sabato 23 novembre 2013

Tra le parecchie segnalazioni di notizie e relativi commenti
che ricevo attraverso huffingtonpost.it
di una voglio far partecipi i lettori di questa lista
La scelgo in un momento di pausa dal mio impegno primario
(il commento domenicale al vangelo)
Momento che NON voglio dedicare ad altri aggiornamenti
sui perturbanti fatti politici di oggi i quali forse vanno in tandem
con gli eventi maturali e anche … con le mie personali difficoltà
 nel maneggiare internet, divenuto –ahimè-
 succedaneo dei rapporti umani vis à vis
Lonely Window: la solitudine nell'era di Internet
Se lo schermo diviene una barriera
L'era dei social media ha orientato il mondo verso una nuova e sempre più nebulosa pratica della comunicazione. Non abbiamo più bisogno di parlare, ascoltare o vedere un altro essere umano, possiamo semplicemente crogiolarci nella luce invitante di uno schermo di un computer, collegato a molti altri grazie alla migliore invenzione dell'uomo in ambito digitale: internet.
Come la maggior parte delle innovazioni, però, anche la comunicazione virtuale può avere dei lati oscuri.
Julian Mauve, fotografa parigina, scrive sul sito web: Le interfacce digitali hanno completamente cambiato il modo in cui percepiamo e interagiamo con il mondo esterno. Ci hanno insegnato nuovi modi di comunicare senza il bisogno di vederci fisicamente e parlare tra di noi. Attraverso il suo bagliore crepuscolare, lo schermo diventa una finestra, apre a un nuovo mondo e contemporaneamente introduce un nuovo tipo di solitudine. La sua serie di scatti -Lonely Window- finestra solitaria, affronta attraverso le immagini l'evidenza che l'aumento della connettività senza alcuna interazione fisica, conduca a una nuova forma di solitudine; cattura i volti di utenti al computer, illuminati dalla luce incandescente di un oggetto fuori campo. Bocche chiuse, occhi fissi, espressioni vuote evocano un senso inquietante di perdita e disperazione. Finché non si riconosce che la luce è prodotta dallo schermo di un computer. Improvvisamente i volti imbronciati non sembrano più così insoliti.
E sono in molti a pensare che lo schermo stia diventando sempre più un ostacolo e non una finestra che conduca al di là del mondo, modificando non solo il nostro rapporto con l'altro, ma anche la nostra percezione dell'essere profondamente e veramente soli.

E voi cosa ne pensate?

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