venerdì 20 gennaio 2017

Ass. Opportunanda

FATTI E PAROLE 17 ASSOCIAZIONE OPPORTUNANDA




NEWS


MIGRANTI


DUE PAROLE


Migranti”. Termine diventato molto frequente, sia nelle conversazioni, sia sui giornali, sia nelle trasmissioni televisive.

Neologismo? Parola di moda? Eh, no. Termine che indica una realtà diventata drammaticamente attuale. I pareri al


riguardo sono contrastanti, al punto da creare divisioni, sia politiche che personali.

Un tempo il termine usato era “emigranti”, perché eravamo noi a lasciare il nostro paese per andare a cercare lavoro

all’estero, anche “nelle lontane Americhe” (per usare un’espressione del mio amato Collodi, autore di Pinocchio).
Ancora oggi i nostri giovani cercano lavoro all’estero per le gravi difficoltà che hanno qui al riguardo.

Ma il fenomeno di più vasta portata e che si va facendo ogni giorno più drammatico è quello della natura della nuova

emigrazione, proveniente da Sud del mondo. Si tratta di un fenomeno drammatico soprattutto perché riguarda persone

costrette a fuggire dal proprio paese a causa di guerre, di fame, di persecuzioni di vario genere. Lasciano TUTTO,

fidandosi di personaggi disonesti che per cifre esorbitanti offrono un posto stipato su barconi non sicuri, causa molto


frequente di annegamento, di gravi divisioni, di malattie.

Che cosa vuol dire tutto questo per la nostra associazione? Opportunanda non è un centro di accoglienza stranieri, ma
è comunque un’associazione che accoglie quando e come può, in tante forme delle quali abbiamo già parlato nei nostri


precedenti numeri di FATTI E PAROLE.

Come al solito, in questo notiziario, diamo spazio a chi vive la realtà e cercheremo di farlo con tutta la difficoltà che

questo comporta. Ma prima di questo, per rispondere alla domanda che cosa sia cambiato a Opportunanda da quando

l’accoglienza si è aperta inevitabilmente a tanti stranieri, abbiamo intervistato Sergio, nostra “colonna” del Centro

Diurno, presente a Opportunanda fin dalla sua fondazione. E poi saranno alcuni migranti stessi che racconteranno…

L.

Per ulteriori notizie sul tema dei migranti cfr. “oggi su MIGRANTI.Torino.it”
LA PAROLA A…


….Sergio: “Prima del 2012 gli immigrati che frequentavano Opportunanda rappresentavano il 50% degli ospiti del


Centro Diurno. Dopo quella data sono aumentati progressivamente fino ad arrivare, oggi, all’85% dei “passaggi”.


Nonostante ciò non sono stati apportati significativi cambiamenti all’organizzazione del centro, che costituisce un punto

di passaggio o di incontro tra persone appartenenti a gruppi etnici omogenei, assolutamente slegati rispetto a quelli di

altra provenienza.
Il gruppo più numeroso proviene dal Marocco, seguito, fino ad alcuni anni fa, da Sudanesi e abitanti del Kashmir.

Attualmente non abbiamo più registrato presenze di asiatici, mentre sono aumentati gli africani del Senegal, Mali,

Ghana, Congo.


Noi volontari ed operatori incontriamo notevoli difficoltà a comunicare con queste persone, sia per motivi linguistici che

per la ritrosia non solo a parlare di sé, ma anche a rivelare il proprio nome: quasi tutti sono clandestini e temono di finire

nel circuito dei CIE! Ne consegue che gli unici scambi verbali consistono in richieste di semplici informazioni agli

operatori o di denaro al centro di ascolto. Così diventano molto più difficili anche l’accompagnamento e l’aiuto

concreto…
Secondo me, queste persone non cercano in Opportunanda assimilazione o integrazione, ma solo un luogo caldo e

accogliente dove trascorrere una parte della giornata.


Tutto questo se non crea problemi nella gestione del centro diurno, risulta però una mancanza di risorse: solo in

qualche caso isolato, come quello del prossimo intervistato, uno straniero mette a disposizione degli altri frequentatori

conoscenze e competenze”.

…Ismael: “Arrivo dal Perù, vivo in Italia da tre anni e sono venuto a Torino, perché qui si era trasferita la mia mamma



alcuni anni prima. Non ho incontrato grandi difficoltà ad arrivare, perché ho ottenuto un visto regolare. L’unico problema
è stato il costo del biglietto aereo! Ora però il visto è scaduto e non ho potuto rinnovarlo per motivi burocratici. Non ho

incontrato alcun problema di accoglienza e integrazione, sia perché come ho già detto, mia madre mi ha aperto la

strada, sia perché mi piacciono moltissimo la cultura e le città italiane, che ho avuto modo di conoscere. Sono una


persona molto socievole e curiosa, mi piace molto parlare e comunicare e questo mi ha permesso di trovare molti amici
qui in Italia. Sono stato molto aiutato anche dal mio mestiere di parrucchiere, che mi ha messo in contatto con

moltissime persone e mi ha fatto conoscere Opportunanda. Alcuni clienti del negozio in cui lavoravo mi hanno parlato

dell’associazione, con la quale sono stato messo in contatto due anni fa. Da allora vengo qui una volta alla settimana



a prestare il mio servizio gratuito, tagliando capelli e barbe…

Vivere in Italia mi piace molto, non ho alcun desiderio di tornare in Perù, anche perché la mia famiglia è qui. Vorrei solo

poter regolarizzare al più presto la mia situazione, ma per il momento manca la normativa adatta…”

(Facebook: Ismael Cauti)

…Ortense: “Il mio paese d’origine è la Repubblica Democratica del Congo, da cui sono partita sei anni fa per


raggiungere mio marito che si trovava a Torino come rifugiato. Posso dire di aver avuto “tre vite”: la prima , quella


trascorsa con mio marito, grazie al quale non ho avuto alcun problema di inserimento.

La seconda è stata la più triste e dolorosa, a causa della sua morte per la quale ho provato una terribile sofferenza. Da
quel momento sono diventata una “senza dimora”, ho cominciato a girovagare alla ricerca di un riparo, ho dormito

nella sala d’aspetto del pronto soccorso di diversi ospedali… Grazie ad un’amica ho conosciuto Opportunanda e


ho chiesto aiuto a Giacomina, che però all’epoca non ha potuto inserirmi in una convivenza e quindi mi ha fornito solo
l’elenco dei dormitori. Ho quindi iniziato la mia peregrinazione tra un dormitorio e l’altro, mentre la mia salute


sembrava peggiorare. Molte volte la preoccupazione e l’ansia per la mancanza di un riparo mi hanno causato forti

palpitazioni: temevo proprio di essere diventata cardiopatica!
Finalmente, quattordici mesi fa è iniziata la mia “terza vita”: sono stata inserita nell’alloggio di Via Canova e da


allora mi pare sia iniziata una fase positiva: non ho più avuto palpitazioni e da un po’ di tempo ho anche trovato un

lavoro!

Opportunanda è la mia salvezza e voglio molto bene a Giacomina, Vittoria, Claudia a chi frequenta l’associazione…

Mi piacerebbe tornare al mio paese, almeno per rivedere i miei parenti, ma finora non potevo permettermi il costo del

biglietto. Ora che lavoro, cerco di risparmiare per poterlo acquistare. Non voglio però rimanere a vivere lì, perché la

situazione politica è ancora molto critica…
Scriva pure il mio nome sull’articolo: io non ho nessun problema a raccontare la mia storia, soprattutto per dare

coraggio a chi vive situazioni come quelle che ho dovuto affrontare io: voglio dire a queste persone che bisogna

credere e lottare sempre per una nuova vita!
T.
ACCADE A OPPORTUNANDA


Il mese di dicembre è ogni anno colmo di avvenimenti di vario genere e gli operatori e i volontari sono impegnati in mille

modi.
-Il 1° del mese c’è stata la “festa natalizia” dell’associazione, condotta brillantemente da Gabriella che ha illustrato le


varie attività di Opportunanda, servendosi anche di interviste ai vari protagonisti, mentre su uno schermo scorrevano

delle slide che illustravano ogni cosa. Di tanto in tanto c’era un intervallo durante il quale si esibiva il nostro coro sempre

vivo con tante belle voci e l’accompagnamento della chitarra dell’operatore Andrea.
-Come ormai da sette anni, il 12 dicembre si è svolta al Lingotto la festa “Fiat partecipazioni per Opportunanda”.


L’amico Mario, con la sua grande fantasia, pensa ogni anno nuovi eventi finalizzati a raccolta fondi. Quest’anno: una

vendita all’asta, una lotteria, una pesca di beneficenza, un torneo di calcetto e i soliti banchetti natalizi. La cifra raccolta
ci fa dire “Grazie di cuore”!

-Il 26 dicembre nei locali di una scuola c’è stata la consueta cena di Natale alla quale erano presenti 210 persone. In


tanti hanno collaborato e il menù - agnolotti al ragù, assortimento di arrosti, panettoni, offerti da varie persone - ha

entusiasmato i commensali. Come avviene da alcuni anni, la festa è stata allietata da canti, fisarmoniche, danze…

-I bambini della quinta elementare di questa scuola a novembre erano venuti a trovarci con la maestra per farsi

raccontare che cos’è Opportunanda. In quel giorno c’era il nostro coro e i bambini si erano aggregati a cantare insieme.

Ci avevano detto che cosa avrebbero potuto fare e noi avevamo chiesto cibi di lunga conservazione. Prima dell’inizio

delle vacanze ci hanno portato quanto raccolto: olio, pasta, tonno, legumi, biscotti, raccolti in cento pacchetti.
-A Opportunanda c’è stato anche un mini-cenone di Capodanno con la partecipazione di una trentina di persone.


-Nel mese di dicembre si è svolta la festa dei trent’anni della federazione fio.PSD di cui fa parte anche Opportunanda e
la conferenza internazionale Housing First C’è solo una strada: la casa.


-Rispetto ai percorsi lavorativi, continua l’inserimento nel progetto di reciproca solidarietà presso la casa del Quartiere,

mentre si sta seguendo una borsa lavoro finanziata dalla Compagnia san Paolo.

L.
PROSSIMAMENTE


Stanno riprendendo tutti i laboratori e le cene quindicinali del mercoledì.


Lilli e Almerino sono stati invitati nel prossimo mese di febbraio dalla parrocchia Divina Provvidenza a parlare del

problema dei senza-dimora e dell’attività di Opportunanda.
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…NOSTRO CODICE FISCALE: 97560450013

ASSOCIAZIONE OPPORTUNANDA Via Sant’Anselmo 21 - 10125 Torino

Centro Diurno: Via Sant’Anselmo 28 Tel./Fax 011-6507306

Sito: www.opportunanda.it e-mail : segreteria@opportunanda.it

Cod.Fisc. 97560450013 - conto corrente postale 29797107



IBAN IT59O076 0101 0000 0002 9797 107

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