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Cristiani che vogliono essere veri
(comunicazioni ricevute tramite G. Saglietti )
TORINO -
Associazione OPPORTUNANDA
Via Sant'Anselmo 28 alle ore: 15.00
Leggiamo
il vangelo di Matteo
Il primo incontro biblico sul vangelo di Matteo, organizzato dalla Comunità di base di Torino insieme al gruppo Amici di Adriana Zarri, ha visto grande interesse e partecipazione. Continueremo il percorso sabato 18 febbraio e sabato 24 marzo, dalle ore 15 alle ore 17.30, presso l’Associazione Opportunanda, via s. Anselmo tel. 011-8981510 email carlo.gabriella@fastwebnet.it |
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ALBUGNANO
Cascina Penseglio - Comunità Emmaus alle ore: 09.00
DOMENICHE
DEI NOSTRI PERCHE' SULLA FEDE
I 10 comandamenti evitiamo di tornare alla religione della legge Il tema di quest'anno sono le dieci parole che Dio ci ha detto perché riuscissimo ad individuare il senso del cammino nostro come individui, come collettività. Parole che non sono semplicemente leggi da osservare, ma direzioni da prendere per essere veri uomini e amici di Dio. Il tema di questa domenica è: ONORA IL PADRE E LA MADRE - NON UCCIDERE 011-9920841 |
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RIVOLI - SALA DEL
CONSIGLIO COMUNALE
Via Capra 27 alle ore: 15.30
CONVEGNO:
Il gioco d'azzardo legalizzato
un commercio che impoverisce cittadini e commercianti? Intevengno: Sindaco e Asesori; specialisti: Paolo Jarre – Direttore Dipartimento “Patologia delle dipendenze” ASL TO3 Regione Piemonte, Angela De Bernardis – Direttore SER.T. Ciriè – ASL TO4 Regione Piemonte, Daniela Capitanucci – Psicologa – Presidente di AND – Azzardo e Nuove Dipendenze – Varese, Federica Devietti Goggia – Psicologa - Servizio Spazio Altrove (Gioco d'azzardo Patologico) ASL TO3 Regione Piemonte, Federica Dilascio e Paola Tacconi - Libera Piemonte, Un rappresentante di Ascom Piemonte, Un rappresentante di Novacoop Piemonte; Moderatore: info: davide.pelanda@yahoo.it |
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TORINO
Comunità Luterana, Via Sant’Antonio 5 alle ore: 21.00
Incontri
Ecumenici di preghiera
Gli incontri si terranno il primo sabato del mese alle ore 21. I prossimi appuntamenti saranno: sabato 3 marzo 2012 presso lunedì 2 aprile 2012 durante l’Incontro ecumenico di PASQUA SERMIG, piazza Borgo Dora 61; sabato 5 maggio 2012 presso sabato 2 giugno 2012 presso sabato 7 luglio 2012 presso sabato 1 settembre 2012 presso sabato 6 ottobre 2012 presso sabato 3 novembre 2012 presso sabato 1 dicembre 2012 presso sabato 5 gennaio 2013 presso |
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TORINO - Centro
Incontri Regione Piemonte
corso Stati Uniti 23 alle ore: 21.00
Incontro
con Franco Garelli
I giovani e la politica calendario dei prossimi incontri 8 MARZO 2012 Franco Garelli, sociologo: i giovani e la politica 12 APRILE 2012 Angelo Miglietta, economista: I giovani e l’economia tel. 011-5623423-340-1007222 cattedradeldialogo@agdonline.it |
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ASTI - Foyer
delle famiglie
via Milliavacca 5 alle ore: 21.00
INCONTRI
CON
Il riposo necessario: sabato e giubileo Calendario dei prossimi incontri: 9 marzo 2012 - Il riposo necessario: sabato e giubileo (Paolo) 20 aprile 2012 - Sapienza umana nelle Scritture (Maria) marcatod@libero.it |
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TORINO -
PALAGINNASTICA
via Pacchiotti 71 alle ore: 18.00
CONVEGNO
INTERNAZIONALE: Culture indigene di pace
L’Associazione Culturale Laima, con il sostegno di Tides Foundation e il Patrocinio del Comune di Torino e della Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, organizza un Convegno Internazionale dal titolo: Culture indigene di pace - Donne e uomini oltre il conflitto, a Torino dal 16 al 18 Marzo. Esistono culture che vivono secondo la logica del dono e del non sfruttamento? Si può vivere in un mondo in cui il conflitto trova soluzioni alternative alla violenza? Dove i bambini vivono nell’amore e nella sicurezza? Cosa succede quando anche le donne hanno un ruolo di leadership? Quanto conta la spiritualità declinata al femminile all’interno di una società di pace? Culture Indigene di Pace propone un confronto con le società di pace tuttora esistenti: esempi di collettività egualitarie dove non sussistono forme di violenza su donne e bambini, né tantomeno la guerra. Tre giorni di conferenze, workshop ed eventi. Info e iscrizioni: www.associazionelaima.it |
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TORINO - Colegio
de Salamanca
via Buozzi 2 alle ore: 15.30
CORSO
BIENNALE TEOLOGIA DEL PLURALISMO RELIGIOSO
La grande famiglia dell’induismo L'incontro terminerà alle 18; Bibliografia consigliata: Testo base:Hinduismo, a cura di G. Filoramo, Laterza giupaz@tin.it |
Giorno dopo giorno irrompe nel nostro percorso di vita il mondo che ci circonda in tutti i suoi aspetti. Quante cose da imparare! Stare ATTENTI a cogliere la verità che si nasconde in tutto significa non isolarsi, ESSERE-CON. E perché non anche CON te che leggi? Ausilia
domenica 12 febbraio 2012
L'impegno di cristiani'senza frontiere'
sabato 11 febbraio 2012
Cristiana Dobner, Il volto. Principio di interiorità

Unite nella tragicità del loro destino nell’anus mundi di Auschwitz quando infuriava l'aberrante ideologia nazista.Due volti, dalle molteplici espressioni, segnati da cicatrici che sarebbero potute risultare devastanti e che invece gettano luce, diversa indubbiamente, per la vita delle persone e indicano loro una scoperta frontale e coinvolgente che lega le due testimoni d’umanità e di ricerca di Dio: il volto quale principio di interiorità propria e altrui.Il volto di Edith Stein che si viene componendo grazie agli scritti degli amici, alle testimonianze dei processi di Beatificazione.Il volto di Etty Hillesum che si traccia dai suoi stessi scritti nell’incontro con altri volti.Il tema del volto è diventato il nuovo e più alto discorso filosofico della modernità consente l’incontro con l’altro, apre all’idea di infinito instaurando una relazione in cui si cerca l’altro, il senso profondo però non è racchiuso dalla relazione stessa ma rimanda più in là.
Prefazione di Lucetta Scaraffia
mercoledì 1 febbraio 2012
Il super cattolico che da presidente non baciò mai l’anello al papa
Il super cattolico che da presidente non baciò mai l’anello al papa
Gian Antonio Stella
«Rappresento anche i laici». Chiamato «Ostia» o «Oscar Maria Goretti» mantenne fermezza nel rapporto con la Chiesa. Infilzato dai nomignoli di «Ostia» Luigi Scalfaro e «Oscar Maria Goretti», portava immense sciarpe bianche che parevano la stola d’un prete e chiamava la Madonna «mia bellissima, dolce, incantevole, affascinante mamma». Da Capo dello Stato, però, non si inginocchiò mai a baciare l’anello. Neppure al Papa. E’ stato davvero uno strano incrocio, il presidente che se n’è andato ieri. Per metà piemontese e per metà calabrese, diceva di essere devoto insieme alla bagna cauda savoiarda e al peperoncino, che sosteneva d’usare in dosi atomiche. Più temeraria ancora, tuttavia, è stata la sua capacità di tenere insieme una fede così tradizionalista da tirargli addosso il marchio del bigottone e una fermezza assoluta sulla laicità dello Stato....... continua a legge, se vuoi, in: www.corriere.it, 30 gennaio 2012
sabato 28 gennaio 2012
Suggerimenti di lettura per parlarne e...pensare
Recensione/ E ora
dove andiamo?
Il Medio Oriente
salvato dalle donne
Buone notizie dal Medio Oriente. Nel Libano eternamente
dilaniato tra mille fazioni è nata una regista che maneggia i generi più
esplosivi e le trovate meno ortodosse con leggerezza da coreografa e mira da
lanciatore di coltelli. Si chiama Nadine Labaki e qualcuno si ricorderà di lei
per Caramel, la commedia ambientata in un salone di bellezza che rivelò il suo
talento (e la sua grazia, Labaki è anche attrice, qui fa la padrona del bar).
Stavolta però la 37enne scoperta a Cannes compone un’irresistibile requisitoria
per la pace mescolando gli ingredienti più disparati con sfacciataggine,
inventiva, felicità non comuni.
E ora dove andiamo? si apre infatti con una memorabile scena
da tragedia greca - un gruppo di donne nerovestite avanza battendosi il petto e
quasi danzando in un paesaggio desolato - ma presto si trasforma in qualcosa di
completamente diverso. Un’indiavolata commedia rusticana, parlata e qua e là
cantata in arabo. Un western mediorientale in cui le donne hanno il ruolo dei
buoni e gli uomini quello dei cattivi. Una favola con momenti musical
ambientata in un paesino dove cristiani e musulmani convivono in naturale e
precaria armonia. Ma solo perché mogli, madri, figlie, amiche, sorelle, si
dannano anima e corpo per nascondere o smussare ogni possibile motivo
Perché c’è sempre qualcuno, da qualche parte, che attacca
una chiesa o una moschea, e il contagio viaggia alla velocità della luce,
ovvero della tv, visto che anche lassù è arrivata un’antenna parabolica più
ecumenica di campanili e minareti. Il paese infatti è circondato di campi
minati, difficoltà e pericoli sono pane quotidiano, l’orrore è sempre in
agguato, senza distinzioni di religione. E perché nei maschi non si riaccenda
la violenza le donne sono pronte a tutto. A mentire, a truccare la statua della
Madonna, a tollerare gli scherzi più scemi e i flipper più gaglioffi, perfino a
assoldare compiacenti spogliarelliste russe infiltrandole come agenti segreti
nella comunità maschile.
Anche se l’idea più bella (e molto mediorientale) di questa
strategia di pace non si può raccontare senza sciupare un film che vive di
inventiva, di libertà, di salti di tono. E del piacere contagioso con cui
Labaki dirige un cast folto quanto colorito mescolando attori e non (ognuno
troverà i suoi beniamini, noi abbiamo un debole per la madre del ragazzo
sfortunato e per la coppia formata dal sindaco e da sua moglie, una signora
trovata in loco che ha la grinta e il fascino di una regina delle scene).
Generosità non significa perfezione, qualcosa magari si poteva limare. Ma tanta
energia è una benedizione. Se c’è un film che merita di diventare il simbolo
delle primavere arabe (dei loro sogni), è questo.
(Da Il Messaggero.it)
**************
Afghanistan: Libertà
duratura
Il numero 165 della Rivista GUERRE&PACE è interamente
dedicato all’Afghanistan, nel decennale dell’occupazione USA-NATO. Gli articoli
sono stati scritti da molte di noi del CISDA (Patrizia Fiocchetti, Simona
Cataldi, Cristiana Cella, Graziella Longoni), ma sono stati pubblicati anche
contributi delle Associazioni afghane. Ne è venuto fuori un ottimo lavoro, che
abbraccia i diversi aspetti della tragica realtà afghana, in una prospettiva
nuova. Dall’Afghanistan, e sempre più spesso in occidente, ci viene chiesto di
percorrere una terza strada, di uscire dagli schemi imposti dall’occupazione,
di sostenere chi viene messo a tacere continuamente perché non funzionale alle
logiche di governo e di occupazione: "le organizzazioni democratiche, in
particolare delle donne, che si oppongono da sempre al fondamentalismo talebano
e dei signori della guerra e alla presenza delle truppe Nato e alla loro
guerra, cercando di costruire un Afghanistan diverso"
[Nota personale: altre notizie sull'argomento sono scoraggianti, Ausilia]
********
Commercio equo per
tutti.
Facile a dirsi; un tempo e parzialmente ha funzionato.
C’è un grande pericolo: le grandi imprese per loro natura e struttura dei mercati non
potranno fare altro che imporre le proprie politiche commerciali, che saranno
tanto più sostenibili quanto più convenienti economicamente. Ed accettare
politiche di liberalizzazione dei mercati, INVECE DI UNA LORO PROGRESSIVA
RI-REGOLAMENTAZIONE, che, necessariamente andranno a sostenere i più forti
sacrificando le comunità più piccole e la stabilità del pianeta. Ecco perché in
Messico chiedono un forte ripensamento non solo al movimento statunitense, ma
anche a quello mondiale.
Forse sarebbe opportuno ricominciare a parlarne, senza
illusioni e senza demordere dal tentare il nuovo.
martedì 24 gennaio 2012
Da noidonne.org.
La
proposta di legge Tarzia sui consultori familiari
Sintesi
esplicativa
Mira a riformare e riqualificare,
in
maniera adeguata, i consultori familiari,
attribuendo
ad essi, in ottemperanza di quanto stabilito
anche dalla Costituzione e dalla L.405/75,
funzioni interdisciplinari di
consulenza,
intervento,
prevenzione
per la famiglia,
per la coppia, per la donna.
ed organizzazione
Legge n. 194/78
art. 1:
lo Stato garantisce il diritto alla procreazione
cosciente e responsabile, riconosce il valore
sociale della maternità e tutela la vita
umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza non è mai un mezzo per
il controllo delle nascite.
art. 2:
Il colloquio nel consultorio
deve essere teso a
rimuovere le cause che
inducono la donna all’interruzione
volontaria di gravidanza. I consultori possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione di
associazioni di volontariato.
art. 5:
Il consultorio dovrà esaminare
le possibili soluzioni dei problemi proposti,
per aiutare la donna
a rimuovere le cause che la porterebbero
alla interruzione della gravidanza.
La proposta di legge non intende eliminare
i consultori, né tanto meno vuole in
qualche modo etichettarli come esclusivo dominio
di una certa parte sociale
anzi,
al contrario, ripropone una matrice pluralistica
per una più ampia partecipazione interdisciplinare
che comprenda ciascun operatore sociale.
I
consultori pubblici continueranno ad esistere
ma, in più, si potrà accedere anche a consultori promossi da associazioni e dal
volontariato, perché le donne possano essere libere di scegliere
il consultorio che vogliono.
ma, in più, si potrà accedere anche a consultori promossi da associazioni e dal
volontariato, perché le donne possano essere libere di scegliere
il consultorio che vogliono.
PIÙ CONSULTORI = + POSSIBILITA’ + AIUTO+ LIBERTA’
PER OGNI DONNA!
PER OGNI DONNA!
Legge
regionale n. 32/2001, Norme per il sostegno
alla famiglia, tra gli obiettivi di cui
all’art. 2, si elenca una serie di
adempimenti :
la garanzia del diritto
a formarsi una famiglia,
la salvaguardia della gravidanza
e del nascituro
dal momento del concepimento
al parto,
la rimozione di eventuali
ostacoli alla gravidanza, di ordine abitativo,
lavorativo ed economico.
Pertanto, la proposta di legge Tarzia
si
prefigge lo scopo di ridisegnare le procedure
consultoriali di assistenza
e
consulenza alla famiglia, alla maternità
e
alla donna in difficolta’ per una gravidanza,
distinguendo due autonomi procedimenti.
Il primo, un procedimento non tecnico-sanitario,
ma inteso come percorso di socializzazione – nel senso di ricondurre in seno
alla società – delle problematiche.
accoglienza,
consulenza
e sostegno.
Le parole
d’ordine
che caratterizzano questa fase sono
Dopo l’ascolto, il consultorio propone alla donna
e alla coppia, con adeguati consigli interdisciplinari,
il riconoscimento del valore primario della
vita, della maternità
e
della tutela del figlio concepito, predisponendo
eventuali aiuti
anche di carattere economico.
La
struttura di questo procedimento consente una
fruttuosa collaborazione
tra qualificate
organizzazioni sociali,
associazioni di volontariato,
istituzioni pubbliche
e strutture consultoriali non pubbliche,
senza che vengano in alcun modo
negati
o limitati i diritti della donna.
Qualora
la donna non accolga le proposte avanzate
nella prima fase, si aprirà, previa verbalizzazione
anonima del dissenso informato, il secondoprocedimento:
a disciplinare questa seconda fase è chiamata
la già citata legge sull’interruzione volontaria
della gravidanza n. 194/1978.
La proposta di legge Tarzia
prevede, tra l’altro, l’istituzione di:
fondi regionali
per la famiglia e la maternità
un comitato di Bioetica
indipendente per la valutazione
dei
servizi consultoriali .
LEGGI IL TESTO
DELLA PROPOSTA DI LEGGE
E POI SCEGLI TU!
SE LA CONDIVIDI FATTI SENTIRE SU :
www.olimpiatarzia.it
E POI SCEGLI TU!
SE LA CONDIVIDI FATTI SENTIRE SU :
www.olimpiatarzia.it
martedì 17 gennaio 2012
Notizia per ora senza commenti
Movimento dei forconi, Sicilia. Di che razza è? Alcuni segni sono inquietanti. Vediamo.
Si ripete al sud un vecchio copione delle crisi, la destra non più di governo che torna ad infiltrarsi tra le richieste degli strati in crisi.
A capo del Movimento dei Forconi c’è, pare, Mariano Ferro, ex Mpa e molto vicino a Lombardo. Spalleggiato dal sindacato degli autotrasportatori siciliani di Giuseppe Richichi il movimento dei forconi non usa mezzi termini: calci in culo per tutti. Peccato che alla manifestazione del 15 dicembre a Catania, a rivolgersi indisturbato ai manifestanti, fosse il leader della sezione etnea di Forza Nuova, Gaetano Bonanno. Un altro leader del movimento dei Forconi, Martino Morsello è stato tra gli ospiti speciali del recente congresso di Forza Nuova tenutosi a dicembre a Tivoli (Roma).
Altro spunto: legato alla protesta c’è il presidente del Palermo Calcio, leader del “Movimento per la gente” e uomo tra i più ricchi d’Italia, Maurizio Zamparini, invitato d’onore ad un incontro del movimento dei forconi e del sindacato autotrasportatori, lo scorso 10 gennaio.Insomma. Non tutto sembra poi così popolare e basista…
Ne parleremo quando saremo meglio informati
Ne parleremo quando saremo meglio informati
venerdì 13 gennaio 2012
Recensioni e schede
di Franco Marcoaldi, la Repubblica, 13/01/2012
Nell'Italia del Trecento
la parola "paesaggio" non è ancora comparsa e basterebbe questo dato
di fatto ad attutire gli entusiasmi di quanti - a cominciare da Alexander von
Humboldt e Jacob Burckhardt - hanno individuato in Francesco Petrarca
l'antesignano di tale concetto, plasticamente evidenziato dalla famosa lettera
sull'ascesa al monte Ventoso. Carlo Tosco lo ricorda nella prefazione al suo
bel libro Petrarca: paesaggi, città, architetture...
di Roberto Esposito, la Repubblica, 11/01/2012
Torna il reportage che il
critico italiano fece sull'incontro tra intellettuali europei.
Filosofi e studiosi si videro nel 1946 per cercare di ricostruire l'identità continentale dopo la guerra, ponendosi problemi molto simili a quelli di oggi.
La prima sensazione che procura la lettura del brillantissimo reportage giornalistico, redatto da un giovane Gianfranco Contini, dell'incontro internazionale tra intellettuali europei svoltosi....
Filosofi e studiosi si videro nel 1946 per cercare di ricostruire l'identità continentale dopo la guerra, ponendosi problemi molto simili a quelli di oggi.
La prima sensazione che procura la lettura del brillantissimo reportage giornalistico, redatto da un giovane Gianfranco Contini, dell'incontro internazionale tra intellettuali europei svoltosi....
di Maurizio Crosetti, la Repubblica, 11/01/2012
Un libro di Sconcerti
sull'origine del primo re di Roma.
Un racconto che tocca episodi noti e meno noti e che s'intreccia allo sviluppo dell'Urbe.
Passando con disinvoltura da Totti a Romolo, cioè dall'ultimo re di Roma al primo, Mario Sconcerti realizza insieme una specie di inchiesta e un'intervista con la storia, ma anche una cronaca minuto per minuto, tempi supplementari compresi. Il prodotto di tutto questo lavoro è un libro dal....
Un racconto che tocca episodi noti e meno noti e che s'intreccia allo sviluppo dell'Urbe.
Passando con disinvoltura da Totti a Romolo, cioè dall'ultimo re di Roma al primo, Mario Sconcerti realizza insieme una specie di inchiesta e un'intervista con la storia, ma anche una cronaca minuto per minuto, tempi supplementari compresi. Il prodotto di tutto questo lavoro è un libro dal....
giovedì 12 gennaio 2012
Afghanistan: Libertà duratura
Il
numero 165 della Rivista GUERRE&PACE è interamente dedicato
all’Afghanistan, nel decennale dell’occupazione USA-NATO. Gli articoli sono
stati scritti da molte di noi del CISDA (Patrizia Fiocchetti, Simona Cataldi,
Cristiana Cella, Graziella Longoni), ma sono stati pubblicati anche contributi
delle Associazioni afghane.Ne è venuto fuori un ottimo lavoro, che abbraccia i
diversi aspetti della tragica realtà afghana, in una prospettiva nuova.
Dall’Afghanistan, e sempre più spesso in occidente, ci viene chiesto di
percorrere una terza strada, di uscire dagli schemi imposti dall’occupazione,
di sostenere chi viene messo a tacere continuamente perché non funzionale alle
logiche di governo e di occupazione: "le organizzazioni democratiche, in
particolare delle donne, che si oppongono da sempre al fondamentalismo talebano
e dei signori della guerra e alla presenza delle truppe Nato e alla loro
guerra, cercando di costruire un Afghanistan diverso".
E’
possibile trovare Guerre&Pace in edicola, o richiderlo per mail guerrepace@mclink.it
mercoledì 11 gennaio 2012
Segnalazione
Viottoli n. 2/2011 (anno XIV)
Semestrale di formazione comunitaria
DOSSIER – Piccola ricerca sul sacramento dell’ordine
testi e riflessioni di: Mauro Pesce, Giovanni Franzoni, Giancarla Codrignani, Augusto Cavadi, Mira Furlani, Alessandro Esposito, Catti Cifatte, Tonino Cau, Lidia Menapace, Salvatore Domolo, Ausilia Riggi, Marcello Vigli, Giuseppe Barbaglio, Amilcare Giudici
Semestrale di formazione comunitaria
DOSSIER – Piccola ricerca sul sacramento dell’ordine
testi e riflessioni di: Mauro Pesce, Giovanni Franzoni, Giancarla Codrignani, Augusto Cavadi, Mira Furlani, Alessandro Esposito, Catti Cifatte, Tonino Cau, Lidia Menapace, Salvatore Domolo, Ausilia Riggi, Marcello Vigli, Giuseppe Barbaglio, Amilcare Giudici
lunedì 2 gennaio 2012
Chi era don Verzé - LA STAMPA. IT – CRONACHE -31/12/2011
Il sacerdote-manager stroncato da un attacco di
cuore a Milano nel giorno dell'asta per il centro ospedaliero fondato 42 anni
fa
MILANO
Un prete al di fuori dagli schemi. Lo si vedeva già dall’abito:
grisaglia da manager, camicia bianca e cravatta. Don Luigi Verzè, 91 anni,
fondatore del prestigioso ospedale e dell’Università Vita e Salute, finito poi
indagato nell’inchiesta per la bancarotta sulla Fondazione San Raffaele del
Monte Tabor, è morto stamani, proprio nel giorno dell’asta per la vendita del
centro ospedaliero fondato nel ’58. Una morte improvvisa che giunge dopo il
tragico suicidio del suo braccio destro, Mario Cal, che il 20 luglio scorso si
sparò in ufficio: era appena scoppiato lo scandalo del debito-monstre da 1,5 mld
di euro accumulato dalla Fondazione. Una morte che alimenta i sospetti degli
amici più cari. Al Bano, per esempio: «Ho sempre visto don Verzè come
benefattore. E ora, dopo che tutti sono andati contro di lui, mi chiedo se è
morto o l’hanno aiutato a morire. Quello che ha fatto è sotto gli occhi di
tutti. Ha realizzato due gioielli per l’umanità unici: sono l’Università,
frequentata da professori del calibro di Cacciari e Ernesto Galli della Loggia,
e l’ospedale che è un fiore all’occhiello per l’Italia».
Don Verzè, nato a Illasi,
nel Veronese, si era laureato in Lettere classiche e filosofia nel 1947 presso
l’Università Cattolica di Milano ed era stato ordinato sacerdote nel 1948. A
Milano, negli anni del dopoguerra, era stato molto attivo come organizzatore di
scuole di avviamento professionale e nel 1950 aveva fondato il San Raffaele. Un
attivismo, il suo, non sempre apprezzato dalle autorità ecclesiastiche, infatti
nel 1964 la Curia milanese gli aveva comminato «la proibizione di esercitare il
Sacro ministero» e nel 1973, la sospensione a divinis. Entrambe le condanne erano
state in seguito revocate.
Al San Raffaele è stato
capace di riunire ricercatori di fama mondiale, creando un polo di eccellenza,
così come all’Università Vita e Salute dove nel dipartimento di filosofia sono
arrivati pensatori come Massimo Cacciari, Emanuele Severino e Roberta de
Monticelli. Quella sulla bancarotta non è la prima inchiesta che ha visto don
Verzè indagato. In passato aveva subito diverse condanne per corruzione, istigazione
alla corruzione e ricettazione anche se dopo tutti i gradi di giudizio, grazie
alle prescrizioni, non ha mai subito una condanna definitiva. Ora la sua morte,
proprio mentre si decidono le sorti della sua creatura portata, tra eccellenze
e scandali, sull’orlo della bancarotta. Il San Raffaele va all’asta nel giorno
della sua scomparsa ma l’aggiudicazione della gara tra i gruppi Humanitas, Polo
San Donato e l’attuale gestore, la cordata Ior-Malacalza, si deciderà nei primi
dieci giorni di gennaio. Il tutto mentre la procura di Milano continua le
indagini sulla bancarotta, dalle quali emergono la creazione di fondi neri
attraverso sovraffatturazioni ma anche spese folli, come l’aereo da 20 milioni
di euro comprato perché don Luigi Verzè non gradiva i check-in cui tutti i
passeggeri sono sottoposti prima dell’imbarco.
In molti lo hanno definito
prete amico del potere. Di certo ha sempre reso pubblica la sua ammirazione per
personaggi come Fidel Castro e Gheddafi. Ma il vero amico è stato Silvio
Berlusconi: «Nel ’94 - ha detto una volta don Verzé - al tempo della sua
discesa in campo, gli dissi che lui era una benedizione per il Paese, un dono
di Dio all’Italia». Berlusconi ha sempre ricambiato l’affetto e in occasione
del novantesimo compleanno del sacerdote, dopo averlo lodato per la ricerca
avviata al San Raffaele per allungare la vita media delle persone fino a 120
anni, aveva raccontato: «Mi confessa e mi dà l’assoluzione senza neppure
sentire i miei peccati perché, conoscendomi, già li conosce. Io a don Luigi
auguro l’eternità perchè se c’è uno che se la merita è proprio lui».
Non ho commenti.... L'umanità ha bisogno di salvezza attraverso persone che rispecchino "l'immagine e somiglianza di Dio".
martedì 13 dicembre 2011
Per chi vuole ignorare il femminismo ecco questo primo piano del sito "Noi donne"
Un incontro dedicato al legame fra Italia ed Eritrea, dal passato coloniale alle migrazioni globali tra lavoro domestico e migrazione postcoloniale. Il libro di Sabrina Marchetti
inserito da Redazione
Breve descrizione dell'impegno politico di Aung San Suu Kyi, la donna che da anni lotta per la libertà del suo paese.
inserito da Willy Scardino
Sette miliardi di umani... Leone o Serena? No, meglio LEONA o SERENO !
inserito da Redazione
Protesta in Yemen, le donne bruciano i veli
inserito da Piera Francesca Mastantuono
Presentazione del rapporto UNFPA su Lo Stato della popolazione nel mondo 2011
inserito da Piera Francesca Mastantuono
Alle giornate kuwaitiane a Milano Ettaib e ‘Alothman” hanno dialogato sul ruolo femminile nella società contemporanea
inserito da Redazione
Mentre la guerra in Libia volge al termine, la testimonianza di aspetti della vita di una città in guerra
inserito da Donatella Bozzi
Accolto lo spirito della Campagna Noppaw che ha messo in evidenza il ruolo delle donne come costruttrici di pace e di democrazia.
inserito da Redazione
Nobel per la pace a Ellen Johnson Sirleaf,Leymah Gbowee e Tawakkul Karman, con un commento di Giancarla Codrignani
inserito da Redazione
XIII CONFERENZA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE
inserito da Redazione
In corso a Procida (Conservatorio delle Orfane), fino al 9 ottobre, la sesta edizione della Summer School sul tema 'L'impresa culturale nel Mediterraneo'
inserito da Tiziana Bartolini
'Donne, diplomazia e conflitti' è il titolo del convegno organizzata a Roma lunedì 10 ottobre In collaborazione con Fondazione Konrad Adenauer, Istituto Studi Politici “S.Pio V” e Gender Interuniversity Observatory
inserito da Redazione
Dalla Francia uno stop deciso all’uso di Mademoiselle
inserito da Piera Francesca Mastantuono
Concessioni alle libertà politiche ma non a quelle civili. Un'abile mossa della monarchia saudita per non scontentare gli alleati occidentali
inserito da Redazione
Una donna tenace, in grado di superare la propria fisicità, non rinnegandola mai, ma mettendola a servizio della comunità
inserito da Silvia Vaccaro
mercoledì 30 novembre 2011
EURO il 9 dicembre
Nicola Sessa
www.peacereporter.net
www.peacereporter.net
Il vertice del 9 dicembre prossimo sarà l’ultima spiaggia per l’euro. È ormai un dato di fatto. La sopravvivenza dell’unità monetaria dipenderà dall’esito di quella riunione. Nell’immediato futuro l’Ue si troverà di fronte al bivio: una maggiore integrazione o disgregazione.
Il ministro dell’agricoltura francese, Bruno La Maire, ha descritto al meglio il campo di battaglia su cui si muovono le parti in causa: “Siamo in una guerra economica contro potentissimi speculatori i quali hanno deciso che è nel loro interesse porre fine all’euro”. L’esito della guerra, dopo una lunga serie di battaglie perdute, dipenderà dalla responsabilità dei governi europei e, soprattutto dalle decisioni dei “generali” Merkel e Sarkozy.
Il tempo scorre velocissimo e la macchina elefantiaca europea non riesce a muoversi con la rapidità richiesta dalle circostanze. Il cancelliere tedesco e Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, premono sull’acceleratore per arrivare al più presto a un’unione fiscale: la settimana prossima, anche prima del vertice del 9 dicembre, il direttorio franco-tedesco presenterà un proprio piano. In sostanza, Berlino e Parigi chiedono di implementare uno strumento, già per gli inizi del 2012, che possa rigettare i budget nazionali degli stati membri in violazione della normativa europea.
Una cessione della sovranità fiscale nazionale, dunque, con la Commissione europea che controlli i bilanci prima ancora che siano votati dai parlamenti nazionali. Di più: Berlino e Parigi vorrebbero poter indossare la casacca di arbitri e poter deferire alla Corte di Giustizia europea i paesi che infrangano le norme. Si tratta di provvedimenti che esulano dalle previsioni dei trattati europei ma, si sostiene, un maggiore controllo sui bilanci nazionali contribuirebbe alla salvezza della moneta unica. Un nuovo patto di stabilità che, sul modello degli accordi di Schengen, dovrebbe raccogliere l’adesione volontaria dei singoli paesi membri nell’attesa – con tempi lunghi – di poter modificare i trattati.
Il default non è più un tabù, come non lo è l’ipotesi di un’uscita dall’euro di uno o più paesi (anche se, sulla carta, non si può abbandonare la moneta unica senza uscire dall’Unione europea). Siamo già oltre la Grecia e Peter Morici, professore alla Smith School of Business, sostiene che Francia e Germania dovrebbero aiutare “l’Italia e altri paesi a uscire dalla moneta unica”. L’Italia ha preso in prestito più denaro di quello che è in grado di restituire: nel primo quadrimestre del 2012 scadranno 110 miliardi di euro in obbligazioni che lo stato italiano dovrebbe rifinanziare e le previsioni Ocse -Italia in recessione nel primo trimestre 2012 – non aiutano.
domenica 27 novembre 2011
LE donne nelle NUOVE cariche istituzionali E IL FEMMINISMO OGGI
Ne “il Paese delle donne” trovo spunti per accennare al femminismo oggi, in modo particolare dopo l’elezione di Mario Monti.
a) Giancarla Codrignani ci presenta le nuove ministre, accennando al mutamento di linguaggio:
Care amiche, anche il linguaggio è stato violentato, lo sappiamo bene quando sentiamo dire - e ridacchiarci sopra - che la Merkel è una governante. Nel caso di Angela non ci possiamo fare niente; ma siamo liete di riferire che oggi, 25 novembre, Giorgio Napolitano ha risolto un problema non di femminismo, ma di morfologia: Cancellieri, Fornero, Severino sono - di fatto ma anche di nome - "ministre" ha detto il presidente della Repubblica, correggendo non solo il maschilismo dominante perfino sul linguaggio, ma la corretta morfologia dell’italiano.
b) Nell’ Intervista a Imma Barbarossa
Geni Sardo parla dello stato di salute del femminismo:
… Rispetto alla vivacità e alla radicalità degli anni Settanta e, in parte Ottanta, non v’è dubbio che quello che appare è un appannamento non tanto della ‘resistenza’ del femminismo agli attacchi sempre più violenti (30 anni fa impensabili) del patriarcato: la resistenza c’è e, poiché il movimento delle donne è stato definito ‘carsico’, agli attacchi più violenti si ricompone, agisce, scende in piazza. Quello che mi pare, invece, alquanto appannata è la radicalità, il rifiuto dei compromessi.
….. Circa il separatismo la sua interlocutrice afferma:
Separarsi per capire meglio, per ricostruire soggettività autonome. Mi ha anche aiutata un libro per me fondamentale, Cassandra di Christa Wolf. Durante l’assedio di Troia, quando la cittadella ‘felice’ (metafora del socialismo) si corrompe e si omologa agli aggressori, le donne prendono le distanze, si rifugiano nelle caverne per tessere un’altra storia, alternativa a quella dei vincitori e degli eroi. Cassandra si rifugia tra loro per capire meglio e opporsi al bellicismo maschile, contro la pratica che identifica il maschile con la guerra. Di lì prende la forza per dire No alla omologazione con gli aggressori fondata sull’appartenenza alla famiglia e alla patria.
….. Alla domanda: Puoi dirci qualcosa del gruppo di cui fai parte? è interessante la risposta:
Tra paria e parvenues, per parafrasare Hannah Arendt, cerco di praticare una terza via che eviti il rischio della lamentela, o della pura e semplice denuncia o, peggio, dell’autotutela di gruppo, ma riesca a porre questioni generali o, meglio, a porre la lotta al patriarcato come questione generale, a parlare alle compagne che non hanno pratiche femministe, a rivolgersi ai compagni chiarendo che la lotta al patriarcato è un aspetto fondamentale della critica dell’esistente e che il nesso tra capitalismo e patriarcato, tra liberismo e dominio maschile è un elemento centrale per chi voglia cambiare gli assetti della società in cui viviamo
* Mi astengo dal pronunziarmi su quanto ho riportato, condividendolo, ma torno a sostenere l’importanza di non perdere mai di vista il femminismo che, con tutte le sue falle, è una movimento che persisterà fino a quando questa ennesima violenza dell’umanità sopraffarà la donna. Ma dipende dalle singole prenderne atto ed impegnarsi anche nel piccolo. Ausilia
sabato 12 novembre 2011
Lettera ripresa anche nell'articolo pubblicato in queste ore dal sito de Il Corriere della Sera
Gentile Senatore Monti,
La sua nomina ha riempito di speranza la gran parte delle cittadine e dei cittadini italiani che ben conoscono la sua intelligenza, rigore e coraggio. Le auguriamo di riuscire a costituire un buon Governo capace di attuare quelle riforme necessarie a portare il paese fuori da questa crisi drammatica. Immaginiamo che in questi giorni Lei venga sollecitato da ogni parte ma ci consenta di rivolgerle un invito: ci eviti, per favore, una foto di insediamento del nuovo Consiglio dei Ministri di tipo medievale-sessista, composta da soli uomini. Uomini che dovrebbero, tra l'altro, avere come priorità quella di liberare il più vasto giacimento di energia sottoutilizzata presente in Italia: le cittadine italiane.
Siamo consapevoli che in questo paese una donna per essere scelta in una posizione di leadership deve essere intelligentissima, ma anche semplice, bella ma anche brutta, con esperienza ma anche giovane, deve preferibilmente avere conquistato un titolo olimpico in eta' giovanile, avere almeno tre figli e soprattutto una (si badi bene: una sola) famiglia perfetta. Ma Lei, Senatore, le cerchi queste donne in gamba, competenti, oneste e sinceramente impegnate per il bene del paese e vedrà che qualcuna la trova!
Le auguriamo di riuscire a scegliere persone di valore e di ridare all'Italia un'immagine internazionale degna.
Siamo consapevoli che in questo paese una donna per essere scelta in una posizione di leadership deve essere intelligentissima, ma anche semplice, bella ma anche brutta, con esperienza ma anche giovane, deve preferibilmente avere conquistato un titolo olimpico in eta' giovanile, avere almeno tre figli e soprattutto una (si badi bene: una sola) famiglia perfetta. Ma Lei, Senatore, le cerchi queste donne in gamba, competenti, oneste e sinceramente impegnate per il bene del paese e vedrà che qualcuna la trova!
Le auguriamo di riuscire a scegliere persone di valore e di ridare all'Italia un'immagine internazionale degna.
Buona fortuna
Comitato Pari o Dispare
Simpatica questa lettera. Ma io spero anche nella scelta di uomini in gamba e mi auguro che le donne in gamba non diventino, una volta elette, imitatrici degli uomini, in gamba o non in gamba. Le donne per portare un soffio di novità debbono smetterla di porsi in competizione con gli uomini, ma dare esempio di come si possono esprimere le migliori doti a partire di TUTTO il proprio essere, senza enfatizzare nemmeno la loro femminilità. Ausilia
sabato 5 novembre 2011
L’astensione dell’Italia nel voto per l’annessione della Palestina all’UNESCO
Ben 107 Stati hanno votato per l’annessione della Palestina all’Unesco, hanno riconosciuto a questa terra di martiri e dolore ciò che tutti pensiamo di quei luoghi: dovrebbero essere patrimonio dell’umanità. Non di Israele, che questo riconoscimento teme.
Questo riconoscimento, che veste per i palestinesi gli abiti di una vittoria simbolica (che simbolica non sarà per l’Unesco, che vedrà tagliarsi i fondi da Stati Uniti e da Israele; perché la politica in democrazia, si sa, si fa a suon di ritorsioni), è comunque un segnale importante. La maggioranza della comunità internazionale ha una sua visione sul futuro della Palestina e, nonostante il veto statunitense, la realizzazione di uno Stato indipendente sarà solo questione di tempo.
L’Italia, invece, ha perso un’occasione. Il motivo? Perché non possiamo permetterci di sbagliare allineamento, dobbiamo scegliere sempre la parte giusta, quella “vincente”. Così, se l’Europa si divide e gli Usa votano contro, a noi non rimane che l’astensione…..
(Passim dal sito delle teologhe)
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