lunedì 23 settembre 2013

Aggiornamenti al femminile

ASPETTANDO ANGELA MERKEL E TANTO D’ALTRO NEL MONDO AL FEMMINILE 
Spesso le donne vengono chiamate per nome, sicuramente più degli uomini, quasi si presuma una maggiore disponibilità all’incontro. Nel caso specifico tale confidenza ce la permettiamo parlando di Angela.. personaggio politico fra i più importanti del mondo, in attesa dei risultati elettorali tedeschi e della sua prevista riconferma, di cui si avrà notizia certa in contemporanea con la pubblicazione di questo diario settimanale. Da notarsi  il fatto che sia una donna alla guida di una delle economie e dei paesi che oggi emergono nel mondo, la Germania, non corrisponde al posto che le donne in generale hanno conquistato nella rappresentanza dei poteri in maniera diffusa. La presenza di Angela Merkel è ancora qualcosa da raccontare, che emerge dalla normalità; nonostante altri paesi, non di poco conto possano contare su una donna premier. Basti pensare al Brasile o all’Argentina ma non per ultima alla nuova  (solo da poche settimane) presidente della Norvegia. La diminuzione dello scarto tra la qualità importante di alcune rappresentanze d’eccellenza femminili nel mondo in luoghi di vero potere e la quantità diffusa di una presenza di genere rimane, quindi, un confermato orizzonte d’impegno. Il che naturalmente non ci sottrae dal sottolineare notizie che gli stessi giornali faticano a raccontare come normali. Il riferimento è alla possibile nomina nella Fed - ovvero la Banca Centrale americana - dell’attuale vice Janet Yellen, che a fianco di Christine Lagarde - direttore generale del Fondo Monetario - potrebbe costituire il significativo sfondamento di un sacrario maschile quale il potere nell’economia monetaria.

Donne nel mondo in rappresentanza di grandi Istituzioni o icone come la Regina Elisabetta, tornata alla ribalta, per la troppa cura o spesa per i suoi amati cani (Corgies). Se ne è parlato anche in occasione dell’apertura delle Olimpiadi di Londra, quando sono comparsi con lei e con l'agente 007 Daniel Craig nella Cerimonia di apertura.
Questo mentre in Italia la Severino difende la legge che da lei prende il nome e sulla cui base Berlusconi dovrà decadere da Senatore, Laura Boldrini, Presidente della Camera, viene volgarmente insultata da Grillo e non bastano certo “le difese” di tutti gli altri rappresentanti dei partiti a cancellare ignoranza e insolenza diffuse da Grillo appunto e non solo. E purtroppo un'altra donna,  Maria Rita Lorenzetti, ex Presidente della Regione Umbra per il PD, sembra tradire l’auspicata diversità femminile. In questa settimana la Lorenzetti, già presidente di Italfer, è stata arrestata ed è ai domiciliari con l'accusa di corruzione e associazione a delinquere. Le intercettazioni mostrerebbero un volgare uso del potere senza alcuno scrupolo nella scelta dei privilegi per gli amici. Come sempre a fronte di dolorose scoperte usiamo il condizionale nella speranza che le accuse rientrino ma con la consapevolezza di quanto sia improbabile. Il dispiacere è maggiore per la sensazione di sentirsi tradite ancora una volta come cittadine/i e dai comportamenti una donna. Ma mentre tutto questo accade, un'altra storia ci riporta alla violenza che le donne continuano a subire. L’episodio della settimana ancora una volta lascia senza fiato. Silvia, giovane friulana avviata al successo come avvocata, viene uccisa mentre fa jogging, presumiamo felice, con il suo amico che invano l’aspetta avendola lasciata indietro per la sua maggiore velocità. Già si conosce l'assassino perché ha confessato, Una vita bella spezzata che si affianca ad altre in giorni in cui tra le altre cose si è aperto un confronto fra giornalisti se i femminicidi stiano addirittura diminuendo o non sia così davvero. Il dibattito tra Giorgio Dell’Arti del Foglio dei Fogli e conduttore della settimana a Prima Pagina su Radio Tre e Luca Sofri andrebbe ripreso e commentato da più donne. Mentre riflettiamo, una giovane di soli 18 anni - Stefania Vincenzi - attende che, risollevata la nave Costa Crociere, all’Isola del Giglio (avvenimento che ha catalizzato tutto il mondo per il successo tecnologico, che non ci ha però fatto dimenticare in nessun modo la tragedia originaria), possa essere ritrovato il corpo della mamma con la quale era gioiosamente in crociera. Quel terribile giorno, dopo averla ”accompagnata” su di una scialuppa, le ha addirittura telefonato per rassicurarla che tutto sarebbe andato bene e poi è scomparsa per sempre. Oggi Stefania, con il papà e con il resto della famiglia e insieme al fratello dell’altra persona il cui corpo non è mai stato ritrovato, attende di poter riportare a casa la mamma Maria Grazia Trecarichi. 
Ma come sappiamo nulla ferma nulla e così mentre tante donne fanno parlare della loro fatica, sofferenza e responsabilità; la loro immagine, personalità possibile, da auspicare o suggerire, viene ideata o idealizzata nelle sfilate di moda iniziate a Milano. 
Miuccia Prada, addirittura attraverso il disegno e i disegni dei suoi abiti, invita le donne a inviare un messaggio contro la violenza su di loro. Immagine femminile dunque permanentemente in dialettica con la sostanza. Una sostanza su cui vuole discutere anche Papa Bergoglio, che nella sua lunga e molto interessante intervista a 'Civiltà Cattolica' dedica un capitolo intenso alla “questione femminile “ nella Chiesa e, tra le altre affermazioni su cui soffermarsi, dice: ”Il genio femminile è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti”. Nel terminare, un pensiero di grande vicinanza a tutti ma certo a quel numero incredibile di donne e bambini che in Kenia mentre trascorrevano delle ore di allegria nel centro commerciale della capitale Nairobi sono stati uccisi e/o terrorizzati. Le storie dei sopravissuti che ci arrivano dai mezzi d’informazione ci lasciano ancora una volta arrabbiate e senza parole perché impotenti nell’immediato.
ortensipaola@tiscali.it (21 Settembre 2013)
L'ONDA LUNGA DELLE IDEE
NEL MONDO GLOBALIZZATO
UN FRANCHISING IMMATERIALE
Manifestazione e arresti di Femen a L'Aia, in Olanda.
Una dimostrazione femminista e il senso della globalizzazione delle idee

La capitale politica olandese - L'Aia - è stata, lo scorso 17 settembre, teatro di una dimostrazione femminista del movimento di matrice ucraina: Femen. La ragazza, poi arrestata, era riuscita ad avere accesso alla parte della strada riservata al re Guglielmo, durante la cerimonia inaugurale del nuovo anno parlamentare. Questa notizia si offre ai nostri occhi come un interessante spunto, o punto di partenza, per dipanare alcune riflessioni sulla risonanza di cause ideologiche all'interno dello scacchiere mondiale. Nella temperie culturale (affatto informatizzata) entro cui ci troviamo a vivere, vediamo che movimenti ideologici forti (emancipazionisti, terroristici, estremi che siano) risentono di quella globalizzazione che ha ormai permeato ogni ambito delle nostre vite. Questa considerazione ci porta ancora a osservare come le correnti di dissenso che solcano il vasto panorama internazionale, diventino prepotentemente trasversali. Di qui si vede che a correre in velocità gli spazi del planisfero fino gli antipodi, non sono propriamente delle persone, né veri e propri beni materiali, bensì proprio certi "moventi" ideologici che funzionano al pari di alcuni franchising commerciali. Si tratta di fenomeni da non sottovalutare - lo si è visto a proposito di un'organizzazione come quella di Al Quaeda. Quest'ultima, infatti, è stata l'indiretta ispiratrice di feroci atti terroristici che, negli ultimi anni, hanno duramente colpito: il Kenya, la Somalia, il Libano, lo Yemen, l'Indonesia, l'Egitto, l'Iraq, la Spagna, la Gran Bretagna e gli USA. Tale eccentrica delocalizzazione, che è già globalizzazione, sembra imporci di riconsiderare la funzione propulsiva degli ideali. Non è forse sbagliato dire che, oggi più che mai, un'idea, nella sua leggerissima virtualità, si propaga in modo incontenibile e inarginabile. Com'è evidente, tale comportamento, se non è ben disciplinato in partenza (dunque preso al vaglio dalla considerazione pubblica), rischia a posteriori di diventare una pericolosa e disordinata radiazione. 
Marta Mariani - 22 Settembre 2013

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