martedì 26 giugno 2012


In Politica siamo sulle corde..... Crollano le certezze e non possiamo inventare un futuro diverso, dato che fili invisibili ci legano a poteri che guardano le cose dalle loro poltrone. Almeno noi credenti, non dimentichiamo che, se la fede coincide con la vita, la partecipazione con tutti gli interrogativi, è un obbligo di coscienza, Ausilia

Brevi

giovedì 14 giugno 2012

Appuntamenti interessanti


FIRENZE - Scuole Pie Fiorentine
via Cavour 94
15 giugno, alle ore: 21.15

La Parola di Dio nella storia
presentazione del libro di Rosario Giué
“Ernesto Balducci. La Parola di Dio nella storia”
di don Rosario Giué
Prefazione di Raniero La Valle
edizioni Paoline, 2012.
Si parte dal libro di don Rosario Giué "La Parola di Dio nella storia" condotto sui testi delle omelie svolte dal padre scolopio che rappresenta, in questo contesto, una documentazione ricca di sollecitazioni e interesse.
All'evento parteciperanno l'autore e don Luigi Ciotti.

ventennalebalducci@gmail.com
ROSATE
Cascina Contina
17 giugno, alle ore: 09.30

Assemblea annuale di “Noi Siamo Chiesa”

L'incontro inizierà alle 9.30 e si concluderà alle 17; per il programma fare riferimento ai recapiti sotto indicati.

"I nostri incontri sono aperti a tutti gli amici e simpatizzanti di “Noi Siamo Chiesa”. Le decisioni formali sulle iniziative e l’organizzazione di NSC sono di competenza di chi partecipa alla vita del movimento mediante l’adesione a pieno titolo. Infatti l’incontro ha anche funzione di assemblea annuale dell’associazione “Noi Siamo Chiesa” con cui da sei anni organizziamo formalmente il nostro movimento.

Ti faccio presente, se non sei mai venuto, che questo nostro incontro è una occasione di conoscenza reciproca, di fraternità, di amicizia e di preghiera comunitaria in un luogo accogliente (nel parco del Ticino) ed espressione di una iniziativa di impegno e di solidarietà sociale molto importante a favore degli “ultimi”, quella della cascina Contina.
Se non puoi partecipare per favore scrivi o telefona per dirci quello che pensi, lo comunicheremo in assemblea."

022664753 - 3331309765 - vi.bel@iol.it
(ricevuto tramite G. Saglietti di "Tempi di fraternità"

martedì 12 giugno 2012

Le donne negli enti locali


Pari o Dispare ed Edenred sono liete di invitarvi al secondo appuntamento su Welfare, Servizi e occupazione femminile.
Lunedì 18 giugno, a Salerno, a partire dalle ore 15.45, presso la Sala dei Marmi, Piazza Palazzo di Città, ci sarà un importante incontro dedicato agli enti locali dal titolo:
Quale welfare per gli enti locali? Quali possibilità per le donne nel Mezzogiorno?
Gli ospiti saranno molti e prestigiosi, come da programma (in basso) (tra cui la Vice Presidente del Senato Emma Bonino, il Senatore Pasquale Giuliano,  Linda Laura Sabbadini (ISTAT), Severino Nappi Assessore al Lavoro  Regione Campania, Giovanni Savastano, Assessore al lavoro e alle politiche sociali di Salerno, Maria Lucia Galdieri, Assessore al lavoro e politiche sociali di Napoli e molti altri…
Vi preghiamo di confermare la vostra presenza a: segretariapod@gmail.com o al numero 342 17 62 202
 Programma:
Emma Bonino, Vice Presidente del Senato Pasquale Giuliano, Senatore, Presidente Comm. Lavoro* Vincenzo De Luca, Sindaco di Salerno*
Relazione introduttiva
Mezzogiorno: una emergenza chiamata donne, occupazione e servizi
Linda Laura Sabbadini, Direttore del Dipartimento delle Statistiche Sociali e Ambientali ISTAT

mercoledì 30 maggio 2012

Assemblea nazionale a 50 anni dal Concilio


Chiesa tutti chiesa dei poveri. Assemblea nazionale a 50 anni dal Concilio

Chiesa di tutti chiesa dei poveri. Assemblea nazionale a 50 anni dal Concilio
sabato 15 settembre 2012 (10-18) a Roma presso l’Auditorium dell’Istituto “Massimo” (zona Eur)
Nella consapevolezza dei promotori è ben presente il fatto che ricordare gli eventi non CONSISTE nel portare indietro gli orologi, ma NEL RIELABORARNE LA MEMORIA PER CAPIRNE PIÙ A FONDO IL SIGNIFICATO E FARNE SCATURIRE EREDITÀ NUOVE ED ANTICHE E IMPEGNI PER IL FUTURO.
In questo spirito i promotori invitano alla preparazione e alla celebrazione del convegno romano di settembre, che parteciperà in tal modo a un programma di iniziative analoghe che si stanno già realizzando, in diverse forme, in Europa e nel mondo e che si concluderanno nel dicembre 2015 con un’assemblea mondiale a Roma a cinquant’anni dalla conclusione del Concilio.
Vittorio BellaviteEmma CavallaroGiovanni CeretiFranco FerrariRaniero La ValleAlessandro MaggiEnrico PeyrettiFabrizio Truini
Promotori: Agire politicamente; Associazione “Cercasi un fine” (Ba); Associazione Cresia (Ca); Associazione Esodo (Ve); Associazione Mounier (Cr) (Rete dei Viandanti); Associazione nazionale Maurizio Polverari (Rm); Assemblea permanente S. Francesco Saverio (Pa); Associazione Sulla Strada – Attigliano (Vt); Associazione Viandanti (Pr); Beati i costruttori di pace (Pd); Casa della Solidarietà – Quarrata (Pt) (Rete dei Viandanti); Centro internazionale Helder Camara (Mi); Chicco di Senape (To) (Rete dei Viandanti); Chiesa-Città (Pa); Chiesa Oggi (Pr) (Rete dei Viandanti); Cipax (Rm); Città di Dio – Invorio (No) (Rete dei Viandanti); Comunità cristiana di base di S.Paolo (Rm); Comunità Cristiane di Base italiane; Comunità del Villaggio artigiano (Mo); Comunità di base delle Piagge (Fi); Comunità di Mambre – Busca (Cn); Comunità di S.Benedetto (Ge); Comunità di S. Rocco (Ca); Comunità ecclesiale di S. Angelo (Mi); Comunità La Collina (Ca); Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza); Fine Settimana (Vb) (Rete dei Viandanti); Fraternità degli Anavim (Rm); Galilei (Pd) (Rete dei Viandanti); Gruppo ecumenico donne (Vb) (Rete dei Viandanti); Gruppo Promozione Donna (Mi); Il Concilio Vaticano II davanti a noi (Pr) (Rete dei Viandanti); Il Dialogo – Monteforte Irpino (Av); Il filo (Na) (Rete dei Viandanti); Il Guado – Gruppo di riflessione su fede e omosessualità (Mi); Koinonia (Pt) (Rete dei Viandanti; La Rosa Bianca; Le radici e frutti (Ca); Lettera alla chiesa fiorentina (Fi) (Rete dei Viandanti); MIR- Movimento Internazionale per la Riconciliazione; Noi Siamo Chiesa; Nuove Generazioni (Rn); Oggi la parola – Camaldoli (Ar) (Rete dei Viandanti); Ore Undici (Rm); Parrocchia S. Maria Immacolata e San Torpete (Ge); Piccola Comunità Nuovi Orizzonti (Me); Preti del Friuli-Venezia Giulia della Lettera di Natale; Preti operai della Lombardia; Progetto Continenti – Roma; Progetto Gionata su Fede e omosessualità (Fi); Scuola popolare Oscar Romero (Ca); Vasti – scuola di ricerca e critica delle antropologie (Rm); Vocatio – Movimento dei preti sposati. Riviste: Adista; Cem mondialità; Combonifem; Confronti; Dialoghi; Esodo; Il Foglio; Il Gallo; Il Tetto; L’Altrapagina; Missioni Consolata; Missione oggi; Mosaico di pace; Nigrizia; Orientamenti sociali sardi; Popoli; Preti operai; Qol; Segno; Sulla Strada; Tempi di fraternità; Viottoli.
Che bella schiera! Rassodiamola con la nostra partecipazione nel possibile e nell’impossibile! Ausilia

martedì 29 maggio 2012


POESIA DI MARINA SIROLLA--29-5-2012
<< TERREMOTO!!>>

Trema la terra 
sobbalza tutto intorno,
oscilla sensazione di cadere,
panico un boato poi il silenzio.
Attoniti increduli! Il terremoto
risveglia la paura primordiale,
che costringe a fuggire,
non si può ragionare trema tutto dentro.
Il terremoto uccide ferisce 
distrugge crolla il passato 
e non vedi il presente,
edifici storici un frantumarsi di certezze.
Abitudini consolidate la rottura,
di schemi sconvolgimento totale,
delle coscienze che scuote,
ciò che siamo stati fino a quel momento.
Anche l'uomo più freddo impassibile
rimane stordito,
dolore,vite cancellate,
volti stravolti,strappati
dal grembo della terra.
L'uomo che raccoglie l'uomo
e la terra si apre,
emettendo un gemito di dolore,
in pochi minuti distrugge.
Se accadesse a noi!!!!!!!

Grazie, Marina

sabato 26 maggio 2012

Dal sito delle teologhe


LE TEOLOGHE RILEGGONO

IL VATICANO II:

ASSUMERE UNA STORIA,

PREPARARE IL FUTURO

—–

Perle del Concilio di Serena Noceti


                                                                                   «Tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!» (Ct 4, 9)
GS 60: La partecipazione propria e necessaria delle donne nella vita culturale sia riconosciuta e promossa.                                                                                   «Tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!» (Ct 4, 9)
GS 60: La partecipazione propria e necessaria delle donne nella vita culturale sia riconosciuta e promossa.                                                                                   «Tu mi hai rapito il cuore con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!» (Ct 4, 9)
GS 60: La partecipazione propria e necessaria delle donne nella vita culturale sia riconosciuta e promossa.

domenica 20 maggio 2012

Alternative femminili o semplicemente "alternative"?


Al seminario di Officina dei saperi femministi, registrato per www.radiodelledonne.org, ci si è chiesto: Come è successo che da ‘regola della casa’ l’economia oggi sia il territorio di potenze finanziarie che giocano a dadi con denaro virtuale condizionando e più spesso spezzando le vite reali e concrete di donne e uomini in paesi che rischiano la bancarotta, o sono ostaggi di poche decine di banche?
Esiste un pensiero alternativo femminile su questo argomento…?
Leggi in www.womens.net il commento di Monica Lanfranco al libro “Prendi i soldi e scappa: Denaro, potere, dono, gratuità. Visioni di donne sull’economia

Mia modesta riflessione PERSONALE:
Siamo in ricerca di pensiero alternativo femminile…. In verità non pochi si fanno la stessa domanda, e l’aggiunta “femminile” ha valore come lo hanno tutti gli altri tentativi alternativi. Io vorrei far nascere dal nulla (come il Creatore) PERSONE NUOVE, sperando nella storia che le ha suscitato nei passagi culturali, frutto, a volte, di una necessità storica. E’ sul clima culturale che abbiamo possibilità di incidere con le nostre analisi, femminili e non.

venerdì 18 maggio 2012


Libri, maggio 2012 di Tiziana Bartolini in www.womennews.net

 

Libere sempre, Einaudi, l'ultimo libro di Marisa Ombra

 

Una lettera, amorosa, alle donne di domani perchè il futuro sono loro. [leggi  giù il “secondo me” e possibilmente di' la tua]


Settantatre sono gli anni di differenza tra Marisa Ombra e una giovane interlocutrice. Quando compiva i suoi 14 anni, nel “lontanissimo 1939”, la Seconda guerra mondiale irrompeva nella vita che “si svolgeva nella più assoluta normalità” mentre “le quattordicenni di allora si preoccupavano intensamente delle stesse cose che stanno in cima ai tuoi pensieri di oggi”. Il mondo era sconvolto da una violenza disumana e l’anoressia era stato il suo rifiuto dell’evidenza, la “difficoltà a spiegarsi il mondo e l’assenza di ragioni per esistere e nessuna motivazione per immaginare un futuro”. Lo scossone arriva dal padre, che coinvolge “tutta la famiglia nel lavoro clandestino preparatorio degli scioperi del ’43, quelli che, insieme allo sbarco degli Alleati in Sicilia, avrebbero decretato la fine di Mussolini”. Con la lotta partigiana guarì l’anoressia e “molti altri problemi che stavano agitando la mia adolescenza. Per esempio il come e il chi volessi essere”. Si osserva, Marisa Ombra, e si descrive, da staffetta, in un lavoro “solitario e perciò molto pericoloso”, accompagnato dalla paura di sbagliare ma anche da un sentimento di “potenza”. Arriva il parallelismo con l’oggi, il messaggio alla giovane con la quale conversa Ombra: “ a tutte si presenta il momento in cui è obbligatorio scegliere i mattoni sui quali costruire la propria vita”, i “fondamentali”. Tra questi, la libertà, assaporata in momenti o situazioni apparentemente banali, come “camminare da sola lungo i crinali e i sentieri delle Langhe”. E poi la bellezza della solitudine. Come si può spiegare il fascino della solitudine a giovani che sono ‘liberi’ di vedersi a qualsiasi ora, che si telefonano e si scrivono continuamente? Ma sono i momenti di rottura, con le consuetudini e con le tradizioni, quelli su cui maturano nuove consapevolezze, e le ragazze che - come Ombra - avevano scelto la lotta partigiana, insieme ai pericoli vissero (e inventarono) nuove modalità nei rapporti con gli uomini. “La Liberazione aveva liberato molte cose. Aveva rotto le gabbie… Ci si parlava. Si imparava a vivere in libertà”. Ma era solo l’inizio. “Il cammino per far diventare ordinarie quelle regole straordinarie si è rivelato lungo e tortuoso”, e l’impegno delle donne non è mai venuto meno.
Quali sono i miti della tua generazione, cara, giovane amica? La domanda non arriva per caso, da parte di chi ha vissuto tutta la vita innamorata di un mito: “L’errore più grande”, scrive Marisa Ombra, che poi ha fatto la grande fatica di “smitizzare il mito senza rinunciare alla passione” mantenendo fermi due punti: libertà e responsabilità. Eccoli, i ‘fondamentali’, spiegati a chi è nato sotto l’imperio del mito dell’estetica e del corpo in vendita. Apri gli occhi, cara, giovane, amica e, abbandonando la solitudine dell’automobile, prova la gioia di incontrare sull’autobus “una vasta umanità, varia e ricca di cose diverse da quelle che conosci”. Marisa Ombra passa la parola alla giovane e (per ora) silente amica, parte di quella “metà del mondo che è emersa”, meraviglioso “auspicio che già da solo basta a restituirti un futuro”. (T. B.)

Secondo me
E’ sempre così: quando si coltiva un mito, nel momento del ‘fare’ ci pare di poter trasferire il mito in realtà, e godiamo uno spezzone di libertà che diventa il parametro del nostro ancoraggio esistenziale. Ovunque vedo la fede in un mito; altrimenti vedo di peggio: la disillusione più nera e disarmante. Da pate mia cerco di liberarmi continuamente di ogni assoluto e di restituire alla fetta di quotidiano il buoN pane di una ricerca appassionata di verità. La frase “la verità vi farà liberi” non significa mitizzare la stessa verità, altrimenti il circolo vizioso mette subito una sua radice; significa PREGUSTARE UNA VERITA’ SAPENDO CHE NON è LA LIBERTA’ .
Un’altra nota: “le donne saranno il futuro”? No ma le donne assieme agli altri…
Ausilia 

venerdì 11 maggio 2012

Ai funerali del prete sposato Stefano Gastaldi massiccia e cospicua presenza della gerarchia ecclesiale. Trionfo della sua linea moderata in difesa dell'istituzione? o un modo, come è stato detto d suoi compagni/e di viaggio, per lavarsi la coscienza rispetto all'intransigente forma di emarginazione a cui è condannato chi 'non sparisce come prete'?
Le donne purtroppo in maggioranza aiutano il marito prete sposato a farsi i fatti suoi.... Poi ci sono le testarde-sofferenti donne-nascoste aspiranti a sposare il 'loro' prete che guastano le feste, perché non vogliono scomparire e intanto non sanno adottare le strategie giuste... Poi ci sono pochissime mogli pronte, come me  ad ESSERCI QUALI MOGLI DI UN PRETE.
Ma, almeno io non voglio le onoranze funebri dell'ufficialità gerarchica. e forse non farebbero mai ciò che hanno fatto per Stefano, ostinato nella fedeltà, per lui sinonimo di non-denuncia leale, anche se non irrispettosa.
Ausilia

lunedì 7 maggio 2012

“L’unione laica contro tutte le discriminazioni”



Pubblico per conoscenza quanto bolle nella pentola delle donne: è cosa doverosa informarsi su queste iniziative che ci permettono di collegarci, e possibilmente in maniera concreta, con CHI OPERA PER IL BENE COMUNE. Esiste una società civile che tende a divenire tale realmente, Ausilia:

"Care Amiche e Amici,
è’ con piacere che  Pari o Dispare vi invita giovedì 10 maggio a partire dalle ore 18.30, a Milano, presso il Mondadori Multicenter in via Marghera 28,  a un evento organizzato da Pari o Dispare e da Equality Italia sulla lotta alle discriminazioni.
Il titolo dell’incontro è:
“L’unione laica contro tutte le discriminazioni”

 Programma:
 I panel
I diritti di tutti e le confessioni religiose
Introduce: Rosaria Iardino, Equality Italia

Emma Bonino, Vice Presidente del Senato e Presidente Onoraria Pari o Dispare
Aurelio Mancuso,  Presidente Equality Italia
Daniele Nahum, Vice Presidente Comunità ebraica Milano
David Piccardo, Coordinatore CAIM
Modera il dibattito: Cristina Sivieri Tagliabue, giornalista 
II panel
Nuovi strumenti e nuove alleanze per combattere le discriminazioni multiple

Introduce e modera: Valeria Manieri, Pari o Dispare
Cristina Molinari, Presidente Pari o Dispare
Yuri Guaiana, Segretario di Certi Diritti
Marilisa D’Amico, consigliera comunale Pd Milano
Rosaria Iardino, Equality Italia
Michael Blanga Gubbay, Responsabile BEST (Bocconi Equal Students)
Al termine dell’evento  vi sarà una cena con tutte le socie e i soci di Pari o Dispare e con chi abbia voglia di unirsi a noi.
Per informazioni e adesioni scrivi all’indirizzo mail:  segretariapod@gmail.com
Vi ricordiamo che sempre il 10 maggio Pari o Dispare sarà presente con altri due incontri a Milano:
La mattina dalle ore 10.30, presso l’Università Bocconi in un incontro sulle discriminazioni di genere, donne e lavoro cui parteciperanno la Segretaria di Pari o Dispare Valeria Manieri, la Professoressa Paola Profeta, la Vicedirettore Corriere della Sera e autrice del blog La 27esima ora Barbara Stefanelli
Il pomeriggio un prestigioso appuntamento, a partire dalle ore 15.30, nell’aula Magna Bocconi (via Gobbi 5) sullo sviluppo sostenibile, sotto tante accezioni, organizzato da CReSV Centro di Ricerche su Sostenibilità e Valore dell’Università Bocconi, Fondazione Ernesto Illy, Centromarca e Corriere della Sera, che vedrà tra i molti importanti relatori anche il Premio Nobel Amartya Sen ed Emma Bonino, Vice Presidente del Senato e Presidente Onoraria di Pari o Dispare. Speriamo di vedervi numerose".
Cristina Molinari,  Presidente Pari o Dispare

venerdì 4 maggio 2012

L'eucarestia senza prete?


Dissento prima di pubblicare. Si tratta di correttezza. Siamo liberi di vivere la fede nel miglior modo che ci è possibile, ma di non fare della propria libertà un modello che intacchi l’istituzione ecclesiale. E non per idolatrare le sue “leggi”, bensì per non diventare setta-contro. LA CHIESA CAMBIERA’ NELLA MISURA IN CUI LE NOSTRE NOVITA’ saranno presentate senza la pretesa di scardinare con arroganza l’esistente.

 

Austria: premio ai “disobbedienti”. E il movimento rilancia l’eucarestia senza prete  (Ludovica Eugenio Adista n. 17/2012)

La Pfarrer-Initiative, l’iniziativa dei preti austriaci promotori nel giugno 2011 di un “Appello alla disobbedienza” (v. Adista nn. 55 e 65/11), ha ricevuto, il 22 aprile scorso, il Premio Herbert Haag 2012 per la libertà nella Chiesa. A ritirare il premio, consistente in 10mila euro e promosso dalla omonima Fondazione – creata nel 1985 dal professor Herbert Haag, docente di teologia all’Università di Tübingen, e attualmente presieduta dal teologo Hans Küng –, è stato il fondatore dell’Iniziativa, p. Helmut Schüller. Motivo del conferimento: aver raccolto l’«emergenza pastorale» derivante dalla sempre più grave carenza di preti nella Chiesa cattolica e «averla affrontata con affermazioni chiare e azioni coraggiose e decise».
Qualche giorno prima del conferimento del premio, la teologa tirolese Martha Heizer, che qualche mese fa aveva sposato la proposta dei “disobbedienti” di rendere possibile l’eucaristia senza sacerdoti grazie a forme private di celebrazione (v. Adista n. 67/11) – scontrandosi così con il netto disaccordo del vescovo di Innsbruck mons. Manfred Scheuer che l’aveva condannata come prassi da riferire immediatamente in Vaticano, annunciando inoltre l’avvio di un’indagine preliminare in proposito –, ha deciso di lanciare il guanto della sfida al Vaticano, affermando la propria volontà di andare avanti nel suo progetto, a costo di incorrere nella scomunica.
In realtà, Heizer non vuole parlare di «eucaristia privata» ma di «messa nella chiesa domestica», come ha puntualizzato in un’intervista al quotidiano austriaco Der Standard (6/4) in cui annunciava di voler celebrare in questo modo le liturgie del triduo pasquale. Non si tratta, ha sottolineato, di imitazioni dell’Eucaristia, come si vuole far credere: «Siamo cinque ed ogni volta è sempre diverso. Sediamo intorno a un tavolo. È una normale celebrazione dell’Eucaristia, come in parrocchia. Usiamo solo la Bibbia, come testo. Preghiamo spontaneamente e personalmente. Abbiamo pane e vino e chiediamo allo Spirito di trasformarli, e di trasformare anche noi. Mangiamo e beviamo insieme, cantiamo e preghiamo molto». «Non mi importa ricevere un riconoscimento dall’esterno», ha aggiunto. «Per noi si tratta di un’Eucaristia, ne siamo felici e ci fa bene». «Nella Bibbia, Gesù ha detto “Prendete e mangiate”, non “Prendete e mangiate quando c’è un prete”», ha aggiunto. «Il cambiamento viene dal basso». A giudicare da quanto afferma la stessa Martha Heizer, la piccola comunità è già incorsa in un interdetto, ossia una sorta di scomunica comunitaria, con la quale i componenti sono esclusi dalla celebrazione di atti pubblici. Potrebbero, tuttavia, essere individualmente colpiti da scomunica.
Dal canto suo l’iniziativa dei parroci austriaci ha incassato anche la solidarietà del Movimento internazionale “Noi siamo Chiesa”, che ha affermato, in un comunicato diffuso in occasione del settimo anniversario dell’elezione al soglio pontificio di Benedetto XVI, che «il dialogo nella Chiesa è il solo modo di superare la profonda crisi mondiale attuale nella Chiesa cattolica». L’«anno della fede» lanciato per il 2012, si legge, deve diventare anche un «anno di dialogo»; invece di esigere un’obbedienza cieca, tutte le questioni contenute nell’appello della Pfarrer-Initiative dovrebbero essere esaminate attentamente una ad una, e non nel loro insieme.
Nel frattempo, uno dei leader dei parroci “disobbedienti”, Peter Paul Kaspar, cappellano dell’Accademia e degli Artisti di Linz, ha scritto una lettera aperta all’arcivescovo di Vienna nonché presidente della Conferenza episcopale austriaca card. Christoph Schönborn, in merito al caso di Florian Stangl, il giovane omosessuale riconfermato dal cardinale stesso nella carica di consigliere parrocchiale a Stützenhofen (v. Adista Notizie n. 14/12): anche questo, ha detto, è un esempio di «disobbedienza», o meglio di obbedienza alla propria coscienza invece che alle leggi romane. «Il fatto che lei – si legge nel testo della lettera – ci abbia chiesto di correggere il titolo dell’appello invece di discutere il contenuto la dice lunga sul modo in cui lei intende l’autorità: lei parla dell’obbedienza dovuta a Dio, al suo insegnamento e alla nostra coscienza piuttosto che a lei in persona e al suo ruolo». A proposito del caso di Stangl, Kaspar ricorda che Schönborn «ha chiesto un incontro con un parrocchiano gay, eletto al consiglio pastorale a larga maggioranza, perché vive in una unione registrata con il suo compagno. E ha appoggiato la decisione della parrocchia». Ora è possibile che l’arcivescovo «venga accusato da un tribunale canonico romano. Lei ovviamente aveva già avuto modo di rifletterci e ha deciso di continuare con la sua “disobbedienza”». Cosa che rappresenta «un esempio positivo del fatto che un vescovo in carica obbedisce alla propria coscienza anche se la Chiesa o la legge romana stabiliscono altro. Noi approviamo la sua “disobbedienza” come la gratificante responsabilità di un pubblico ufficiale “coscienzioso”».

martedì 1 maggio 2012

Meglio morti che disoccupati?


Leggo attraverso Google:

Meglio morti che disoccupati?

02/05/2012

Il primo maggio è passato in modo amaro. Le manifestazioni partecipate, e il rito sempre più usurato del Concertone sono state funestate da un tragico lutto. Una persona è morta lavorando proprio il Primo Maggio, una tragica novità che non si ricordava a memoria d’uomo. Il suo nome era Vasile Copil, ed era un immigrato rumeno che lavorava per una cooperativa romana.
La morte del povero Vasile rammenta però quanto la Festa del Lavoro sia cambiata drammaticamente nel corso degli ultimi anni. Una volta bisognava difendere la dignità dei lavoratori, mentre ora un’occupazione inizia ad apparire come un privilegio. Nell’Europa piagata dalla grande crisi, dove in molti paesi un terzo dei giovani non svolge alcun tipo di attività, ricevere un salario sembra il lusso che non è e non dovrebbe essere.
Ricevere una paga in modo regolare, la normalità per poter sopravvivere in qualsiasi società basata sul lavoro, è un miraggio per così tante persone che viene scambiata per condizioni inaccettabili.
Diritti sempre più compressi, oppure regole di sicurezza palesemente ignorate e non contestate dai lavoratori per il terrore di perdere l’occupazione.Nell’Europa del 2012 il regresso politico e sociale del lavoro è stato così forte che perfino un povero operaio di 51 anni può apparire un privilegiato a tanti giovani disoccupati da tempo ormai immemore.

mercoledì 25 aprile 2012

Libri consigliati da Beppe delle cdb di Pinerolo


Massimo Michele Greco (a cura di), LETTERE DAL SILENZIO. Storie di accoglienza e assistenza sanitaria di donne che hanno subito violenza, Franco Angeli ed, Milano 2011.
*****
Cormac McCarthy, LA STRADA, Einaudi ed, Torino 2007.
In un’atmosfera surreale da post-apocalisse (il fuoco ha ricoperto ogni cosa di cenere: cenere e silenzio) un padre e un figlio camminano.
Facciamo un passo per volta.
OK.Non mi lasciare la mano.
OK.
Qualunque cosa succeda.
Qualunque cosa succeda. (p.178)
Il bambino non rispose. Rimase seduto lì a capo chino, scosso dai singhiozzi.
Non tocca a te preoccuparti di tutto.
Il bambino disse qualcosa che l’uomo non capì. Cosa?, disse.
Il bambino alzò gli occhi, il viso sporco e bagnato. Sì, invece, disse. Tocca a me. (p. 197)

* * * * *
Gioconda Belli, NEL PAESE DELLE DONNE, Feltrinelli ed, Milano 2011.
Una pagina: “Non mi pento della follia di aver mandato tutti gli uomini a casa, dimettendoli dagli incarichi statali. Ammetto che era una misura radicale, ma, dato che Faguas è un piccolo stato, fortunatamente ci siamo potute concedere il lusso di costruire artificialmente un laboratorio in cui mescolare a piacere identità e ruoli. Ho pagato un prezzo. Ora come ora non mi azzarderei a proporre questo modello come assoluto affinché una società riconosca il valore delle donne, ma soprattutto le donne riconoscano se stesse, però so che nel mio paese ha segnato un profondo cambiamento e che sicuramente ne è valsa la pena. Basti vedere il rispetto che abbiamo ottenuto riguardo al lavoro domestico. Nessun uomo adesso considera denigrante stirare, lavare, cucinare o curare i bambini. Le nuove coppie di Faguas condividono gli impegni familiari. Nei quartieri si sono moltiplicate le mense comunali ed è aumentato il numero di “madri per vocazione” ben preparate; tutte le aziende sono dotate di asili nido e ci sono persino le “aree di sosta” che sognava Ifigenia, dove puoi lasciare i bambini quando vai a fare la spesa o le tue commissioni. Adesso figli e genitori non devono più separarsi fino al momento in cui i ragazzini, a dodici anni, cominciano a frequentare la scuola tradizionale. Inoltre ogni datore di lavoro considera la maternità come un apporto per il futuro della comunità e il tempo che i genitori dedicano ai figli come garanzia di una società sana. Le gang non esistono più, il problema della droga si è ridimensionato, siamo un florido paese produttore di fiori, popolato da persone che si sostengono a vicenda, che rispettano la diversità dell’amore in tutte le sue espressioni. Il nostro “progetto felicità” ha funzionato. Economicamente siamo più ricchi perché non posponiamo l’educazione dei cittadini ed è proprio in loro e nelle loro vite che abbiamo deciso di investire le nostre risorse. Ma innanzitutto siamo più ricchi perché abbiamo estirpato il sistema di sfruttamento più antico, quello delle donne, che ormai nessuno assimila più sin dall’infanzia. Ne è rimasta qualche traccia, naturalmente; non siamo una società perfetta. In verità, riconoscerci umani significa sapere che ci saranno sempre nuove sfide e nuove battaglie, però noi andiamo avanti. Un piede davanti all’altro”.
* * * * *
Manuela Salvi, NEMMENO UN BACIO PRIMA DI ANDARE A LETTO, Mondadori ed, Milano 2011.
L’orrore e la ripulsa non mi sono mai stati suggeriti dal pensiero che avrebbe potuto succedere a mia figlia o potrebbe succedere alla mia nipotina. Semplicemente mi rifiuto di giustificare qualsiasi piccola complicità con una cultura maschile che vede le donne come trastullo per il divertimento del maschio padrone, compresa la recente sentenza della Corte Costituzionale. Compresi gli ammiccamenti alla farfallina inguinale di Belén, per non dire di tutta la macchina della TV pubblica (e di quella privata commerciale) che punta sul corpo delle donne per alzare l’audience e fare cassa.
* * * * *
Lydia Cacho, MEMORIE DI UN’INFAMIA, Fandango ed, 2011.
Metti che dico a Lesly Portamene una di 4 anni, e lei mi dice: Se la sono già scopata, io lo vedo se l’hanno già scopata, vedo se è il caso di metterglielo dentro o no. Tu lo sai che è il mio vizio, o no? E’ una stronzata ma non so resistere, e lo so che è un reato e che è proibito, però è talmente facile, una bambina piccola non ha difese, la convinci in un amen e la prendi”. Lydia Cacho ha cominciato da qui, dalle immagini di una confessione strappata da una telecamera nascosta a (...), imprenditore pedofilo coinvolto nel trafficking di bambine e adolescenti all’interno di una rete internazionale e coperto da importanti esponenti politici e uomini d’affari probabilmente, anche loro, implicati nel traffico. (...)
Accusata di diffamazione e calunnia, a causa del primo libro [Los demonios del Eden (2005)], dagli stessi responsabili del trafficking, Lydia Cacho non sapeva di aver messo il dito su una piaga che coinvolgeva non solo l’imprenditore ma un intero entourage politico fatto di legami e clientelismi, che l’avrebbe portata quasi a morire per mano della polizia giudiziaria corrotta. Arrestata, sequestrata, torturata, portata in un carcere fuori la sua giurisdizione, Lydia è viva per miracolo, e dopo essere stata coinvolta in processi senza fine, riceve ancora oggi minacce di morte. (...)
Un esempio di giornalismo militante che acquista il suo potere “quando dà voce a chi è stato costretto a tacere dalla forza schiacciante della violenza”, uno dei motivi per cui Lydia Cacho, insieme a Roberto Saviano, ha ricevuto pochi giorni fa l’Olof Palme Prize 2012, il premio svedese destinato a chi lotta per la libertà, per la “instancabile, altruista e spesso solitaria battaglia per i loro ideali e per i diritti umani” (recensione di Luisa Betti).

giovedì 19 aprile 2012

Le carte dell'Europa riscritte dalla crisi [per capirne qualcosa…]


di Elena Paparella   05/04/2012
Alcuni stralci che rimandano al sito indicato giù, oltre che alla mia riflessione personale   

"Breve guida alle ultime novità dalle istituzioni Ue. Dal fondi salva-stati al "fiscal compact", passo dopo passo la grande recessione ha riscritto i patti fondanti dell'Unione europea, spostando i poteri dalla comunità ai governi forti. Cosa succederà, finita l'emergenza?

"Uno dei dirompenti effetti della crisi economico-finanziaria in corso è quello di aver indotto una tanto significativa, quanto non pienamente percepita, trasformazione degli assetti di governo dell’Unione europea.
La crisi ha infatti fatto emergere infatti tutte le insufficienze e le debolezze dei sistemi di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri e, soprattutto, i limiti della permanenza di un assetto di governance  economica europea che vede la politica monetaria collocata in via esclusiva al livello dell’Unione a fronte di politiche economiche che sono, al contrario, oggetto di un travagliato coordinamento. L’onda lunga di questa asimmetria ha contribuito ad originare - per alcuni Stati più che per altri - situazioni di forte criticità finanziaria, ragione per la quale si è fatto ricorso al potenziamento di strategie e strumenti, alcuni dei quali del tutto inediti.
……..
Si tratta nel complesso di misure di notevole portata, che danno luogo a molteplici riflessioni e commenti.
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L’obiettivo dichiarato del Fiscal compact è quello di “rafforzare il pilastro economico dell’Unione economica e monetaria, con l’adozione di una serie di regole indirizzate a rafforzare la disciplina di bilancio, il coordinamento delle politiche economiche e a migliorare la governance economica nell’area dell’euro, così da contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Unione europea per la crescita sostenibile, l’occupazione, la concorrenza e la coesione sociale” (art. 1.1c.). In sostanza, il contenuto del nuovo accordo produce un decisivo potenziamento dei vincoli di bilancio per gli Stati dell’area dell’euro, anche solo in ragione del fatto di aver elevato gran parte della relativa disciplina, dal livello della normazione secondaria (regolamenti e direttive) al livello della normazione primaria (trattato), dotandola di una ben maggiore vincolatività giuridica.
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Un preoccupante effetto del Trattato sulla stabilità scaturisce dall’art.14 di questo, laddove sancisce che l’accordo entrerà in vigore il 1° gennaio 2013, qualora almeno dodici Stati dell’Eurozona lo abbiano ratificato. In tal modo, poiché la normativa non prevede che un Trattato possa essere ratificato a maggioranza, si produrrà l’effetto di dividere gli Stati membri dell’Ue in tre categorie: 1) gli Stati dell’Eurozona che ratificano e per i quali saranno vincolanti le norme del “compact”, 2) gli Stati dell’Eurozona che non ratificano per motivi politici interni, che invece saranno esposti al rischio di forte penalizzazione da parte dei mercati, 3) gli Stati fuori dall’eurozona che rimarranno vincolati da norme di coordinamento meno stringenti. Tale risultato appare non molto lontano da una sostanziale disintegrazione del progetto dell’Unione europea, in considerazione sia del suo modello originario, che del suo sviluppo negli ultimi decenni.
…..
Un’acquisita consapevolezza di tali effetti – negativi per chi crede nel processo d’integrazione europea - potrebbe aiutare a dosare e a metabolizzare le attuali misure di rigore finanziario, ammesso che siano le uniche possibili, collocandole nei limiti dell’urgenza e della contingenza, senza far perdere di vista il progetto di fondo di un processo europeo che, sia pure intermittente, sia pure altalenante tra “funzionalismo” e “federalismo”, è tenuto a procedere sulla rotta di un progressivo potenziamento della legittimazione dei poteri sovranazionali. Un processo che deve essere fondato su di un “patrimonio costituzionale europeo” e su di un adeguato bilanciamento tra i diritti economici e i diritti sociali, in altre parole, tra interesse del mercato e interesse sociale. Questa è probabilmente l’unica via che consente di intravedere in futuro un’effettiva possibilità di garanzia delle libertà fondamentali e delle posizioni giuridiche soggettive, nell’ambito di politiche sempre più coordinate attraverso un sistema di governo integrato tra ordinamento giuridico nazionale e ordinamento giuridico sopranazionale.


Personale
Il grande problema più urgente che abbiamo in Italia è la pre-potenza di chi raggiunge un posto significativo nella politica: i prepotenti seduti in poltrona e che sbraitano, parlano passando sopra i bisogni reali della gente mentre si garantiscono i loro diritti. Solo se si desse un forte colpo ad i privilegi e si ridistribuissero ai deboli, si potrebbero fare discorsi che sviscerano le questioni circa la scelta – obbligata? – dell’accodarsi alle decisioni dell’UE. Così come stanno le cose, si potrà ‘tirare’ un po’ di tempo, ma l’atmosfera che respiriamo, se non viviamo nella luna, è pesante; sa di crisi indigeribile dalle conseguenze imprevedibili…. Ausilia

sabato 14 aprile 2012

Quando il corpo è reato. Dal Manifesto con riflessione personale

LOMBROSIANAMENTE - Quando il corpo è il reato
Maria Fabbricatore, 27 marzo 2012

"Siamo arrivati a dover leggere in un dispaccio di agenzia «se la 'nera' non dovesse arretrare dalle sue posizioni...». La Nera è naturalmente la vicepresidente del senato Rosy Mauro, coinvolta nel malaffare che sta travolgendo i vertici "della Lega. E se dalla prosa della cronaca transitiamo ai piani alti del giornalismo, ecco, con rinnovata passione lombrosiana, corsivisti e grandi firme affondare la penna non sul reato ma sul corpo, sfregiandolo (la badante, la strega, la terrona, mamma Ebbe, la virago), fino a insistere sulle sue mani rosse e nodose, come tocco finale di un rogo intellettuale. E' lei, lei sola, lei soprattutto a inficiare il decoro delle istituzioni repubblicane, come se le aule parlamentari non fossero affollate da donne e uomini, non solo coinvolti in vicende poco commendevoli, ma persino condannati dai tribunali della repubblica. 
Rosy Mauro non ha ricevuto al momento neanche un avviso di garanzia e quando pure le arrivasse una richiesta dei magistrati avrebbe pur sempre diritto all'habeas corpus. Se invece si invocano le dimissioni anche semplicemente per quel che emerge dalle inchieste in corso, allora non si capisce come mai l'invocazione della rispettabilità di palazzo Madama non la reclama nessuno quando le carte giudiziarie tirano in ballo uomini in posizioni altrettanto istituzionali. Invece l'insultometro si scatena perché al centro della scena c'è la preda perfetta, il capro espiatorio di un celodurismo trasversale che alimenta l'escalation mediatica. Come se questa donna fosse la discarica in cui sversare veleni, furori, sensi di colpa, nel tentativo di placare la rabbia popolare alimentata da una corruzione politica dilagante, dentro e fuori la Lega (dalla tomba della Margherita ieri sono saltati altri 13 milioni). In poche ore sono state raccolte diecimila firme per farla dimettere. 

Quando si dice che stiamo assistendo a una Tangentopoli al cubo, sappiamo che il contraccolpo non sarà un pranzo di gala. E dal lancio delle monetine siamo passati alla lapidazione".

Dal Manifesto, Norma Rangeri

Riflessione personale


Mettiamola pura al femminile, e ce n’è donde. Ma la corsa al capro espiatore dilaga ovunque, perché liberarsi dalle persone “moleste” (nel senso che sono contrarie al proprio tornaconto), è vangelo di salvezza per chi vuole risultare PURO coram populo!
Così va il mondo, e bisogna, si dice, farsene una ragione!
Io da questa dis-ragione mi dissocio, invocando la santa complicità con i veri onesti che sono tali se non disperano e resistono contro il Male con la forza del loro IMPEGNO.
Quando la speranza di salvezza si spegne avviene la cosa peggiore: ritenere invincibile il male. Ausilia

martedì 10 aprile 2012

Ciao Miriam

Morta a Roma la giornalista e opinionista Miriam Mafai, già  direttora di Noidonne 


Come redazione di 'noidonne', sia mensile cartaceo che settimanale on line, piangiamo la scomparsa di Miriam Mafai, già direttora di noidonne dal 1965 al 1970. La sua è stata una vita intera all'insegna dell'impegno politico con attenzioni verso le donne. Nella fase in cui Mafai lo ha diretto, 'noidonne' era un settimanale a larghissima diffusione, molto seguito e strumento di divulgazione delle idee delle donne dell'UDI, vicino al PCI e alle socialiste. Ma non solo. Era punto di riferimento per tante donne - e per la società italiana - per le battaglie sui diritti civili e sul dibattito per fare dell'Italia un paese più moderno. Quella di Miriam Mafai è stata un'espressione del femminile, nella politica e nella professione giornalistica, di costante lucidità e un esercizio di autonomia e di libero pensiero.
Con lei se ne va un pezzo della nostra storia, ma siamo convinte che attraverso i suoi scritti e il suo esempio possiamo ancora interpretare il presente. Per questo desideriamo raccogliere in questa pagina tutti i saluti, i commenti e i ricordi che stanno giungendo in redazione. 
(09 Aprile 2012, dalla redazione www.noidonne.org/ )

Nota personale: Omaggio alle grandi donne come la Mafai. Da parte mia vorrei ANCORA capire in che consista il suo essere 'espressione del femminile'. Forse sarebbe tempo di sottolineare la personalità in cui prende forma la capacità UMANA di riuscire a dare voce a chi non 'ci riesce', come capita a tanti uomini ed a tante donne che pur hanno idee creative per il miglioramento dell'umano. Miglioramento di cui ha bisogno una società priva di punti fermi nella scala di valori spirituali, forse perché siamo abituati ad un certo benessere e non sappiamo come uscire dalla regressione materiale e morale di oggi. La corruzione ad ogni livello rende i deboli inetti a CREARE IL NUOVO, fino a suicidarsi.... Vedo tante potenzialità in non pochi giovani e meno giovani, bloccate nella rabbia e nello spirito di vendetta contro tutti. Quale parola della Mafai e di tante altre donne celebri per mettersi - permettetemi l'espressione - dalla parte di Dio, scuotendosi di dosso lo scoraggiamento totale che non ha mai aiutato alcuno? Ausilia    


martedì 3 aprile 2012

Il diritto al lavoro, fondamento della nostra Costituzione. "primum vivere!"

Ecco un'analisi sul problema del LAVORO da parte di Vanna Palumbo.
Altro che lamentazioni sull’ineducazione degli italiani alle riforme. Qui è in atto una mutazione! 
“Tutti ci stiamo trasformando in tecnici della crisi che traversiamo: strani bipedi in mutazione, sensibili ad ogni curva economica e non alle curve dell’animo” ammoniva qualche giorno fa Barbara Spinelli dalle colonne di Repubblica, invitando a riflettere sulle nostre 'mutazioni' di individui sociali (in asociali?). C’è la globalizzazione e c'è la crisi, si dirà, ed alla generale trasformazione, magari originata migliaia di chilometri lontano, niente e nessuno può sottrarsi (esenti banche e finanza!). Accade però che quanto si muove (o si agita) nel nostro Paese scuota gli intelletti allenati al pensiero e, sensatamente, preoccupi. E non poco! Perché, il cambiamento in atto va ben al di la del merito delle questioni. Attiene, a guardar bene, ad un nuovo ordine generale che si vorrebbe dare alle cose, 'a prescindere' dalle regole che allo stesso ordine presiedono. E' il caso della riforma del mercato del lavoro e del Governo che ne è artefice. Ed è il caso del suo rapporto con la legge fondamentale della nostra comunità statuale: la Costituzione. Provvidenziale, allora, pur rischiando di apparire pedanti, richiamare all'attenzione della pubblica opinione che la fonte primaria di ogni ordinamento parte proprio dalla valorizzazione del Lavoro, che della Repubblica, nata con la caduta del fascismo e dopo il secondo conflitto mondiale, è ritenuto esplicitamente principio fondante! “L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” è, come davvero sanno anche i bambini, il primo ed il più importante dei 139 articoli che compongono il testo della Carta del '48. E, nella gerarchia delle fonti (normative), da essa discendono tutte le altre leggi. Che certo non possono con essa confliggere.
Ecco perché la 'mutazione' operata dal governo con la riforma del mercato del lavoro – cui sì è subito opposta la sola Cgil, seguita, a ben riflettere, dalle altre sigle sindacali - ha fatto insorgere sindacalisti storici, esperti, esponenti della politica, della cultura. Persino giornalisti!
A colpire per nettezza e coerenza logica, è stato il pensiero espresso da Pierre Carniti, segretario generale della Cisl dal '79 all'85, che, tornato appassionatamente interlocutore ed analista della materia, ha denunciato, senza perifrasi, la 'rottura del patto costituzionale” consumata col mancato accordo governo-parti sociali. Il decano della cultura del lavoro, con autorevolezza e competenza storiche, ha svelato “l'incertezza nell'uso della democrazia” di premier e ministro del Lavoro: “E' sembrata assai eccentrica la nozione che il premier manifesta della dialettica sociale e sintesi politica” ha specificato Carniti evocando, a proposito, l'articolo 2 della Costituzione che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo “sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.
A una misurabile distanza politico-culturale dal primo, ma comunque animato da sano riflesso democratico, è intervenuto nelle stesse ore l'ex ministro del Lavoro ('87-'89), Rino Formica, a vergare per Il Foglio una lettera che denuncia la discrasia fra le costituzioni italiana ed europea: “Un socialista che sia figlio dello spirito razionale dell'uguaglianza, non piange sulla fine della concertazione... Un socialista però sa che questa roba di cui si annuncia la fine è nei fondamentali ideologici della Carta costituzionale”. Fondata sul lavoro quella italiana e sulla tutela dei mercati quella europea, “le due costituzioni - osserva Formica - sono in rotta di collisione”. E il link scatta immediatamente alla riforma del mercato del lavoro: “le decisioni del Governo Monti in materia di stato sociale sono coerenti con la linea Trichet-Draghi, ma non sono in armonia con la nostra Carta costituzionale” è sbottato Formica. Per sancire infine l’amara conclusione: “la costituzionalizzazione del principio della prevalenza assoluta sulla legislazione nazionale dell'ordinamento giuridico europeo...annuncia la fine della Costituzione italiana fondata sul lavoro!”.

(02 Aprile 2012)


Riflessione personale
La gente comune ragiona così: il lavoro che manca è il vero problema di questo Paese. Dobbiamo metterci in riga con l'Europa e tutto si aggiusterà? No, non ci siamo. Diamo all'Europa l'esempio di quell'impegno prioritario che scaturisce dall'esistenza grama e disperata di tanti, non mettendo laccioli là dove ci sono possibilità, energie, voglia di fare....... Ausilia