giovedì 22 marzo 2012

la questione del lavoro in mano alle donne?

Dalla Rete: Economia e Lavoro
Fornero o Camusso? - di Paola Avetta
L'articolo 18 irrompe nel PD
inserito da Redazione www. Noidonne.org
Due " primedonne" della politica italiana, Elsa Fornero ministro del Welfare e Susanna Camusso leader della CGIL, sono scese sul campo di battaglia e a far incrociare le armi è il fatidico Articolo 18 inserito nello Statuto del Lavoro per aumentare le tutele dei lavoratori di fronte a padroni che intendano licenziarli. Fornero e Camusso sono donne stimate e apprezzate da tutta la sinistra e ora, in attesa che la Riforma del Mercato del Lavoro prenda corpo sulla carta, diventi legge e arrivi in Parlamento per il voto, al Senato serpeggia il timore di una spaccatura di vertice che possa poi dividere anche la sinistra nella sua base politica. Un primo appello affinché tra Governo e CGIL si ricomponga, già in questi giorni e ore, la frattura è venuto da Anna Finocchiaro, presidente dei Senatori del PD, ma il confronto su quale versante eventualmente schierarsi, se su quello di Fornero o su quello di Camusso, nei corridoi è iniziato e vede contrapporsi anche le donne del PD. “Io sto con la CGIL, dice la Senatrice Silvana Amati, docente Universitaria e convinta che la sinistra non possa tradire le sue radici e le sue battaglie dalla parte dei lavoratori. Per lei l'articolo 18 non va toccato e ipotizza che a volerlo modificare non sia l'esigenza di movimentare il mercato del lavoro (lo scorso anno, dice Silvana Amati, solo in 50 casi i padroni sono stati obbligati a riassumere in nome dell'articolo 18) ma la volontà del Governo di affermare una centralità politica che mortificherebbe la sinistra storica e l'ala del dissenso e che farebbe riaffiorare fantasmi del passato, di quando le famiglie dei sindacalisti si trovavano sul lastrico per licenziamenti in tronco e per motivi politici. Inoltre Silvana Amati vede a rischio i lavoratori più anziani (con le buste paga di conseguenza più pesanti). Ma altre Senatrici PD sono invece convinte che la Riforma Fornero non potrebbe mai permettere che licenziamenti possibili per motivi economici dell'azienda facciano da paravento e si traducano in realtà in licenziamenti discriminatori. "Su questo il Governo dovrà dare garanzie chiare e scritte nel testo di legge" dice la senatrice Vittoria Franco che non nasconde la sua simpatia per Fornero "ferma, franca e chiara come deve essere un Ministro tecnico" e che apprezza molto che nella Riforma compaiano i congedi di paternità obbligatori, il divieto di dimissioni in bianco fatte firmare alle donne e misure che possono combattere il precariato dei giovani. Per la Senatrice Franco l'Articolo 18 non è un tabù se l'opportunità di rivederlo è dettata da esigenze reali di metterci al passo con le esigenze di giovani e del mercato del lavoro e poi, dice Vittoria Franco, la Riforma Monti-Fornero anziché diminuire aumenta le tutele di alcuni lavoratori, di quelli delle piccole aziende con meno di 15 dipendenti. Insomma, la frattura tra le donne al vertice si traduce in confronto aperto anche tra le donne in Parlamento ma domina la convinzione che alla fine a vincere sarà la saggezza e il dialogo responsabile, in nome della pace e della stabilità sociale di cui ha bisogno il nostro Paese. (22 Marzo 2012)

martedì 20 marzo 2012

da'pare o dispare'

Interessante capire; ecco perché trasmetto, Ausilia
Care amiche e cari amici,
E’ passata una settimana dall’8 marzo, le mimose sono appassite e si corre il rischio di aspettare un altro anno prima di riparlare dei temi che interessano le donne italiane.
Colgo quindi questa occasione per fare brevemente il punto su quanto abbiamo realizzato in questi primi mesi del 2012 come POD, quali sono le riflessioni più interessanti che sono emerse dalla pluralità di iniziative cui abbiamo partecipato nei giorni intorno all’8 marzo e quali sono le iniziative di POD a breve.
Nel mese di gennaio POD ha organizzato l’evento Questione Femminile , Questione Italia con la presenza delle ministra Fornero e numerosi ospiti molto interessanti, di qui trovate registrazione completa su http://www.radioradicale.it/scheda/344395/questione-femminile-questione-italia e abbiamo anche quest’anno registrato una grande affluenza di pubblico ed un forte interesse per il tema del lavoro femminile.
Riporto qui solo una riflessione su alcuni dati che mi hanno colpito moltissimo e in qualche misura stupito: in Italia le donne che si dicono “non disponibili a lavorare “sono il 36,5 contro il 29,4 della media UE e questa percentuale sale nel Mezzogiorno al 46,4 . Ciò che mi ha colpito è che tra le donne che si dicono indisponibili a lavorare per motivi familiari solo il 17,2% , cioè poco più di 300.000, dichiara che se avesse servizi adeguati sceglierebbe di lavorare, mentre ben l’82,2 % dichiara che l’indisponibilità a lavorare NON dipende dall’inadeguatezza o insufficienza dei servizi nell’area di residenza. Si parla 1.200.000 donne. Fermo restando che la disponibilità di servizi è e resta dunque una necessità e che va riconosciuta l’assoluta legittimità delle scelte personali, sarebbe interessante capire meglio il pensiero di queste 1.200.000 donne. Alcune saranno ricche di famiglia, altre avranno dei problemi gravissimi di disabilità in famiglia, ma per la grande maggioranza sembrerebbe che ci sia una totale adesione al ruolo e dovere assoluto di cura della famiglia e una visione del proprio futuro “garantito” o dal patrimonio di famiglia o dal matrimonio, due parole che differiscono curiosamente solo per l’iniziale. I patrimoni oggi tremano anche quando sono significativi e difficilmente riescono a garantire il supporto per una vita longeva, i matrimoni sono invece esposti a separazioni e divorzi e non sempre gli accordi di separazione consentono alla donna, magari matura e priva di un lavoro proprio, un buon tenore di vita.
Sarebbe molto interessante capire a fondo queste motivazioni e fino a che punto l’autonomia economica sia percepita come un obiettivo da perseguire e come garanzia per il futuro o come una alternativa inconciliabile con il ruolo famigliare. Infine bisognerebbe chiedersi se questa cultura sia sostenibile e in linea con i tempi.
Altri spunti di riflessione sono venuti dal Seminario che si è tenuto in Banca d’Italia il 7 marzo , in cui sono stati presentati molti studi importanti, sia sull’impatto che le madri lavoratrici hanno sulla sviluppo dei figli, sia su alcune particolarità del nostro sistema fiscale che scoraggia, paradossalmente proprio le donne nelle famiglie meno ricche, a entrare nel mercato del lavoro (vedi: http://www.bancaditalia.it/media/notizie/gender/interventi).
Infine abbiamo partecipato come POD ad un incontro presso la Direzione Rai, promosso dal Presidente del Comitato Pari Opportunità della Rai, M. Pia Ammirati, cui hanno partecipato la ministra Fornero, Emma Bonino e La Direttrice Generale Rai Lorenza Lei e a cui sono state invitate , per la prima volta , le varie associazioni che in questi anni si sono attivate per chiedere una rappresentazione delle donne meno stereotipata e più in linea con la realtà. Anche in questo caso la signora Lei si è impegnata ad attivare l’Osservatorio di Pavia per il monitoraggio e a attivare delle iniziative di programmazione più innovative.
Per il futuro: stiamo organizzando due eventi sui servizi innovativi a Milano e a Salerno per i quali riceverete presto l’invito e vorremmo riattivare il dibattito sulla pubblicità consapevole con il coinvolgimento dei principali attori di mercato.
Infine avete riceverete presto la convocazione dell’assemblea di aprile, cui spero potrete partecipare, perché sarà un’occasione preziosa di dibattito e coinvolgimento

domenica 4 marzo 2012

La morte di Lucio Dalla: i cori di voci esaltanti assieme alle eccezioni

Un articolo tranchant di Aldo Busi su Lucio Dalla
Conta di più la vita o l’opera? L’opera, se la vita ne è la superflua coerenza. Se la vita non è coerente con l’opera che produce, il dibattito resta aperto, ma non per me: non conta né l’una né l’altra, entrambe contano solo per l’occasione sprecata di farne tutt’uno. Quindi, via, giù nell’imbuto dell’oblio delle cose che ne nascondono troppe altre per non appartenere più alla fogna dell’arrivare con meno problemi al ventisette del proprio mese che al ruscello di acqua davvero sorgiva e ristoratrice in tutte le sue preziose molecole per l’umanità assetata.
Anch’io, come Joseph Hansen, penso che “un Dostoevskij che non accenna alla sua epilessia o alla sua dipendenza dal gioco” non sarebbe arrivato lontano e che è superflua ogni opera di chi, invece di raccontare innanzitutto di quanto gli è più prossimo e sa perché accade in lui, fa un balzello in avanti per rimuovere l’indicibile e fastidioso ostacolo della sua umanità per quel che è e si cimenta con i grandi orizzonti esistenziali tanto più gratificanti, che poi risultano essere striminziti tra i piccoli paraocchi di un lirismo demagogico o di una sociologia d’accatto, grazie ai quali arriverà alla santificazione del popolo bue, così attento a glorificarsi attraverso i suoi campioni del sentimentalismo universale.
È uno scarto psichico inevitabile, una sensazione di imbarazzo, un sapore di fregatura sistematica: un omosessuale non pubblicamente dichiarato che quindi se ne strafotta della morale sessuale cattolica, che mai nulla ha espresso contro l’omofobia di matrice clericale che impesta il suo Paese, che mai una volta ha preso posizione aperta per i diritti calpestati dei cittadini suoi simili di sventura politica e civile e razziale, un tipo così che, per esempio, scrive e canta il suo amore per una donna viene prima (per mediocrità di carattere, ipocrisia deliberata, amore del quieto vivere a discapito di chi lotta per i suoi stessi diritti da lui per primo negati) della bellezza o bruttezza della sua dedica impropriamente musicata.
Non vedi l’omaggio alla donna, vedi la ridicola falsità e la necessità estetica per conto terzi che vi soggiace. Ho sempre pensato che Lucio Dalla fosse un checchesco buontempone, un chierichetto furbastro - le sue interviste sono un vero florilegio di banalità in ossequio alla morale comune e all’autorità costituita, alla maniera di Celentano, che a me non piace nemmeno quando canta - e non basta la morte per cancellare la magagna del gay represso cattolico (represso alla luce del sole, il che non ne inibisce certamente il godimento tra le tenebre della vita privata, anzi, le implementa, come ben si sa) che si permette tutte le scorciatoie di comodo (l’arte, il fine superiore e balle varie) pur di non prendere la strada maestra più sensata della basilare affermazione di sé, anche se più accidentata.
Ho sempre pensato, senza mai lasciargli il tempo di aprire bocca per cantare, che un artista che si fa un problema di un tale nonnulla sessuale e che così sessisticamente ruminando offende tutti coloro che, con grande sprezzo del rischio e grossi patimenti personali, hanno ribaltato lo pseudoproblema addosso a chi gli imponeva di farsene uno, sia un povero cristo scansafatiche indegno di altra attenzione.
I ben documentati rapporti di Dalla con Craxi e l’Opus Dei, nonché con l’angelo custode che dichiarò di avere visto al suo fianco, me lo rendono poi addirittura indigesto, per amore della pila sapeva individuare bene dove andare a fare il baciapile, non erano certo le protezioni in alto loco a mancargli, era trasgressivo dove esserlo è di moda e alla portata di qualunque reazionario di mondo, anche se gli sono debitore di molte risate allorché fece un programma televisivo con Sabrina Ferilli in cui si sforzava di dare a vedere che la desiderava - invano, per sua fortuna, e non certo perché fosse di una struggente laidezza fisica.
Non so se le canzoni di Dalla sono belle o brutte, come ne sento l’attacco alla radio, spengo. In questo senso, è in buona compagnia, tutti di autorinnegati di successo. Ve la lascio tutta, o prefiche e sorcini degli scomparsi ad arte già in vita. Io, da parte mia, continuerò a pensare che i veri eroi di Bologna sono i famigliari delle vittime della Uno Bianca e della strage della stazione ferroviaria rimasta impunita, eroi silenziosi sempre più dimenticati, quasi rimossi, attorno a loro io non smetterò un istante di stringermi in un cordoglio senza fine, e purtroppo senza pace.

Personale
PREMESSA: Il coming out (termine usato per dire una verità in forma velata) dell’omosessualità di Lucio Dalla? Chi non ha una verità velata si faccia avanti. Ma guai a confondersi con gli schieramenti pro e contro… Ecco le mie riflessioni personali ed alcuni esempi:
ARTE E VITA NON SONO CONCILIABILI:
a) per la natura dell’arte, che è trasposizione creativa dei dati fenomenici nel loro aspetto simbolico, dal carattere… infinito;
b) per la ‘natura’ della vita vissuta, il cui significato si comincia ad afferrare parzialmente quando si arriva alla soglia dell’aldilà.
UN ESEMPIO: LA MIA STESSA VITA
Credevo di essere questo o quello, ed ora sento che sono altra, molto altra. Ma non mi sbagliavo prima e non mi sbaglio ora: nella corrente della vita nel letto del fiume, come dice Eraclito, non scorre mai la stessa acqua. Ora, nel mio hic et nunc, mi pare di capire di più me stessa ed il resto che ne consegue; e, se mi affido a ciò che vivo nella mia interiorità, non è perché ormai creda di più in me stessa, ma perché, giunta alla soglia dell’aldilà, nel restringersi degli spazi esteriori, si dilatano quelli interiori, dove la FEDE, vetta e culmine della vita, trasferisce il tutto di me nel DIVINO…..
Non è conquistare se stessi mostrarsi per quel che si è, perché anche se si è in-un-certo-modo, ogni modo di essere non è mai, né frutto della libertà, né frutto della necessita, ma della possibilità (da intendere nel suo aspetto provvisorio).
Quando impareremo a non accodarci alle lodi o ai biasimi?
Ogni volta che io mi sono espressa al di fuori degli schieramenti, sono stata CENSURATA. Come mi è capitato – per dire l’ultima – nel caso della Zarri. Io vedo nel suo modo creativo di realizzare le proprie scelte una fortuna, un frutto della sua genialità, altro. Teologa,  magnanima, amorevole, quasi-santa, e tanti altri aspetti hanno i loro contrari, come sarebbe logico capire se fossimo parchi nell’esprimere giudizi. Mi verrebbe da dire che ‘ce la fa’ soltanto chi apprezza un tocco originale nella persona e la reputa ‘fortunata’ a poterlo dispiegare.
Cosa sia la fortuna non lo so, ma ne so qualcosa un po’ per via del suo contrario, la sfortuna. E perciò mi taccio. Ausilia

 

 



 

 


mercoledì 29 febbraio 2012

Le donne e il lavoro

Bologna / Il 3 e 4 marzo SNOQ parla di “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”

A Bologna Se Non Ora Quando due giorni (3 e 4 marzo) per parlare di lavoro e non lavoro delle donne. Intervista a Katia Graziosi
inserito da Redazione
L’iniziativa è stata progettata pensando a tutte le donne: “da quelle licenziate in seguito alla nascita di un figlio, alle donne migranti, dalle donne uscite dal mondo del lavoro per occuparsi di anziani, alle partite Iva e alle imprenditrici, dalle precarie che non vedono prospettive future a quelle che hanno riflessioni e buone pratiche da proporre”. “Vite, lavoro, non lavoro delle donne” è il titolo della due giorni organizzata da Se Non Ora Quando? Bologna, e che ha un respiro nazionale, è stato nuovamente fissato per il 3 e 4 marzo (era stato rinviato a causa delle condizioni atmosferiche) e intende essere “una fucina di idee e di proposte concrete che diano un contributo alla costruzione di una nuova Agenda politica pensata per le donne e non contro di esse, un’agenda costruita a livello nazionale dall’intera Rete SNOQ”. L’assemblea sarà preceduta venerdì 2 marzo (Oratorio San Filippo Neri) dallo spettacolo teatrale di e con Marinella Manicardi Corpi impuri”. Abbiamo intervistato Katia Graziosi, tra le promotrici dell’iniziativa. Continua a leggere nel sito  noidonne.org 

venerdì 24 febbraio 2012

Per chi cerca di unirsi a cristiani senza frontiere

COMUNITA’ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale
CdB San Paolo - Roma
Via Ostiense, 152/B – 00154 – Roma
segreteria@cdbitalia.it - www.cdbitalia.it

Carissime/i,
dopo la riunione a Roma sabato scorso del gruppo di lavoro, siamo finalmente in grado di inviarvi il programma definitivo del XXXIII Incontro nazionale delle CdB, che si svolgerà a Napoli i prossimi 28 - 30 aprile presso il CENTRO DI SPIRITUALITÀ - Cappella CANGIANI - Viale S. IGNAZIO DI LOYOLA, 51 – NAPOLI.
Nel programma trovate anche le informazioni logistiche; per la prenotazione vi ricordo di rivolgervi a Vincenzo Cortese della CdB del Cassano di Napoli scrivendo a: cortesevincenzo@libero.it . La segreteria tecnica rimane anche a disposizione per informazioni.
Vi pregherei anche di segnalare almeno entro domenica prossima 26 febbraio il numero di persone per ogni comunità o di singoli/e che hanno intenzione di partecipare per poter valutare il numero di presenze.
In attesa di ritrovarci numerosi a Napoli, invio a tutte e tutti i miei più cari saluti,
Segreteria tecnica nazionale delle CdB
per la CdB di san Paolo, Stefano Toppi

giovedì 16 febbraio 2012

Cristiani senza frontiera

Argenta, 19. 02. 12.
Nella sede del
Centro Studi Cristiani don Minzoni,
in via Circonvallazione 21/A,
riprendono gli incontri per lo studio del libro della Bibbia, l'Esodo.
Tutti di venerdì, alle ore 20,30.

Incontri.
1°. 24 febbraio.
La Pasqua di liberazione: Israele passa dalla schiavitù alla libertà. Va ad incontrare nel deserto il suo Signore, Yhwh (Iavè). (Dal c. 11 al 15,21).
2°. 2 marzo.
Il cammino nel deserto. Yhwh interviene nelle difficoltà d'Israele: gli dona acqua e cibo e lo libera dai nemici. (Dal c. 15,22 al 18).
3°. 9 marzo.
Arrivo al monte del Signore, il Sinai. Yhwh propone a Israele di diventare il suo Popolo. Israele accetta. Dono di nozze diventa la Legge, il Decalogo, i dieci comandamenti. (Dal c. 19 al 24).
4°. 16 marzo.
Le norme per la nuova convivenza tra Yhwh e Israele, e le regole per la costruzione del Santuario, che sarà il luogo degli incontri. (Dal c. 25 al 31).
5°. 23 marzo.
Mentre Mosè è sul monte a colloquio con Yhwh, Israele lo tradisce. Si costruisce e adora il Vitello d'oro. L'ira di Yhwh, il pentimento d'Israele e una nuova Alleanza. (Dal c. 32 al 34).
e ultimo incontro. 30 marzo.
Le regole per costruire il Santuario che sarà il luogo degli incontri tra Yhwh e Israele. (Dal c. 35 al 40).

L'Esodo rappresenta per tutti il passaggio dalla schiavitù del potere-possesso alla libertà del dono-servizio come amore reciproco. Tutti invitati.
Gli amici del Centro Studi.


domenica 12 febbraio 2012

L'impegno di cristiani'senza frontiere'



Cristiani che vogliono essere veri
(comunicazioni ricevute tramite G. Saglietti )

TORINO - Associazione OPPORTUNANDA
Via Sant'Anselmo 28
alle ore:  15.00

Leggiamo il vangelo di Matteo

Il primo incontro biblico sul vangelo di Matteo, organizzato dalla Comunità di base di Torino insieme
al gruppo Amici di Adriana Zarri, ha visto grande interesse e partecipazione. Continueremo il percorso
sabato 18 febbraio e sabato 24 marzo, dalle ore 15 alle ore 17.30, presso l’Associazione
Opportunanda, via s. Anselmo 28, a Torino. La lettura sarà guidata da p. Ernesto Vavassori.
tel. 011-8981510 email carlo.gabriella@fastwebnet.it
ALBUGNANO
Cascina Penseglio - Comunità Emmaus
alle ore:  09.00

DOMENICHE DEI NOSTRI PERCHE' SULLA FEDE
I 10 comandamenti evitiamo di tornare alla religione della legge
Il tema di quest'anno sono le dieci parole che Dio ci ha detto perché riuscissimo ad individuare il senso del cammino nostro come individui, come collettività. Parole che non sono semplicemente leggi da osservare, ma direzioni da prendere per essere veri uomini e amici di Dio.
Il tema di questa domenica è: ONORA IL PADRE E LA MADRE - NON UCCIDERE
011-9920841
RIVOLI - SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE
Via Capra 27
alle ore:  15.30

CONVEGNO: Il gioco d'azzardo legalizzato
un commercio che impoverisce cittadini e commercianti?
Intevengno: Sindaco e Asesori; specialisti: Paolo Jarre – Direttore Dipartimento “Patologia delle dipendenze” ASL
TO3 Regione Piemonte,
Angela De Bernardis – Direttore SER.T. Ciriè – ASL TO4 Regione Piemonte,
Daniela Capitanucci – Psicologa – Presidente di AND – Azzardo e Nuove Dipendenze – Varese,
Federica Devietti Goggia – Psicologa - Servizio Spazio Altrove (Gioco d'azzardo Patologico) ASL TO3 Regione Piemonte,
Federica Dilascio e Paola Tacconi - Libera Piemonte,
Un rappresentante di Ascom Piemonte,
Un rappresentante di Novacoop Piemonte;
Moderatore: Davide Pelanda , giornalista freelance

info: davide.pelanda@yahoo.it
TORINO
Comunità Luterana, Via Sant’Antonio 5
alle ore:  21.00

Incontri Ecumenici di preghiera

Gli incontri si terranno il primo sabato del mese alle ore 21. I prossimi appuntamenti saranno:
sabato 3 marzo 2012 presso la Comunità Luterana, Via Sant’Antonio 5;
lunedì 2 aprile 2012 durante l’Incontro ecumenico di PASQUA SERMIG, piazza Borgo Dora 61;
sabato 5 maggio 2012 presso la Parrocchia Santo Natale, Via Boston 37;
sabato 2 giugno 2012 presso la Parrocchia Ortodossa S. Croce, Via Accademia Albertina 11;
sabato 7 luglio 2012 presso la Chiesa Evangelica Valdese, Corso Principe Oddone 7;
sabato 1 settembre 2012 presso la Parrocchia Santa Croce, Via Gattinara 12;
sabato 6 ottobre 2012 presso la Chiesa Evangelica Battista, Via Passalacqua 12;
sabato 3 novembre 2012 presso la Chiesa Evangelica Apostolica, Via Monginevro 251;
sabato 1 dicembre 2012 presso la Parrocchia Madonna di Pompei, Via san Secondo 90;
sabato 5 gennaio 2013 presso la Chiesa Cristiana Avventista, Via Rosta 3.
TORINO - Centro Incontri Regione Piemonte
corso Stati Uniti 23
alle ore:  21.00

Incontro con Franco Garelli
I giovani e la politica
calendario dei prossimi incontri
8 MARZO 2012
Franco Garelli, sociologo:
i giovani e la politica
12 APRILE 2012
Angelo Miglietta, economista:
I giovani e l’economia
tel. 011-5623423-340-1007222

cattedradeldialogo@agdonline.it
ASTI - Foyer delle famiglie
via Milliavacca 5
alle ore:  21.00

INCONTRI CON PAOLO DE BENEDETTI
Il riposo necessario: sabato e giubileo
Calendario dei prossimi incontri:
9 marzo 2012 - Il riposo necessario: sabato e giubileo (Paolo)
20 aprile 2012 - Sapienza umana nelle Scritture (Maria)

marcatod@libero.it
TORINO - PALAGINNASTICA
via Pacchiotti 71
alle ore:  18.00

CONVEGNO INTERNAZIONALE: Culture indigene di pace

L’Associazione Culturale Laima, con il sostegno di Tides Foundation e il Patrocinio del Comune di
Torino e della Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, organizza un Convegno
Internazionale dal titolo: Culture indigene di pace - Donne e uomini oltre il conflitto, a Torino dal 16
al 18 Marzo. Esistono culture che vivono secondo la logica del dono e del non sfruttamento? Si può
vivere in un mondo in cui il conflitto trova soluzioni alternative alla violenza? Dove i bambini vivono
nell’amore e nella sicurezza? Cosa succede quando anche le donne hanno un ruolo di leadership?
Quanto conta la spiritualità declinata al femminile all’interno di una società di pace?
Culture Indigene di Pace propone un confronto con le società di pace tuttora esistenti: esempi di
collettività egualitarie dove non sussistono forme di violenza su donne e bambini, né tantomeno la
guerra. Tre giorni di conferenze, workshop ed eventi.
Info e iscrizioni: www.associazionelaima.it
TORINO - Colegio de Salamanca
via Buozzi 2
alle ore:  15.30

CORSO BIENNALE TEOLOGIA DEL PLURALISMO RELIGIOSO
La grande famiglia dell’induismo
L'incontro terminerà alle 18;
Bibliografia consigliata:
Testo base:Hinduismo, a cura di G. Filoramo, Laterza
giupaz@tin.it

sabato 11 febbraio 2012

Cristiana Dobner, Il volto. Principio di interiorità


Unite nella tragicità del loro destino nell’anus mundi di Auschwitz quando infuriava l'aberrante ideologia nazista.Due volti, dalle molteplici espressioni, segnati da cicatrici che sarebbero potute risultare devastanti e che invece gettano luce, diversa indubbiamente, per la vita delle persone e indicano loro una scoperta frontale e coinvolgente che lega le due testimoni d’umanità e di ricerca di Dio: il volto quale principio di interiorità propria e altrui.Il volto di Edith Stein che si viene componendo grazie agli scritti degli amici, alle testimonianze dei processi di Beatificazione.Il volto di Etty Hillesum che si traccia dai suoi stessi scritti nell’incontro con altri volti.Il tema del volto è diventato il nuovo e più alto discorso filosofico della modernità consente l’incontro con l’altro, apre all’idea di infinito instaurando una relazione in cui si cerca l’altro, il senso profondo però non è racchiuso dalla relazione stessa ma rimanda più in là.

Prefazione di Lucetta Scaraffia


mercoledì 1 febbraio 2012

Il super cattolico che da presidente non baciò mai l’anello al papa


Il super cattolico che da presidente non baciò mai l’anello al papa

Gian Antonio Stella
«Rappresento anche i laici». Chiamato «Ostia» o «Oscar Maria Goretti» mantenne fermezza nel rapporto con la Chiesa. Infilzato dai nomignoli di «Ostia» Luigi Scalfaro e «Oscar Maria Goretti», portava immense sciarpe bianche che parevano la stola d’un prete e chiamava la Madonna «mia bellissima, dolce, incantevole, affascinante mamma». Da Capo dello Stato, però, non si inginocchiò mai a baciare l’anello. Neppure al Papa. E’ stato davvero uno strano incrocio, il presidente che se n’è andato ieri. Per metà piemontese e per metà calabrese, diceva di essere devoto insieme alla bagna cauda savoiarda e al peperoncino, che sosteneva d’usare in dosi atomiche. Più temeraria ancora, tuttavia, è stata la sua capacità di tenere insieme una fede così tradizionalista da tirargli addosso il marchio del bigottone e una fermezza assoluta sulla laicità dello Stato....... continua a legge, se vuoi, in: www.corriere.it, 30 gennaio 2012

sabato 28 gennaio 2012

Suggerimenti di lettura per parlarne e...pensare


Recensione/ E ora dove andiamo?
Il Medio Oriente salvato dalle donne
Buone notizie dal Medio Oriente. Nel Libano eternamente dilaniato tra mille fazioni è nata una regista che maneggia i generi più esplosivi e le trovate meno ortodosse con leggerezza da coreografa e mira da lanciatore di coltelli. Si chiama Nadine Labaki e qualcuno si ricorderà di lei per Caramel, la commedia ambientata in un salone di bellezza che rivelò il suo talento (e la sua grazia, Labaki è anche attrice, qui fa la padrona del bar). Stavolta però la 37enne scoperta a Cannes compone un’irresistibile requisitoria per la pace mescolando gli ingredienti più disparati con sfacciataggine, inventiva, felicità non comuni.
E ora dove andiamo? si apre infatti con una memorabile scena da tragedia greca - un gruppo di donne nerovestite avanza battendosi il petto e quasi danzando in un paesaggio desolato - ma presto si trasforma in qualcosa di completamente diverso. Un’indiavolata commedia rusticana, parlata e qua e là cantata in arabo. Un western mediorientale in cui le donne hanno il ruolo dei buoni e gli uomini quello dei cattivi. Una favola con momenti musical ambientata in un paesino dove cristiani e musulmani convivono in naturale e precaria armonia. Ma solo perché mogli, madri, figlie, amiche, sorelle, si dannano anima e corpo per nascondere o smussare ogni possibile motivo
Perché c’è sempre qualcuno, da qualche parte, che attacca una chiesa o una moschea, e il contagio viaggia alla velocità della luce, ovvero della tv, visto che anche lassù è arrivata un’antenna parabolica più ecumenica di campanili e minareti. Il paese infatti è circondato di campi minati, difficoltà e pericoli sono pane quotidiano, l’orrore è sempre in agguato, senza distinzioni di religione. E perché nei maschi non si riaccenda la violenza le donne sono pronte a tutto. A mentire, a truccare la statua della Madonna, a tollerare gli scherzi più scemi e i flipper più gaglioffi, perfino a assoldare compiacenti spogliarelliste russe infiltrandole come agenti segreti nella comunità maschile.
Anche se l’idea più bella (e molto mediorientale) di questa strategia di pace non si può raccontare senza sciupare un film che vive di inventiva, di libertà, di salti di tono. E del piacere contagioso con cui Labaki dirige un cast folto quanto colorito mescolando attori e non (ognuno troverà i suoi beniamini, noi abbiamo un debole per la madre del ragazzo sfortunato e per la coppia formata dal sindaco e da sua moglie, una signora trovata in loco che ha la grinta e il fascino di una regina delle scene). Generosità non significa perfezione, qualcosa magari si poteva limare. Ma tanta energia è una benedizione. Se c’è un film che merita di diventare il simbolo delle primavere arabe (dei loro sogni), è questo.
(Da Il Messaggero.it
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Afghanistan: Libertà duratura
Il numero 165 della Rivista GUERRE&PACE è interamente dedicato all’Afghanistan, nel decennale dell’occupazione USA-NATO. Gli articoli sono stati scritti da molte di noi del CISDA (Patrizia Fiocchetti, Simona Cataldi, Cristiana Cella, Graziella Longoni), ma sono stati pubblicati anche contributi delle Associazioni afghane. Ne è venuto fuori un ottimo lavoro, che abbraccia i diversi aspetti della tragica realtà afghana, in una prospettiva nuova. Dall’Afghanistan, e sempre più spesso in occidente, ci viene chiesto di percorrere una terza strada, di uscire dagli schemi imposti dall’occupazione, di sostenere chi viene messo a tacere continuamente perché non funzionale alle logiche di governo e di occupazione: "le organizzazioni democratiche, in particolare delle donne, che si oppongono da sempre al fondamentalismo talebano e dei signori della guerra e alla presenza delle truppe Nato e alla loro guerra, cercando di costruire un Afghanistan diverso"
[Nota personale: altre notizie sull'argomento sono scoraggianti, Ausilia]
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Commercio equo per tutti.
Facile a dirsi; un tempo e parzialmente ha funzionato.
C’è un grande pericolo: le grandi imprese  per loro natura e struttura dei mercati non potranno fare altro che imporre le proprie politiche commerciali, che saranno tanto più sostenibili quanto più convenienti economicamente. Ed accettare politiche di liberalizzazione dei mercati, INVECE DI UNA LORO PROGRESSIVA RI-REGOLAMENTAZIONE, che, necessariamente andranno a sostenere i più forti sacrificando le comunità più piccole e la stabilità del pianeta. Ecco perché in Messico chiedono un forte ripensamento non solo al movimento statunitense, ma anche a quello mondiale.
Forse sarebbe opportuno ricominciare a parlarne, senza illusioni e senza demordere dal tentare il nuovo.

martedì 24 gennaio 2012

Da noidonne.org.


La  proposta di legge Tarzia  sui consultori familiari 
Sintesi  esplicativa
Mira  a riformare e riqualificare, 
in  maniera adeguata, i consultori familiari, 
attribuendo  ad essi, in ottemperanza di quanto stabilito  anche dalla Costituzione e dalla L.405/75,  funzioni interdisciplinari di  
consulenza,  
intervento,  
prevenzione 
per la famiglia,  per la coppia, per la donna.  
 ed organizzazione
Legge  n. 194/78  
art.  1:
lo  Stato garantisce il  diritto alla procreazione  cosciente e responsabile,  riconosce il valore  sociale della maternità  e tutela la vita  umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza non è mai un mezzo per il controllo delle nascite.
art.  2:
Il  colloquio nel consultorio  deve essere teso a  rimuovere le cause che  inducono la donna all’interruzione  volontaria di gravidanza. I consultori possono avvalersi, per i fini previsti dalla legge, della collaborazione di associazioni di volontariato.
art.  5:
Il  consultorio dovrà esaminare  le possibili soluzioni  dei problemi proposti,  per aiutare la donna  a rimuovere le cause  che la porterebbero  alla interruzione della  gravidanza.



 
La  proposta di legge non intende eliminare  i consultori, né tanto meno vuole in  qualche modo etichettarli come esclusivo dominio  di una certa parte sociale  
anzi,  al contrario, ripropone una matrice pluralistica  per una più ampia partecipazione interdisciplinare  che comprenda ciascun operatore sociale. 
I  consultori pubblici continueranno ad esistere

ma, in più, si potrà accedere anche a consultori promossi da associazioni e dal
volontariato, perché le donne possano essere libere di scegliere
il consultorio che vogliono
.
PIÙ  CONSULTORI  = + POSSIBILITA’ + AIUTO+ LIBERTA’
 PER OGNI DONNA
Legge  regionale n. 32/2001, Norme per il sostegno  alla famiglia, tra gli obiettivi di cui  all’art. 2, si elenca una serie di  adempimenti : 
la  garanzia del diritto  a formarsi una famiglia, 
la  salvaguardia della gravidanza  e del nascituro 
dal  momento del concepimento  al parto, 
la  rimozione di eventuali  ostacoli alla gravidanza,  di ordine abitativo,  lavorativo ed economico.
Pertanto,  la proposta di legge Tarzia 
si  prefigge lo scopo di ridisegnare le procedure  consultoriali di assistenza 
e  consulenza alla famiglia, alla maternità 
e  alla donna in difficolta’ per una gravidanza,  distinguendo due autonomi procedimenti.
Il  primo, un procedimento non tecnico-sanitario, ma inteso come percorso di socializzazione – nel senso di ricondurre in seno alla società – delle problematiche. 
accoglienza,  
consulenza  
e sostegno.  
Le parole d’ordine
che  caratterizzano questa fase sono
Dopo  l’ascolto, il consultorio propone alla donna  e alla coppia, con adeguati consigli interdisciplinari,  il riconoscimento del valore primario della  vita, della maternità 
e  della tutela del figlio concepito, predisponendo  eventuali aiuti 
anche  di carattere economico.
La  struttura di questo procedimento consente una  fruttuosa collaborazione 
tra  qualificate 
organizzazioni  sociali, 
associazioni  di volontariato, 
istituzioni  pubbliche 
e  strutture consultoriali non pubbliche, 
senza  che vengano in alcun modo 
negati  o limitati i diritti della donna.
Qualora  la donna non accolga le proposte avanzate  nella prima fase, si aprirà, previa verbalizzazione  anonima del dissenso informato, il secondoprocedimento:  
a  disciplinare questa seconda fase è chiamata  la già citata legge sull’interruzione volontaria  della gravidanza n. 194/1978.
La  proposta di legge Tarzia
prevede,  tra l’altro, l’istituzione di:  
fondi  regionali 
per  la famiglia e la maternità 
  un comitato di Bioetica
indipendente  per la valutazione
dei  servizi consultoriali  .
LEGGI  IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE
E POI SCEGLI TU!

SE LA CONDIVIDI FATTI SENTIRE SU :

www.olimpiatarzia.it

martedì 17 gennaio 2012

Notizia per ora senza commenti

Movimento dei forconi, Sicilia. Di che razza è? Alcuni segni sono inquietanti. Vediamo.
Si ripete al sud un vecchio copione delle crisi, la destra non più di governo che torna ad infiltrarsi tra le richieste degli strati in crisi.
A capo del Movimento dei Forconi c’è, pare, Mariano Ferro, ex Mpa e molto vicino a Lombardo. Spalleggiato dal sindacato degli autotrasportatori siciliani di Giuseppe Richichi il movimento dei forconi non usa mezzi termini: calci in culo per tutti. Peccato che alla manifestazione del 15 dicembre a Catania, a rivolgersi indisturbato ai manifestanti, fosse il leader della sezione etnea di Forza Nuova, Gaetano Bonanno. Un altro leader del movimento dei Forconi, Martino Morsello è stato tra gli ospiti speciali del recente congresso di Forza Nuova tenutosi a dicembre a Tivoli (Roma).
Altro spunto: legato alla protesta c’è il presidente del Palermo Calcio, leader del “Movimento per la gente” e uomo tra i più ricchi d’Italia, Maurizio Zamparini, invitato d’onore ad un incontro del movimento dei forconi e del sindacato autotrasportatori, lo scorso 10 gennaio.Insomma. Non tutto sembra poi così popolare e basista…
Ne parleremo quando saremo meglio informati

venerdì 13 gennaio 2012

Recensioni e schede




di Franco Marcoaldi, la Repubblica, 13/01/2012

Nell'Italia del Trecento la parola "paesaggio" non è ancora comparsa e basterebbe questo dato di fatto ad attutire gli entusiasmi di quanti - a cominciare da Alexander von Humboldt e Jacob Burckhardt - hanno individuato in Francesco Petrarca l'antesignano di tale concetto, plasticamente evidenziato dalla famosa lettera sull'ascesa al monte Ventoso. Carlo Tosco lo ricorda nella prefazione al suo bel libro Petrarca: paesaggi, città, architetture... 

di Roberto Esposito, la Repubblica, 11/01/2012

Torna il reportage che il critico italiano fece sull'incontro tra intellettuali europei.
Filosofi e studiosi si videro nel 1946 per cercare di ricostruire l'identità continentale dopo la guerra, ponendosi problemi molto simili a quelli di oggi.
 La prima sensazione che procura la lettura del brillantissimo reportage giornalistico, redatto da un giovane Gianfranco Contini, dell'incontro internazionale tra intellettuali europei svoltosi....
 

di Maurizio Crosetti, la Repubblica, 11/01/2012

Un libro di Sconcerti sull'origine del primo re di Roma.
Un racconto che tocca episodi noti e meno noti e che s'intreccia allo sviluppo dell'Urbe.
Passando con disinvoltura da Totti a Romolo, cioè dall'ultimo re di Roma al primo, Mario Sconcerti realizza insieme una specie di inchiesta e un'intervista con la storia, ma anche una cronaca minuto per minuto, tempi supplementari compresi. Il prodotto di tutto questo lavoro è un libro dal....

giovedì 12 gennaio 2012

Afghanistan: Libertà duratura


Il numero 165 della Rivista GUERRE&PACE è interamente dedicato all’Afghanistan, nel decennale dell’occupazione USA-NATO. Gli articoli sono stati scritti da molte di noi del CISDA (Patrizia Fiocchetti, Simona Cataldi, Cristiana Cella, Graziella Longoni), ma sono stati pubblicati anche contributi delle Associazioni afghane.Ne è venuto fuori un ottimo lavoro, che abbraccia i diversi aspetti della tragica realtà afghana, in una prospettiva nuova. Dall’Afghanistan, e sempre più spesso in occidente, ci viene chiesto di percorrere una terza strada, di uscire dagli schemi imposti dall’occupazione, di sostenere chi viene messo a tacere continuamente perché non funzionale alle logiche di governo e di occupazione: "le organizzazioni democratiche, in particolare delle donne, che si oppongono da sempre al fondamentalismo talebano e dei signori della guerra e alla presenza delle truppe Nato e alla loro guerra, cercando di costruire un Afghanistan diverso".
 E’ possibile trovare Guerre&Pace in edicola, o richiderlo per mail     guerrepace@mclink.it

mercoledì 11 gennaio 2012

Segnalazione

Viottoli n. 2/2011 (anno XIV)
Semestrale di formazione comunitaria
DOSSIER – Piccola ricerca sul sacramento dell’ordine
testi e riflessioni di:    Mauro Pesce, Giovanni Franzoni, Giancarla Codrignani, Augusto Cavadi, Mira Furlani, Alessandro Esposito, Catti Cifatte, Tonino Cau, Lidia Menapace, Salvatore Domolo, Ausilia Riggi, Marcello Vigli, Giuseppe Barbaglio, Amilcare Giudici

lunedì 2 gennaio 2012

Chi era don Verzé - LA STAMPA. IT – CRONACHE -31/12/2011



Il sacerdote-manager stroncato da un attacco di cuore a Milano nel giorno dell'asta per il centro ospedaliero fondato 42 anni fa

MILANO
Un prete al di fuori dagli schemi. Lo si vedeva già dall’abito: grisaglia da manager, camicia bianca e cravatta. Don Luigi Verzè, 91 anni, fondatore del prestigioso ospedale e dell’Università Vita e Salute, finito poi indagato nell’inchiesta per la bancarotta sulla Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, è morto stamani, proprio nel giorno dell’asta per la vendita del centro ospedaliero fondato nel ’58. Una morte improvvisa che giunge dopo il tragico suicidio del suo braccio destro, Mario Cal, che il 20 luglio scorso si sparò in ufficio: era appena scoppiato lo scandalo del debito-monstre da 1,5 mld di euro accumulato dalla Fondazione. Una morte che alimenta i sospetti degli amici più cari. Al Bano, per esempio: «Ho sempre visto don Verzè come benefattore. E ora, dopo che tutti sono andati contro di lui, mi chiedo se è morto o l’hanno aiutato a morire. Quello che ha fatto è sotto gli occhi di tutti. Ha realizzato due gioielli per l’umanità unici: sono l’Università, frequentata da professori del calibro di Cacciari e Ernesto Galli della Loggia, e l’ospedale che è un fiore all’occhiello per l’Italia».
Don Verzè, nato a Illasi, nel Veronese, si era laureato in Lettere classiche e filosofia nel 1947 presso l’Università Cattolica di Milano ed era stato ordinato sacerdote nel 1948. A Milano, negli anni del dopoguerra, era stato molto attivo come organizzatore di scuole di avviamento professionale e nel 1950 aveva fondato il San Raffaele. Un attivismo, il suo, non sempre apprezzato dalle autorità ecclesiastiche, infatti nel 1964 la Curia milanese gli aveva comminato «la proibizione di esercitare il Sacro ministero» e nel 1973, la sospensione a divinis. Entrambe le condanne erano state in seguito revocate.
Al San Raffaele è stato capace di riunire ricercatori di fama mondiale, creando un polo di eccellenza, così come all’Università Vita e Salute dove nel dipartimento di filosofia sono arrivati pensatori come Massimo Cacciari, Emanuele Severino e Roberta de Monticelli. Quella sulla bancarotta non è la prima inchiesta che ha visto don Verzè indagato. In passato aveva subito diverse condanne per corruzione, istigazione alla corruzione e ricettazione anche se dopo tutti i gradi di giudizio, grazie alle prescrizioni, non ha mai subito una condanna definitiva. Ora la sua morte, proprio mentre si decidono le sorti della sua creatura portata, tra eccellenze e scandali, sull’orlo della bancarotta. Il San Raffaele va all’asta nel giorno della sua scomparsa ma l’aggiudicazione della gara tra i gruppi Humanitas, Polo San Donato e l’attuale gestore, la cordata Ior-Malacalza, si deciderà nei primi dieci giorni di gennaio. Il tutto mentre la procura di Milano continua le indagini sulla bancarotta, dalle quali emergono la creazione di fondi neri attraverso sovraffatturazioni ma anche spese folli, come l’aereo da 20 milioni di euro comprato perché don Luigi Verzè non gradiva i check-in cui tutti i passeggeri sono sottoposti prima dell’imbarco.
In molti lo hanno definito prete amico del potere. Di certo ha sempre reso pubblica la sua ammirazione per personaggi come Fidel Castro e Gheddafi. Ma il vero amico è stato Silvio Berlusconi: «Nel ’94 - ha detto una volta don Verzé - al tempo della sua discesa in campo, gli dissi che lui era una benedizione per il Paese, un dono di Dio all’Italia». Berlusconi ha sempre ricambiato l’affetto e in occasione del novantesimo compleanno del sacerdote, dopo averlo lodato per la ricerca avviata al San Raffaele per allungare la vita media delle persone fino a 120 anni, aveva raccontato: «Mi confessa e mi dà l’assoluzione senza neppure sentire i miei peccati perché, conoscendomi, già li conosce. Io a don Luigi auguro l’eternità perchè se c’è uno che se la merita è proprio lui».

Non ho commenti.... L'umanità ha bisogno di salvezza attraverso persone che rispecchino "l'immagine e somiglianza di Dio".