sabato 28 giugno 2014

IMPARARE AD AMARE da un ergastolano

LETTERA DELL’ERGASTOLANO CARMELO MUSUMECI
Ciao Angelo,
                     mi chiedi quale sarebbe la cosa (la pena) giusta per un uomo che ha fatto questo (ha ucciso la moglie, la figlia di  cinque anni e il figlio di venti mesi).
Non è facile rispondere alla tua domanda.
Io sono un vigliacco e ci rinuncio.
Ti farò però rispondere dal mio cuore perché lui è più coraggioso di me.
Condannerei quest’uomo alla pena più terribile e più dolorosa, lo punirei a diventare buono per tirargli fuori  il senso di colpa.
Angelo, la tua domanda è difficile, molto difficile perché credo che parti dal punto di vista che la pena deve punire, deve vendicare il male commesso.
Io invece credo che la pena debba vendicare cambiando in meglio l’individuo che ha commesso il male.
Angelo, la reclusione a vita come pena è peggiore della morte stessa.
La società, la buona società, quando punisce dovrebbe preoccuparsi di farlo senza arrecare altro male, tanto non si può rimediare al male già fatto.
E non si può confondere la giustizia con la vendetta.
Angelo, credimi, la pena dell’ergastolo è semplicemente una vendetta, la vendetta dei forti  e dei vivi, non certo dei morti.
E questa pena non rende migliore né chi lo emette né chi lo subisce.
Si può scontare la propria pena in tanti modi, ma non con l’ergastolo perché non c’è reato che si possa pagare con una vita intera in carcere.
La pena per essere giusta deve pensare al futuro e non al passato, l’ergastolo invece guarda sempre indietro e mai avanti.
Angelo, la pena per essere capita, compresa e accettata, deve avere una fine, una pena che non finisce mai non può essere capita, compresa e accettata.
Credo che neppure Abele avrebbe voluto l’ergastolo per Caino perché sennò Abele sarebbe diventato peggiore di Caino.
Angelo, la pena dell’ergastolo non potrà mai essere giusta e te lo dice un criminale incallito che credeva alla vendetta.
E ora invece credo che il perdono sociale sia la pena più perfetta, più difficile, più giusta e più dolorosa per chi la concede e per chi la riceve.
Angelo, una pena come l’ergastolo non sarà mai in grado di fare giustizia perché reagendo al male con il male non si fa altro che alimentare altro male.
Un sorriso fra le sbarre.

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