sabato 14 aprile 2012

Quando il corpo è reato. Dal Manifesto con riflessione personale

LOMBROSIANAMENTE - Quando il corpo è il reato
Maria Fabbricatore, 27 marzo 2012

"Siamo arrivati a dover leggere in un dispaccio di agenzia «se la 'nera' non dovesse arretrare dalle sue posizioni...». La Nera è naturalmente la vicepresidente del senato Rosy Mauro, coinvolta nel malaffare che sta travolgendo i vertici "della Lega. E se dalla prosa della cronaca transitiamo ai piani alti del giornalismo, ecco, con rinnovata passione lombrosiana, corsivisti e grandi firme affondare la penna non sul reato ma sul corpo, sfregiandolo (la badante, la strega, la terrona, mamma Ebbe, la virago), fino a insistere sulle sue mani rosse e nodose, come tocco finale di un rogo intellettuale. E' lei, lei sola, lei soprattutto a inficiare il decoro delle istituzioni repubblicane, come se le aule parlamentari non fossero affollate da donne e uomini, non solo coinvolti in vicende poco commendevoli, ma persino condannati dai tribunali della repubblica. 
Rosy Mauro non ha ricevuto al momento neanche un avviso di garanzia e quando pure le arrivasse una richiesta dei magistrati avrebbe pur sempre diritto all'habeas corpus. Se invece si invocano le dimissioni anche semplicemente per quel che emerge dalle inchieste in corso, allora non si capisce come mai l'invocazione della rispettabilità di palazzo Madama non la reclama nessuno quando le carte giudiziarie tirano in ballo uomini in posizioni altrettanto istituzionali. Invece l'insultometro si scatena perché al centro della scena c'è la preda perfetta, il capro espiatorio di un celodurismo trasversale che alimenta l'escalation mediatica. Come se questa donna fosse la discarica in cui sversare veleni, furori, sensi di colpa, nel tentativo di placare la rabbia popolare alimentata da una corruzione politica dilagante, dentro e fuori la Lega (dalla tomba della Margherita ieri sono saltati altri 13 milioni). In poche ore sono state raccolte diecimila firme per farla dimettere. 

Quando si dice che stiamo assistendo a una Tangentopoli al cubo, sappiamo che il contraccolpo non sarà un pranzo di gala. E dal lancio delle monetine siamo passati alla lapidazione".

Dal Manifesto, Norma Rangeri

Riflessione personale


Mettiamola pura al femminile, e ce n’è donde. Ma la corsa al capro espiatore dilaga ovunque, perché liberarsi dalle persone “moleste” (nel senso che sono contrarie al proprio tornaconto), è vangelo di salvezza per chi vuole risultare PURO coram populo!
Così va il mondo, e bisogna, si dice, farsene una ragione!
Io da questa dis-ragione mi dissocio, invocando la santa complicità con i veri onesti che sono tali se non disperano e resistono contro il Male con la forza del loro IMPEGNO.
Quando la speranza di salvezza si spegne avviene la cosa peggiore: ritenere invincibile il male. Ausilia

martedì 10 aprile 2012

Ciao Miriam

Morta a Roma la giornalista e opinionista Miriam Mafai, già  direttora di Noidonne 


Come redazione di 'noidonne', sia mensile cartaceo che settimanale on line, piangiamo la scomparsa di Miriam Mafai, già direttora di noidonne dal 1965 al 1970. La sua è stata una vita intera all'insegna dell'impegno politico con attenzioni verso le donne. Nella fase in cui Mafai lo ha diretto, 'noidonne' era un settimanale a larghissima diffusione, molto seguito e strumento di divulgazione delle idee delle donne dell'UDI, vicino al PCI e alle socialiste. Ma non solo. Era punto di riferimento per tante donne - e per la società italiana - per le battaglie sui diritti civili e sul dibattito per fare dell'Italia un paese più moderno. Quella di Miriam Mafai è stata un'espressione del femminile, nella politica e nella professione giornalistica, di costante lucidità e un esercizio di autonomia e di libero pensiero.
Con lei se ne va un pezzo della nostra storia, ma siamo convinte che attraverso i suoi scritti e il suo esempio possiamo ancora interpretare il presente. Per questo desideriamo raccogliere in questa pagina tutti i saluti, i commenti e i ricordi che stanno giungendo in redazione. 
(09 Aprile 2012, dalla redazione www.noidonne.org/ )

Nota personale: Omaggio alle grandi donne come la Mafai. Da parte mia vorrei ANCORA capire in che consista il suo essere 'espressione del femminile'. Forse sarebbe tempo di sottolineare la personalità in cui prende forma la capacità UMANA di riuscire a dare voce a chi non 'ci riesce', come capita a tanti uomini ed a tante donne che pur hanno idee creative per il miglioramento dell'umano. Miglioramento di cui ha bisogno una società priva di punti fermi nella scala di valori spirituali, forse perché siamo abituati ad un certo benessere e non sappiamo come uscire dalla regressione materiale e morale di oggi. La corruzione ad ogni livello rende i deboli inetti a CREARE IL NUOVO, fino a suicidarsi.... Vedo tante potenzialità in non pochi giovani e meno giovani, bloccate nella rabbia e nello spirito di vendetta contro tutti. Quale parola della Mafai e di tante altre donne celebri per mettersi - permettetemi l'espressione - dalla parte di Dio, scuotendosi di dosso lo scoraggiamento totale che non ha mai aiutato alcuno? Ausilia    


martedì 3 aprile 2012

Il diritto al lavoro, fondamento della nostra Costituzione. "primum vivere!"

Ecco un'analisi sul problema del LAVORO da parte di Vanna Palumbo.
Altro che lamentazioni sull’ineducazione degli italiani alle riforme. Qui è in atto una mutazione! 
“Tutti ci stiamo trasformando in tecnici della crisi che traversiamo: strani bipedi in mutazione, sensibili ad ogni curva economica e non alle curve dell’animo” ammoniva qualche giorno fa Barbara Spinelli dalle colonne di Repubblica, invitando a riflettere sulle nostre 'mutazioni' di individui sociali (in asociali?). C’è la globalizzazione e c'è la crisi, si dirà, ed alla generale trasformazione, magari originata migliaia di chilometri lontano, niente e nessuno può sottrarsi (esenti banche e finanza!). Accade però che quanto si muove (o si agita) nel nostro Paese scuota gli intelletti allenati al pensiero e, sensatamente, preoccupi. E non poco! Perché, il cambiamento in atto va ben al di la del merito delle questioni. Attiene, a guardar bene, ad un nuovo ordine generale che si vorrebbe dare alle cose, 'a prescindere' dalle regole che allo stesso ordine presiedono. E' il caso della riforma del mercato del lavoro e del Governo che ne è artefice. Ed è il caso del suo rapporto con la legge fondamentale della nostra comunità statuale: la Costituzione. Provvidenziale, allora, pur rischiando di apparire pedanti, richiamare all'attenzione della pubblica opinione che la fonte primaria di ogni ordinamento parte proprio dalla valorizzazione del Lavoro, che della Repubblica, nata con la caduta del fascismo e dopo il secondo conflitto mondiale, è ritenuto esplicitamente principio fondante! “L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” è, come davvero sanno anche i bambini, il primo ed il più importante dei 139 articoli che compongono il testo della Carta del '48. E, nella gerarchia delle fonti (normative), da essa discendono tutte le altre leggi. Che certo non possono con essa confliggere.
Ecco perché la 'mutazione' operata dal governo con la riforma del mercato del lavoro – cui sì è subito opposta la sola Cgil, seguita, a ben riflettere, dalle altre sigle sindacali - ha fatto insorgere sindacalisti storici, esperti, esponenti della politica, della cultura. Persino giornalisti!
A colpire per nettezza e coerenza logica, è stato il pensiero espresso da Pierre Carniti, segretario generale della Cisl dal '79 all'85, che, tornato appassionatamente interlocutore ed analista della materia, ha denunciato, senza perifrasi, la 'rottura del patto costituzionale” consumata col mancato accordo governo-parti sociali. Il decano della cultura del lavoro, con autorevolezza e competenza storiche, ha svelato “l'incertezza nell'uso della democrazia” di premier e ministro del Lavoro: “E' sembrata assai eccentrica la nozione che il premier manifesta della dialettica sociale e sintesi politica” ha specificato Carniti evocando, a proposito, l'articolo 2 della Costituzione che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo “sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.
A una misurabile distanza politico-culturale dal primo, ma comunque animato da sano riflesso democratico, è intervenuto nelle stesse ore l'ex ministro del Lavoro ('87-'89), Rino Formica, a vergare per Il Foglio una lettera che denuncia la discrasia fra le costituzioni italiana ed europea: “Un socialista che sia figlio dello spirito razionale dell'uguaglianza, non piange sulla fine della concertazione... Un socialista però sa che questa roba di cui si annuncia la fine è nei fondamentali ideologici della Carta costituzionale”. Fondata sul lavoro quella italiana e sulla tutela dei mercati quella europea, “le due costituzioni - osserva Formica - sono in rotta di collisione”. E il link scatta immediatamente alla riforma del mercato del lavoro: “le decisioni del Governo Monti in materia di stato sociale sono coerenti con la linea Trichet-Draghi, ma non sono in armonia con la nostra Carta costituzionale” è sbottato Formica. Per sancire infine l’amara conclusione: “la costituzionalizzazione del principio della prevalenza assoluta sulla legislazione nazionale dell'ordinamento giuridico europeo...annuncia la fine della Costituzione italiana fondata sul lavoro!”.

(02 Aprile 2012)


Riflessione personale
La gente comune ragiona così: il lavoro che manca è il vero problema di questo Paese. Dobbiamo metterci in riga con l'Europa e tutto si aggiusterà? No, non ci siamo. Diamo all'Europa l'esempio di quell'impegno prioritario che scaturisce dall'esistenza grama e disperata di tanti, non mettendo laccioli là dove ci sono possibilità, energie, voglia di fare....... Ausilia 

martedì 27 marzo 2012

Una donna alla Presidenza della Repubblica? Riflessioni


E’ necessario dire forte e chiaro che non basta essere dentro ad un corpo sessuato per garantire una visione ed uno sguardo alternativo al dominio, al potere e al patriarcato.
……..
Oggi vediamo un certo interesse, molto mediatizzato e focalizzato sul generico ’ascolto’ delle donne, che però non entra nel merito delle questioni di fondo, ovvero appunto si limita a dire che un genere va valorizzato, ma non si sa perché e su quali presupposti di contenuto e di programma, di visione globale e particolare circa le relazioni tra i sessi.
Vorrei essere esplicita fino in fondo: a Genova erano candidate alle primarie tre donne. Sono femminista, ma non ne avrei votato nemmeno una, e se avessi potuto avrei votato un uomo.
Non mi è mai bastato, non mi basta e non mi basterà il generico essere di una donna una mia simile perché io possa affidarle un mandato (non una delega) sui miei interessi e bisogni politici. Deve essere una donna con la quale poter fare un patto di condivisione, per il suo mandato, sulle questioni di fondo urgenti che necessitano una svolta: cambiare il paradigma economico, abbandonare la logico dello sviluppo neoliberista, incidere sulla cultura sessista e omofoba facendola diventare una priorità, ricostruire la signoria della laicità nello spazio pubblico garantendolo dalle derive fondamentaliste, ridisegnare il lavoro mettendo al centro la riproduzione. Mi fermo qui.
Il 50 e 50, ci insegnano le donne dei paesi nordici e alcune esperienze africane, non basta a garantire equità e pari opportunità, perché da sempre nella storia prima del femminismo le donne sono state formidabili alleate del potere.
Ragioniamo su questo, ricordando, come sosteneva Rosa Luxemburg, che chiamare le cose con il proprio nome è il primo gesto rivoluzionario.

Sono d'accordo con Monica Lanfranco. Le donne hanno bisogno di uscire da certe schiavitù e soverchierie. E' necessario che ci adoperiamo per questo, molto molto molto.
Ma le donne hanno bisogno di essere ri-educate alla libertà, quando l'hanno conquistata, altrimenti diamo ragione al più becero maschilismo che le vuole tenere a freno.
Le donne hanno bisogno, non del potere così come è inteso anche da certi migliori uomini. La loro rivoluzione deve essere, secondo me, di un ritrovato senso dei valori cumulati nel lungo silenzio e nelle grandi storture della storia. Puntiamo sulla ricostruzione di quei valori, depurati da ciò che li ha reso non più validi. Vorrei scrivere a caratteri d'oro quest'ultima affermazione. Ausilia

giovedì 22 marzo 2012

la questione del lavoro in mano alle donne?

Dalla Rete: Economia e Lavoro
Fornero o Camusso? - di Paola Avetta
L'articolo 18 irrompe nel PD
inserito da Redazione www. Noidonne.org
Due " primedonne" della politica italiana, Elsa Fornero ministro del Welfare e Susanna Camusso leader della CGIL, sono scese sul campo di battaglia e a far incrociare le armi è il fatidico Articolo 18 inserito nello Statuto del Lavoro per aumentare le tutele dei lavoratori di fronte a padroni che intendano licenziarli. Fornero e Camusso sono donne stimate e apprezzate da tutta la sinistra e ora, in attesa che la Riforma del Mercato del Lavoro prenda corpo sulla carta, diventi legge e arrivi in Parlamento per il voto, al Senato serpeggia il timore di una spaccatura di vertice che possa poi dividere anche la sinistra nella sua base politica. Un primo appello affinché tra Governo e CGIL si ricomponga, già in questi giorni e ore, la frattura è venuto da Anna Finocchiaro, presidente dei Senatori del PD, ma il confronto su quale versante eventualmente schierarsi, se su quello di Fornero o su quello di Camusso, nei corridoi è iniziato e vede contrapporsi anche le donne del PD. “Io sto con la CGIL, dice la Senatrice Silvana Amati, docente Universitaria e convinta che la sinistra non possa tradire le sue radici e le sue battaglie dalla parte dei lavoratori. Per lei l'articolo 18 non va toccato e ipotizza che a volerlo modificare non sia l'esigenza di movimentare il mercato del lavoro (lo scorso anno, dice Silvana Amati, solo in 50 casi i padroni sono stati obbligati a riassumere in nome dell'articolo 18) ma la volontà del Governo di affermare una centralità politica che mortificherebbe la sinistra storica e l'ala del dissenso e che farebbe riaffiorare fantasmi del passato, di quando le famiglie dei sindacalisti si trovavano sul lastrico per licenziamenti in tronco e per motivi politici. Inoltre Silvana Amati vede a rischio i lavoratori più anziani (con le buste paga di conseguenza più pesanti). Ma altre Senatrici PD sono invece convinte che la Riforma Fornero non potrebbe mai permettere che licenziamenti possibili per motivi economici dell'azienda facciano da paravento e si traducano in realtà in licenziamenti discriminatori. "Su questo il Governo dovrà dare garanzie chiare e scritte nel testo di legge" dice la senatrice Vittoria Franco che non nasconde la sua simpatia per Fornero "ferma, franca e chiara come deve essere un Ministro tecnico" e che apprezza molto che nella Riforma compaiano i congedi di paternità obbligatori, il divieto di dimissioni in bianco fatte firmare alle donne e misure che possono combattere il precariato dei giovani. Per la Senatrice Franco l'Articolo 18 non è un tabù se l'opportunità di rivederlo è dettata da esigenze reali di metterci al passo con le esigenze di giovani e del mercato del lavoro e poi, dice Vittoria Franco, la Riforma Monti-Fornero anziché diminuire aumenta le tutele di alcuni lavoratori, di quelli delle piccole aziende con meno di 15 dipendenti. Insomma, la frattura tra le donne al vertice si traduce in confronto aperto anche tra le donne in Parlamento ma domina la convinzione che alla fine a vincere sarà la saggezza e il dialogo responsabile, in nome della pace e della stabilità sociale di cui ha bisogno il nostro Paese. (22 Marzo 2012)

martedì 20 marzo 2012

da'pare o dispare'

Interessante capire; ecco perché trasmetto, Ausilia
Care amiche e cari amici,
E’ passata una settimana dall’8 marzo, le mimose sono appassite e si corre il rischio di aspettare un altro anno prima di riparlare dei temi che interessano le donne italiane.
Colgo quindi questa occasione per fare brevemente il punto su quanto abbiamo realizzato in questi primi mesi del 2012 come POD, quali sono le riflessioni più interessanti che sono emerse dalla pluralità di iniziative cui abbiamo partecipato nei giorni intorno all’8 marzo e quali sono le iniziative di POD a breve.
Nel mese di gennaio POD ha organizzato l’evento Questione Femminile , Questione Italia con la presenza delle ministra Fornero e numerosi ospiti molto interessanti, di qui trovate registrazione completa su http://www.radioradicale.it/scheda/344395/questione-femminile-questione-italia e abbiamo anche quest’anno registrato una grande affluenza di pubblico ed un forte interesse per il tema del lavoro femminile.
Riporto qui solo una riflessione su alcuni dati che mi hanno colpito moltissimo e in qualche misura stupito: in Italia le donne che si dicono “non disponibili a lavorare “sono il 36,5 contro il 29,4 della media UE e questa percentuale sale nel Mezzogiorno al 46,4 . Ciò che mi ha colpito è che tra le donne che si dicono indisponibili a lavorare per motivi familiari solo il 17,2% , cioè poco più di 300.000, dichiara che se avesse servizi adeguati sceglierebbe di lavorare, mentre ben l’82,2 % dichiara che l’indisponibilità a lavorare NON dipende dall’inadeguatezza o insufficienza dei servizi nell’area di residenza. Si parla 1.200.000 donne. Fermo restando che la disponibilità di servizi è e resta dunque una necessità e che va riconosciuta l’assoluta legittimità delle scelte personali, sarebbe interessante capire meglio il pensiero di queste 1.200.000 donne. Alcune saranno ricche di famiglia, altre avranno dei problemi gravissimi di disabilità in famiglia, ma per la grande maggioranza sembrerebbe che ci sia una totale adesione al ruolo e dovere assoluto di cura della famiglia e una visione del proprio futuro “garantito” o dal patrimonio di famiglia o dal matrimonio, due parole che differiscono curiosamente solo per l’iniziale. I patrimoni oggi tremano anche quando sono significativi e difficilmente riescono a garantire il supporto per una vita longeva, i matrimoni sono invece esposti a separazioni e divorzi e non sempre gli accordi di separazione consentono alla donna, magari matura e priva di un lavoro proprio, un buon tenore di vita.
Sarebbe molto interessante capire a fondo queste motivazioni e fino a che punto l’autonomia economica sia percepita come un obiettivo da perseguire e come garanzia per il futuro o come una alternativa inconciliabile con il ruolo famigliare. Infine bisognerebbe chiedersi se questa cultura sia sostenibile e in linea con i tempi.
Altri spunti di riflessione sono venuti dal Seminario che si è tenuto in Banca d’Italia il 7 marzo , in cui sono stati presentati molti studi importanti, sia sull’impatto che le madri lavoratrici hanno sulla sviluppo dei figli, sia su alcune particolarità del nostro sistema fiscale che scoraggia, paradossalmente proprio le donne nelle famiglie meno ricche, a entrare nel mercato del lavoro (vedi: http://www.bancaditalia.it/media/notizie/gender/interventi).
Infine abbiamo partecipato come POD ad un incontro presso la Direzione Rai, promosso dal Presidente del Comitato Pari Opportunità della Rai, M. Pia Ammirati, cui hanno partecipato la ministra Fornero, Emma Bonino e La Direttrice Generale Rai Lorenza Lei e a cui sono state invitate , per la prima volta , le varie associazioni che in questi anni si sono attivate per chiedere una rappresentazione delle donne meno stereotipata e più in linea con la realtà. Anche in questo caso la signora Lei si è impegnata ad attivare l’Osservatorio di Pavia per il monitoraggio e a attivare delle iniziative di programmazione più innovative.
Per il futuro: stiamo organizzando due eventi sui servizi innovativi a Milano e a Salerno per i quali riceverete presto l’invito e vorremmo riattivare il dibattito sulla pubblicità consapevole con il coinvolgimento dei principali attori di mercato.
Infine avete riceverete presto la convocazione dell’assemblea di aprile, cui spero potrete partecipare, perché sarà un’occasione preziosa di dibattito e coinvolgimento

domenica 4 marzo 2012

La morte di Lucio Dalla: i cori di voci esaltanti assieme alle eccezioni

Un articolo tranchant di Aldo Busi su Lucio Dalla
Conta di più la vita o l’opera? L’opera, se la vita ne è la superflua coerenza. Se la vita non è coerente con l’opera che produce, il dibattito resta aperto, ma non per me: non conta né l’una né l’altra, entrambe contano solo per l’occasione sprecata di farne tutt’uno. Quindi, via, giù nell’imbuto dell’oblio delle cose che ne nascondono troppe altre per non appartenere più alla fogna dell’arrivare con meno problemi al ventisette del proprio mese che al ruscello di acqua davvero sorgiva e ristoratrice in tutte le sue preziose molecole per l’umanità assetata.
Anch’io, come Joseph Hansen, penso che “un Dostoevskij che non accenna alla sua epilessia o alla sua dipendenza dal gioco” non sarebbe arrivato lontano e che è superflua ogni opera di chi, invece di raccontare innanzitutto di quanto gli è più prossimo e sa perché accade in lui, fa un balzello in avanti per rimuovere l’indicibile e fastidioso ostacolo della sua umanità per quel che è e si cimenta con i grandi orizzonti esistenziali tanto più gratificanti, che poi risultano essere striminziti tra i piccoli paraocchi di un lirismo demagogico o di una sociologia d’accatto, grazie ai quali arriverà alla santificazione del popolo bue, così attento a glorificarsi attraverso i suoi campioni del sentimentalismo universale.
È uno scarto psichico inevitabile, una sensazione di imbarazzo, un sapore di fregatura sistematica: un omosessuale non pubblicamente dichiarato che quindi se ne strafotta della morale sessuale cattolica, che mai nulla ha espresso contro l’omofobia di matrice clericale che impesta il suo Paese, che mai una volta ha preso posizione aperta per i diritti calpestati dei cittadini suoi simili di sventura politica e civile e razziale, un tipo così che, per esempio, scrive e canta il suo amore per una donna viene prima (per mediocrità di carattere, ipocrisia deliberata, amore del quieto vivere a discapito di chi lotta per i suoi stessi diritti da lui per primo negati) della bellezza o bruttezza della sua dedica impropriamente musicata.
Non vedi l’omaggio alla donna, vedi la ridicola falsità e la necessità estetica per conto terzi che vi soggiace. Ho sempre pensato che Lucio Dalla fosse un checchesco buontempone, un chierichetto furbastro - le sue interviste sono un vero florilegio di banalità in ossequio alla morale comune e all’autorità costituita, alla maniera di Celentano, che a me non piace nemmeno quando canta - e non basta la morte per cancellare la magagna del gay represso cattolico (represso alla luce del sole, il che non ne inibisce certamente il godimento tra le tenebre della vita privata, anzi, le implementa, come ben si sa) che si permette tutte le scorciatoie di comodo (l’arte, il fine superiore e balle varie) pur di non prendere la strada maestra più sensata della basilare affermazione di sé, anche se più accidentata.
Ho sempre pensato, senza mai lasciargli il tempo di aprire bocca per cantare, che un artista che si fa un problema di un tale nonnulla sessuale e che così sessisticamente ruminando offende tutti coloro che, con grande sprezzo del rischio e grossi patimenti personali, hanno ribaltato lo pseudoproblema addosso a chi gli imponeva di farsene uno, sia un povero cristo scansafatiche indegno di altra attenzione.
I ben documentati rapporti di Dalla con Craxi e l’Opus Dei, nonché con l’angelo custode che dichiarò di avere visto al suo fianco, me lo rendono poi addirittura indigesto, per amore della pila sapeva individuare bene dove andare a fare il baciapile, non erano certo le protezioni in alto loco a mancargli, era trasgressivo dove esserlo è di moda e alla portata di qualunque reazionario di mondo, anche se gli sono debitore di molte risate allorché fece un programma televisivo con Sabrina Ferilli in cui si sforzava di dare a vedere che la desiderava - invano, per sua fortuna, e non certo perché fosse di una struggente laidezza fisica.
Non so se le canzoni di Dalla sono belle o brutte, come ne sento l’attacco alla radio, spengo. In questo senso, è in buona compagnia, tutti di autorinnegati di successo. Ve la lascio tutta, o prefiche e sorcini degli scomparsi ad arte già in vita. Io, da parte mia, continuerò a pensare che i veri eroi di Bologna sono i famigliari delle vittime della Uno Bianca e della strage della stazione ferroviaria rimasta impunita, eroi silenziosi sempre più dimenticati, quasi rimossi, attorno a loro io non smetterò un istante di stringermi in un cordoglio senza fine, e purtroppo senza pace.

Personale
PREMESSA: Il coming out (termine usato per dire una verità in forma velata) dell’omosessualità di Lucio Dalla? Chi non ha una verità velata si faccia avanti. Ma guai a confondersi con gli schieramenti pro e contro… Ecco le mie riflessioni personali ed alcuni esempi:
ARTE E VITA NON SONO CONCILIABILI:
a) per la natura dell’arte, che è trasposizione creativa dei dati fenomenici nel loro aspetto simbolico, dal carattere… infinito;
b) per la ‘natura’ della vita vissuta, il cui significato si comincia ad afferrare parzialmente quando si arriva alla soglia dell’aldilà.
UN ESEMPIO: LA MIA STESSA VITA
Credevo di essere questo o quello, ed ora sento che sono altra, molto altra. Ma non mi sbagliavo prima e non mi sbaglio ora: nella corrente della vita nel letto del fiume, come dice Eraclito, non scorre mai la stessa acqua. Ora, nel mio hic et nunc, mi pare di capire di più me stessa ed il resto che ne consegue; e, se mi affido a ciò che vivo nella mia interiorità, non è perché ormai creda di più in me stessa, ma perché, giunta alla soglia dell’aldilà, nel restringersi degli spazi esteriori, si dilatano quelli interiori, dove la FEDE, vetta e culmine della vita, trasferisce il tutto di me nel DIVINO…..
Non è conquistare se stessi mostrarsi per quel che si è, perché anche se si è in-un-certo-modo, ogni modo di essere non è mai, né frutto della libertà, né frutto della necessita, ma della possibilità (da intendere nel suo aspetto provvisorio).
Quando impareremo a non accodarci alle lodi o ai biasimi?
Ogni volta che io mi sono espressa al di fuori degli schieramenti, sono stata CENSURATA. Come mi è capitato – per dire l’ultima – nel caso della Zarri. Io vedo nel suo modo creativo di realizzare le proprie scelte una fortuna, un frutto della sua genialità, altro. Teologa,  magnanima, amorevole, quasi-santa, e tanti altri aspetti hanno i loro contrari, come sarebbe logico capire se fossimo parchi nell’esprimere giudizi. Mi verrebbe da dire che ‘ce la fa’ soltanto chi apprezza un tocco originale nella persona e la reputa ‘fortunata’ a poterlo dispiegare.
Cosa sia la fortuna non lo so, ma ne so qualcosa un po’ per via del suo contrario, la sfortuna. E perciò mi taccio. Ausilia

 

 



 

 


mercoledì 29 febbraio 2012

Le donne e il lavoro

Bologna / Il 3 e 4 marzo SNOQ parla di “Vite, lavoro, non lavoro delle donne”

A Bologna Se Non Ora Quando due giorni (3 e 4 marzo) per parlare di lavoro e non lavoro delle donne. Intervista a Katia Graziosi
inserito da Redazione
L’iniziativa è stata progettata pensando a tutte le donne: “da quelle licenziate in seguito alla nascita di un figlio, alle donne migranti, dalle donne uscite dal mondo del lavoro per occuparsi di anziani, alle partite Iva e alle imprenditrici, dalle precarie che non vedono prospettive future a quelle che hanno riflessioni e buone pratiche da proporre”. “Vite, lavoro, non lavoro delle donne” è il titolo della due giorni organizzata da Se Non Ora Quando? Bologna, e che ha un respiro nazionale, è stato nuovamente fissato per il 3 e 4 marzo (era stato rinviato a causa delle condizioni atmosferiche) e intende essere “una fucina di idee e di proposte concrete che diano un contributo alla costruzione di una nuova Agenda politica pensata per le donne e non contro di esse, un’agenda costruita a livello nazionale dall’intera Rete SNOQ”. L’assemblea sarà preceduta venerdì 2 marzo (Oratorio San Filippo Neri) dallo spettacolo teatrale di e con Marinella Manicardi Corpi impuri”. Abbiamo intervistato Katia Graziosi, tra le promotrici dell’iniziativa. Continua a leggere nel sito  noidonne.org 

venerdì 24 febbraio 2012

Per chi cerca di unirsi a cristiani senza frontiere

COMUNITA’ CRISTIANE DI BASE
Segreteria Tecnica Nazionale
CdB San Paolo - Roma
Via Ostiense, 152/B – 00154 – Roma
segreteria@cdbitalia.it - www.cdbitalia.it

Carissime/i,
dopo la riunione a Roma sabato scorso del gruppo di lavoro, siamo finalmente in grado di inviarvi il programma definitivo del XXXIII Incontro nazionale delle CdB, che si svolgerà a Napoli i prossimi 28 - 30 aprile presso il CENTRO DI SPIRITUALITÀ - Cappella CANGIANI - Viale S. IGNAZIO DI LOYOLA, 51 – NAPOLI.
Nel programma trovate anche le informazioni logistiche; per la prenotazione vi ricordo di rivolgervi a Vincenzo Cortese della CdB del Cassano di Napoli scrivendo a: cortesevincenzo@libero.it . La segreteria tecnica rimane anche a disposizione per informazioni.
Vi pregherei anche di segnalare almeno entro domenica prossima 26 febbraio il numero di persone per ogni comunità o di singoli/e che hanno intenzione di partecipare per poter valutare il numero di presenze.
In attesa di ritrovarci numerosi a Napoli, invio a tutte e tutti i miei più cari saluti,
Segreteria tecnica nazionale delle CdB
per la CdB di san Paolo, Stefano Toppi

giovedì 16 febbraio 2012

Cristiani senza frontiera

Argenta, 19. 02. 12.
Nella sede del
Centro Studi Cristiani don Minzoni,
in via Circonvallazione 21/A,
riprendono gli incontri per lo studio del libro della Bibbia, l'Esodo.
Tutti di venerdì, alle ore 20,30.

Incontri.
1°. 24 febbraio.
La Pasqua di liberazione: Israele passa dalla schiavitù alla libertà. Va ad incontrare nel deserto il suo Signore, Yhwh (Iavè). (Dal c. 11 al 15,21).
2°. 2 marzo.
Il cammino nel deserto. Yhwh interviene nelle difficoltà d'Israele: gli dona acqua e cibo e lo libera dai nemici. (Dal c. 15,22 al 18).
3°. 9 marzo.
Arrivo al monte del Signore, il Sinai. Yhwh propone a Israele di diventare il suo Popolo. Israele accetta. Dono di nozze diventa la Legge, il Decalogo, i dieci comandamenti. (Dal c. 19 al 24).
4°. 16 marzo.
Le norme per la nuova convivenza tra Yhwh e Israele, e le regole per la costruzione del Santuario, che sarà il luogo degli incontri. (Dal c. 25 al 31).
5°. 23 marzo.
Mentre Mosè è sul monte a colloquio con Yhwh, Israele lo tradisce. Si costruisce e adora il Vitello d'oro. L'ira di Yhwh, il pentimento d'Israele e una nuova Alleanza. (Dal c. 32 al 34).
e ultimo incontro. 30 marzo.
Le regole per costruire il Santuario che sarà il luogo degli incontri tra Yhwh e Israele. (Dal c. 35 al 40).

L'Esodo rappresenta per tutti il passaggio dalla schiavitù del potere-possesso alla libertà del dono-servizio come amore reciproco. Tutti invitati.
Gli amici del Centro Studi.


domenica 12 febbraio 2012

L'impegno di cristiani'senza frontiere'



Cristiani che vogliono essere veri
(comunicazioni ricevute tramite G. Saglietti )

TORINO - Associazione OPPORTUNANDA
Via Sant'Anselmo 28
alle ore:  15.00

Leggiamo il vangelo di Matteo

Il primo incontro biblico sul vangelo di Matteo, organizzato dalla Comunità di base di Torino insieme
al gruppo Amici di Adriana Zarri, ha visto grande interesse e partecipazione. Continueremo il percorso
sabato 18 febbraio e sabato 24 marzo, dalle ore 15 alle ore 17.30, presso l’Associazione
Opportunanda, via s. Anselmo 28, a Torino. La lettura sarà guidata da p. Ernesto Vavassori.
tel. 011-8981510 email carlo.gabriella@fastwebnet.it
ALBUGNANO
Cascina Penseglio - Comunità Emmaus
alle ore:  09.00

DOMENICHE DEI NOSTRI PERCHE' SULLA FEDE
I 10 comandamenti evitiamo di tornare alla religione della legge
Il tema di quest'anno sono le dieci parole che Dio ci ha detto perché riuscissimo ad individuare il senso del cammino nostro come individui, come collettività. Parole che non sono semplicemente leggi da osservare, ma direzioni da prendere per essere veri uomini e amici di Dio.
Il tema di questa domenica è: ONORA IL PADRE E LA MADRE - NON UCCIDERE
011-9920841
RIVOLI - SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE
Via Capra 27
alle ore:  15.30

CONVEGNO: Il gioco d'azzardo legalizzato
un commercio che impoverisce cittadini e commercianti?
Intevengno: Sindaco e Asesori; specialisti: Paolo Jarre – Direttore Dipartimento “Patologia delle dipendenze” ASL
TO3 Regione Piemonte,
Angela De Bernardis – Direttore SER.T. Ciriè – ASL TO4 Regione Piemonte,
Daniela Capitanucci – Psicologa – Presidente di AND – Azzardo e Nuove Dipendenze – Varese,
Federica Devietti Goggia – Psicologa - Servizio Spazio Altrove (Gioco d'azzardo Patologico) ASL TO3 Regione Piemonte,
Federica Dilascio e Paola Tacconi - Libera Piemonte,
Un rappresentante di Ascom Piemonte,
Un rappresentante di Novacoop Piemonte;
Moderatore: Davide Pelanda , giornalista freelance

info: davide.pelanda@yahoo.it
TORINO
Comunità Luterana, Via Sant’Antonio 5
alle ore:  21.00

Incontri Ecumenici di preghiera

Gli incontri si terranno il primo sabato del mese alle ore 21. I prossimi appuntamenti saranno:
sabato 3 marzo 2012 presso la Comunità Luterana, Via Sant’Antonio 5;
lunedì 2 aprile 2012 durante l’Incontro ecumenico di PASQUA SERMIG, piazza Borgo Dora 61;
sabato 5 maggio 2012 presso la Parrocchia Santo Natale, Via Boston 37;
sabato 2 giugno 2012 presso la Parrocchia Ortodossa S. Croce, Via Accademia Albertina 11;
sabato 7 luglio 2012 presso la Chiesa Evangelica Valdese, Corso Principe Oddone 7;
sabato 1 settembre 2012 presso la Parrocchia Santa Croce, Via Gattinara 12;
sabato 6 ottobre 2012 presso la Chiesa Evangelica Battista, Via Passalacqua 12;
sabato 3 novembre 2012 presso la Chiesa Evangelica Apostolica, Via Monginevro 251;
sabato 1 dicembre 2012 presso la Parrocchia Madonna di Pompei, Via san Secondo 90;
sabato 5 gennaio 2013 presso la Chiesa Cristiana Avventista, Via Rosta 3.
TORINO - Centro Incontri Regione Piemonte
corso Stati Uniti 23
alle ore:  21.00

Incontro con Franco Garelli
I giovani e la politica
calendario dei prossimi incontri
8 MARZO 2012
Franco Garelli, sociologo:
i giovani e la politica
12 APRILE 2012
Angelo Miglietta, economista:
I giovani e l’economia
tel. 011-5623423-340-1007222

cattedradeldialogo@agdonline.it
ASTI - Foyer delle famiglie
via Milliavacca 5
alle ore:  21.00

INCONTRI CON PAOLO DE BENEDETTI
Il riposo necessario: sabato e giubileo
Calendario dei prossimi incontri:
9 marzo 2012 - Il riposo necessario: sabato e giubileo (Paolo)
20 aprile 2012 - Sapienza umana nelle Scritture (Maria)

marcatod@libero.it
TORINO - PALAGINNASTICA
via Pacchiotti 71
alle ore:  18.00

CONVEGNO INTERNAZIONALE: Culture indigene di pace

L’Associazione Culturale Laima, con il sostegno di Tides Foundation e il Patrocinio del Comune di
Torino e della Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, organizza un Convegno
Internazionale dal titolo: Culture indigene di pace - Donne e uomini oltre il conflitto, a Torino dal 16
al 18 Marzo. Esistono culture che vivono secondo la logica del dono e del non sfruttamento? Si può
vivere in un mondo in cui il conflitto trova soluzioni alternative alla violenza? Dove i bambini vivono
nell’amore e nella sicurezza? Cosa succede quando anche le donne hanno un ruolo di leadership?
Quanto conta la spiritualità declinata al femminile all’interno di una società di pace?
Culture Indigene di Pace propone un confronto con le società di pace tuttora esistenti: esempi di
collettività egualitarie dove non sussistono forme di violenza su donne e bambini, né tantomeno la
guerra. Tre giorni di conferenze, workshop ed eventi.
Info e iscrizioni: www.associazionelaima.it
TORINO - Colegio de Salamanca
via Buozzi 2
alle ore:  15.30

CORSO BIENNALE TEOLOGIA DEL PLURALISMO RELIGIOSO
La grande famiglia dell’induismo
L'incontro terminerà alle 18;
Bibliografia consigliata:
Testo base:Hinduismo, a cura di G. Filoramo, Laterza
giupaz@tin.it

sabato 11 febbraio 2012

Cristiana Dobner, Il volto. Principio di interiorità


Unite nella tragicità del loro destino nell’anus mundi di Auschwitz quando infuriava l'aberrante ideologia nazista.Due volti, dalle molteplici espressioni, segnati da cicatrici che sarebbero potute risultare devastanti e che invece gettano luce, diversa indubbiamente, per la vita delle persone e indicano loro una scoperta frontale e coinvolgente che lega le due testimoni d’umanità e di ricerca di Dio: il volto quale principio di interiorità propria e altrui.Il volto di Edith Stein che si viene componendo grazie agli scritti degli amici, alle testimonianze dei processi di Beatificazione.Il volto di Etty Hillesum che si traccia dai suoi stessi scritti nell’incontro con altri volti.Il tema del volto è diventato il nuovo e più alto discorso filosofico della modernità consente l’incontro con l’altro, apre all’idea di infinito instaurando una relazione in cui si cerca l’altro, il senso profondo però non è racchiuso dalla relazione stessa ma rimanda più in là.

Prefazione di Lucetta Scaraffia


mercoledì 1 febbraio 2012

Il super cattolico che da presidente non baciò mai l’anello al papa


Il super cattolico che da presidente non baciò mai l’anello al papa

Gian Antonio Stella
«Rappresento anche i laici». Chiamato «Ostia» o «Oscar Maria Goretti» mantenne fermezza nel rapporto con la Chiesa. Infilzato dai nomignoli di «Ostia» Luigi Scalfaro e «Oscar Maria Goretti», portava immense sciarpe bianche che parevano la stola d’un prete e chiamava la Madonna «mia bellissima, dolce, incantevole, affascinante mamma». Da Capo dello Stato, però, non si inginocchiò mai a baciare l’anello. Neppure al Papa. E’ stato davvero uno strano incrocio, il presidente che se n’è andato ieri. Per metà piemontese e per metà calabrese, diceva di essere devoto insieme alla bagna cauda savoiarda e al peperoncino, che sosteneva d’usare in dosi atomiche. Più temeraria ancora, tuttavia, è stata la sua capacità di tenere insieme una fede così tradizionalista da tirargli addosso il marchio del bigottone e una fermezza assoluta sulla laicità dello Stato....... continua a legge, se vuoi, in: www.corriere.it, 30 gennaio 2012