commissione europea relativamente all'eventuale utilizzo di fondi europei. Sulla campagna europea lanciata da una fantomatica lobby europea "European Women" contro la prostituzione, che nega il diritto all'autodeterminazione e alla libera (...)

Mio pensiero:
Vedremo che piega prendono le cose.....Asuilia

venerdì 1 luglio 2011

La manifestazione di "Pari o Dispare" davanti al Senato

Care amiche,

la settimana prossima la Finanziaria muove i primi passi al Senato e dobbiamo fare una prima azione ad alta visibilità. Abbiamo quindi convocato una manifestazione davanti al Senato (ingresso principale, palazzo Madama, Corso Rinascimento, pochi passi da piazza Navona) MERCOLEDI 6 LUGLIO ORE 10. Stiamo richiedendo autorizzazione, se negata dovremo farla lo stesso come Flash Mob. Il concetto di fondo per slogan / cartelli è lo scippo delle borse di tutte le italiane anche perché vi ricordo che ieri nel Question Time al Senato la Senatrice Poretti ha già consegnato la sua borsa a Sacconi dicendo sostanzialmente che visto che le stavano scippando alle italiane lei cominciava a dare la sua e che non sarebbe stata l'ultima.....La manifestazione dovrebbe quindi prevedere che ciascuna di noi lasci una borsa, vecchia e vuota possibilmente, ritagliata nel cartone , insomma nella forma che volete.
E' importante che il numero sia rilevante.
Vi ricordo che stiamo raccogliendo soldi per finanziare la creazione di qualche spot e già 5 associazioni hanno aderito (inclusa Pari o Dispare), vi invito a considerare  la possibilità di aderire in modo da poter ridurre l'esborso per ogni associazione

DIFFONDETE LA CONVOCAZIONE A TUTTI I VOSTRI CONTATTI ED ENTRO UN PAIO DI GIORNI VI FAREMO AVERE MAGGIORI DETTAGLI. MA SAVE THE DATE INTANTO, E CHE OGNUNA CONVOCHI CONOSCENTI E AMICHE.
A mercoledi
--
Cristina Molinari
Presidente Pari o Dispare

La protesta motivata delle Comunità di base

COMUNITÀ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale
c/o CdB San Paolo - Roma
Via Ostiense, 152/B – 00154 – Roma
328.4366864
segreteria@cdbitalia.it - http://www.cdbitalia.it/

Le comunità cristiane di base vedono nella nomina del card. Scola a vescovo di Milano una nuova conferma, espressione della massima gerarchia della Chiesa cattolica romana, di un orientamento contrario allo spirito del Concilio Vaticano II, e condividono la preoccupazione di una parte consistente del mondo cattolico milanese più aperto alle istanze profetiche che avevano trovato spazi e capacità espressive negli episcopati dei cardinali Martini e Tettamanzi. Ora a Milano, in Italia e non solo, questi spazi e queste capacità si restringeranno ulteriormente.
Il disagio e la sofferenza di tanta parte del mondo cattolico stanno raggiungendo un limite di sopportabilità che può sfociare in un nuovo inizio. È certamente un po’ frustrante che si debba sempre toccare il fondo per aprire gli occhi e trovare la forza della denuncia profetica. Di fatto però è quello che sta accadendo.
Nella Chiesa cattolica italiana e mondiale si stanno moltiplicando i segni e i semi di una nuova stagione di profetismo rinnovatore. E si sta rompendo quella specie di omertà da paura di vescovi, teologi, preti e laici muti e immobili di fronte a un ciclone che scuote le fondamenta dell’istituzione ecclesiastica.
Qualcuno invoca oggi un nuovo Concilio aperto alle istanze provenienti dagli organismi di base delle Chiese, allargato a tutto il Popolo di Dio e non solo ai vescovi. L’invito è a fermarsi tutti, ascoltare lo Spirito che preme anche oggi per “fare nuove tutte le cose”.
Giunti, infatti, in vista del fondo di un baratro, occorre forse recuperare attraverso la memoria, l’anima sociale della Chiesa dei poveri che ha resistito alla strategia dell’annullamento nella miriade di esperienze, soprattutto di base, che hanno continuato a vivere e svilupparsi creativamente in tutto il mondo, specialmente negli anfratti della cosiddetta "grande storia".

              Le comunità cristiane di base italiane
Roma, 1 luglio 2011

Mio breve pensiero. Mi chiedo se le ragioni dell'apertura della chiesa cattolica debbano essere del tutto orientate verso la "miriade di esperienze, sopprattutto di base", quando queste deragliano verso forme nelle quali, io ad esempio, non mi riconosco pienamente; infatti, come credente in una religione che si rinnova, non vorrei cadere nell'opposto annullamento di certi punti-base della fede; anche nello strumento-chiesa, malissimo adoperato dai conservatori sfegatati, ci sono elementi fortissimi di senso della trascendenza che non fa male a nessuno e al quale bisognerebbe ancorare ogni novità. Ausilia  

mercoledì 22 giugno 2011

L'Assoluto

Ogni giorno si può presentare alla mente una minima rivelazione, e cioè l'approfondimento spontaneo di un tema tratto, non da un'idea astratta, ma da una visione della vita. Il tema dell'assoluto è dominante in chi non si contenta del relativo fuggevole. Ecco alcuni tratti di ciò che sento molto al di là delle parole:
- L'Assoluto è il sogno che nutre il relativo di consapevolezza della sua fragilità.
- Restare nel relativo non basta a nessuno; da qui la riceca insistenza di beni duraturi.
- La trascendenza è il doppione in cui il relativo proietta l'Assoluto, depurato da precarietà.
- Non sempre si fa consistere l'Assoluto in beni oggettivamente desiderabili. E' proprio qui l'inganno: agognare l'Assoluto in quanto travestimento del relativo da captare, di cui saziarsi.
- L'Assoluto a cui aspiro è la coincidenza tra il mio desiderio e il vero Bene che ignoro, ma che non mi rassegno a negare, perché il vero Bene E', senza illusioni, al di là di ogni dialettica (anche l'essere che si contrappone al non- essere non è il vero Bene).
- La preghiera è riposo dell'anima che scansa le illusioni e trasforma il desiderio in invocazione che sarà ascoltata su misura della mia umiltà.
- Non mi importa chi invochi, ma volgermi verso Colui o Ciò che è il mio TUTTO.

giovedì 9 giugno 2011

Ricevo e comunico: www.condividereilcuore.it

Venerdì 10 giugno, a Torino: CGM, la più grande rete nazionale di cooperative sociali, organizza, nel’ambito del Tour CONDIVIDERE IL CUORE, un convegno sul Welfare dal titolo 'La conciliazione dal sistema all'impresa: quali sinergie'

Modera l’incontro Anna Puccio, Direttore Generale Cgm.

mercoledì 8 giugno 2011

Da www.pariodispare.org

Care amiche,
molte di voi erano presenti alla Conferenza stampa che abbiamo tenuto ieri alla sala Stampa della Camera . Per maggiori informazioni
Durante la conferenza hanno preso la parola: Bonino, Lanzillotta e Mosca e molte della associazioni presenti: oltre a Pari o Dispare, Arcidonna, Udi Nazionale, Casa Internazionale della Donne, Usciamo dal Silenzio, Di Nuovo, Aspettare Stanca, e inoltre sono intervenute Valeria Fedeli (Cgil)  e Condorelli (Associazione Stampa Romana).
Ho sicuramente dimenticato qualcuno, ma volevo solo segnalare che l'incontro è stato molto partecipato e abbiamo cominciato ad avere qualche notizia sulla stampa e su giornali radio.
Sono stati depositati alla Camera 3 emendamenti al decreto Sviluppo,con i primi deputati firmatari (il primo emendamento è tripartisan, il secondo e terzo sono bipartisan, cioè firmati solo da esponenti dell'opposizione e terzo polo). Essi, se passeranno al parere del Presidente della Camera, saranno discussi nelle commissioni e successivamente in aula. A breve sapremo qualcosa, sarà noto il calendario e sarà mia cura informarvi. Nel frattempo abbiamo, attraverso Arcidonna, chiesto un incontro con il ministro Carfagna per conoscere la posizione che assumerà sul tema.
Abbiamo anche discusso i prossimi passi alcuni dei quali richiedono una mobilitazione di noi tutte:
Tutte potrebbero proseguire nel pubblicizzare l'adesione all'appello sia da parte di associazioni  che di individui, nonché nel diffondere le informazioni sul tema sui siti e in rete (la faccenda non è conosciuta e pochi conoscono cosa sta accadendo). Chi tra di noi ha contatti con la stampa o con radio e tv, li usi per ottenere interviste o articoli. Se serve intervistare qualcuno dei firmatari degli emendamenti (parlamentari) o dell'appello, chiedetecelo e ci attiveremo per creare il contatto
In conferenza stampa si è anche deciso di effettuare, a partire da quando sapremo le date di discussione degli emendamenti, un mail bombing sugli indirizzi mail di deputati e senatori (sono pubblici) in cui si chieda di votare gli emendamenti e sostenere  l'iniziativa. Suggerirei di sottolineare che gli investimenti in conciliazione non  sono né di destra né di sinistra ,ma sono semplicemente buon senso e strumenti preziosi per far crescere l'occupazione femminile, stimolare la crescita economica e migliorare la vita delle donne , ma anche degli uomini. Tenete conto che anche tra i parlamentari il tema non è noto e i documenti da cui si intuisce che i fondi stanno svanendo sono di difficile lettura
Tutte dovremmo tenerci pronte a organizzare a breve qualche forma di manifestazione in occasione della discussione degli emendamenti. Appena note le date dovremo organizzarci.
Tutte dovrebbero usare i propri contatti con parlamentari per stimolarli a votare gli emendamenti e a farsi parte attiva nel sostenerli 
Per le associazioni romane: Pari o dispare ha un appuntamento  (assemblea ) alla casa Internazionale delle Donne  in via della Lungara, 19 -  (sala al piano terra). sabato 11 giugno. dalle ore 14.00 alle ore 17.00 . Se le associazioni firmatarie vogliono mandare una rappresentante potremmo fare un primo punto della situazione perché per sabato avremo probabilmente chiaro il calendario parlamentare e comunque avremo maggiori informazioni per concordare una strategia possibile.

A presto
Cristina Molinari

sabato 4 giugno 2011

Giudizi da fan e pregiudizio di una rompi....

"L'esperienza del «deserto» che la Zarri vive non è di tipo penitenziale, ma è fatta «di pacificazione, di gioia, di fiori». Le stagioni «sono maestre di vita». Il clima dell'intero libro è fatto di queste atmosfere. Osservazioni naturali, riflessioni, pause, silenzi. «Viene il momento in cui l'età ci ammonisce a stare di più in silenzio e con noi stessi», scrive la Rossanda. La Zarri avvertì precocemente quella stagione ma ne ricavò una forza comunicativa che, ripensata oggi, turba e commuove. E continua a fare sentire la sua eco". Massimo Tedeschi

Conosco benissimo la Zarri. Condivido molto quanto afferma la Rossanda
Ausilia (che riconosce come valida l'esperienza di vita della Zarri, ma conserva il pregiudizio su chiunque raggiunga una certa visibiltà: la celebrità danneggia anche le persone che la meritano, e avrebbe preferito che il silenzio della stessa fosse stato meno circondato dall'alone di primadonna (Chi si scandalizza di questo giudizio, conferma indirettamente quanto affermo).

venerdì 3 giugno 2011

Bel modo di persuadere gli altri alle proprie idee!

Una delle mie amiche - ma il copione si ripete in tanti casi - ritiene di convincermi a seguire i suoi consigli circa il voto o non-voto da dare nei prossimi referendum:
a) si arrabbia ad un minimo accenno che faccio sulla possibilità che il suo covincimento sia discutibile;
b) si ritiene assolutamente dalla parte giusta;
c) si dichiara informatissima (attraverso quanto ammanisce la propaganda della sua parte);
d) mi fa intendere che la sua stima per me deve essere proporzianata alle sue attese in campo politico;
e) non mi dà il tempo di avanzare una replica (mi verrebbe di aggiungere: sarebbe "troppa grazia, sant'Antonio!");
f) lascia ingigantire il suo punto di vista, cieca del tutto di fronte alla possibilità di veder diversamente le cose.

Risultato:
vedo il suo fanatismo e le confesso che debbo riflettere sulle sue affermazioni. Mi assale: "Che? Cosa c'è da ripensare?".
Meglio tacere del tutto e cercare con tatto di passare almeno un po' ad altri discorsi.
Ausilia

martedì 31 maggio 2011

La saggezza che non è mai fuori moda

Una mia amica ultrasessantenne mi ha raccontato un episodio di saggezza che vale quanto la cultura universale. Quando lei era adolescente confidò a sua mamma che voleva fare cose diverse da quelle dei familiari, perché tutto le sembrava come una ruota che ripete sempre lo stesso giro, e cioè ci si sposa, si fanno figli e poi questi  faranno la stessa cosa.... La vecchia mamma (la mia amica era l'ultima di una numerosa famiglia), le disse: "queste cose pensale bene e poi falle scendere nel cuore; se trovi una strada per te migliore, seguila!".
Così lei ha fatto, e la sua vita è stata costellata di tanto bene a favore degli ultimi-ultimi, incessantemente.
La mamma l'ha aiutato con quella frase, che porta scritta nella mente e nel cuore.

La pensione delle donne

IMPORTANTE! [Ho ricevuto e trasmetto, Ausilia]
"QUATTRO MILIARDI (ERANO) TUTTI PER NOI - Giù le mani dai fondi generati dall'aumento dell'età pensionabile delle donne"
Un appello che vi invitiamo a sottoscrivere e a far circolare, un tema che Pari o Dispare promuove da tempo e su cui c'è finalmente grande attenzione. E un bel gioco di squadra di tante tante associazioni. Ormai 40, che in pochi giorni hanno sottoscritto e si stanno impegnando.
E' prevista una grande mobilitazione. Intanto save the date su martedì 7 giugno ore 15.30, data di una probabile conferenza stampa con le associazioni che promuovono l'appello contro il furto dei "nostri" 4 miliardi.
Appello congiunto di: A.F.F.I., Amiche ABCD, Arcidonna, Aspettare Stanca, CEMP (Milano, Consultorio familiare privato Laico), Cittadinanza Attiva, Corrente Rosa, Diversamente Occupate, Donne della Banca d’Italia, Donne in Quota, Donne in volo, Filomena, Gruppo Maternità & Paternità, Innovatori Europei, Leipuò, Lucy e Le altre, Ozio Creativo Society, PariMerito, Pari o Dispare, Rete per la Parità, Udi Nazionale, Usciamo dal silenzio, Valore D

Hanno aderito all'appello fino ad ora: ARPA, ARCI Donna Napoli ONLUS, ARCI LESBICA/Associazione Nazionale, ARCIGAY, CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE
Coordinamento lesbiche romane, DI NUOVO, FILDIS (Federazione Italiana Laureate e Diplomate di istituti Superiori), Genio Donna (mensile pari opportunità), Gruppo Sconfinate, IL CORPO DELLE DONNE – Lorella Zanardo, In Genere, La metà di tutto, NOI DONNE, Rete delle donne per la rivoluzione gentile, ReteDonne Germania, Senato delle Donne (Como), UDI Napoli

QUATTRO MILIARDI (ERANO) TUTTI PER NOI:
GIU’ LE MANI DAI FONDI GENERATI DALL'AUMENTO DELL'ETA’ PENSIONABILE DELLE DONNE
E’ in atto un grave furto alle donne italiane, che rischia di passare inosservato.
Il Governo, con l'aumento dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego (come da standard europei), si era impegnato ad utilizzare i risparmi che ne derivano - 4 miliardi circa in dieci anni - per interventi dedicati a favorire l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro, per la conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro e per il fondo non autosufficienza.
Quattro miliardi nei primi dieci anni e, dopo, 242 milioni di euro a regime ogni anno: sono cifre che mai le donne italiane hanno potuto anche solo sognare.
Dobbiamo difendere questo tesoro: consentirebbe alle donne italiane e a tutto il Paese di rimettersi in marcia verso gli obiettivi europei, non solo in termini di equiparazione femminile, ma anche di crescita economica. L'Italia stenta a crescere e non può quindi ignorare ciò che è universalmente riconosciuto: il miglior ricostituente per lo sviluppo è un tasso di occupazione femminile elevato.
4 miliardi in dieci anni per 4 obiettivi:
- un programma pluriennale di investimento pubblico e tracciabile dei “nostri” quattro miliardi
- più servizi per la conciliazione di tipologia diversificata
- più misure a favore dell’inclusione delle donne nel mercato del lavoro a tutti i livelli
- chiara identificazione dei rappresentanti politici e sindacali che realmente si impegnano a sostenere il programma per le donne italiane
Noi che firmiamo questo appello ci mobilitiamo per una azione politica – pubblica e visibile - contro un furto insopportabile per le cittadine di questo paese, irreparabile se dovesse giungere a compimento. Persi questi soldi, sarebbe davvero difficile continuare a parlare di misure per la conciliazione e politiche di inclusione femminile.

Per aderire mandare una mail con i propri dati anagrafici a "Valeria Manieri" segretariapod@gmail.com
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sabato 28 maggio 2011

Quante giornate sembrano inutili!

Giornata, la mia di oggi, che vorrei augurare possa vivere chi si dedica a tante cose: e non lo dico per cattiveria! Al contrario, credo che augurare di PROVARE cosa significhi vivere giornate di impotenza  (= astenia totale) a tutto, sia la cosa più grande, perché questa fa acquistare il senso dell'umano in aspetti che comunemente si conoscono solo ... per informazione; ve lo assicuro, non c'è altro modo per predisporsi ad un'altra dimensione di vita (che.... intanto si lascia attendere e in tal modo ti ricorda che ancora non basta ciò che hai sperimentato finora).
Un abbraccio, Ausilia