sabato 3 agosto 2013

Teologia femminile???

Leggo dal quotidiano SIR (servizio di informazione religiosa) i suggerimenti che ci offrono Lucetta Scaraffia (fertilità), Giulia Paola Di Nicola (partecipazione), Cettina Militello (sinodalità), Chiara Giaccardi (reciprocità), Paola Ricci Sindoni (condivisione).
Ecco le parole di papa Francesco  pronunciate in aereo, nel viaggio di ritorno da Rio:
“Una Chiesa senza le donne è come il collegio senza Maria. E la Madonna è più importante degli apostoli”. “Credo non abbiamo ancora fatto una profonda teologia della donna nella Chiesa. Non dev’essere solo lavoratrice, mamma. Così è limitata, né fare solo la chierichetta, c’è di più! Sull’ordinazione delle donne, la Chiesa ha detto no, Giovanni Paolo II si è pronunciato con una formulazione definitiva. Ma ricordiamo che la donna nella Chiesa è più importante di vescovi e preti”.
Rimando chi ne ha  voglia alla lettura diretta dei suggerimenti delle cinque studiose (li troverà cliccando qui).
Da parte mia preferisco affidarmi ai suggerimenti della teologa Cettina Militello per inquadrare anche la questione femminile all’interno della più generale e urgente riforma della Chiesa: “c’è molta attesa che Papa Francesco metta in atto la riforma della Chiesa: il modo in cui si affronterà la questione femminile, verrà di conseguenza”. “Nella Chiesa va realizzata la sinodalità effettiva, che riguarda l’episcopato, le Chiese locali, la riattivazione dei meccanismi dell’organizzazione ecclesiale, tutte questioni ferme ormai da circa 25 anni”
Per commentare anch’io le parole del papa, dico anzitutto che bisogna lasciare che lui si esprima con la sua immediatezza e genuinità, senza pretendere di misurarlo con i nostri parametri. Invece, per accennare a cosa penso io sulla teologia femminista, aggiungo una semplice riflessione che nasce dalla mia autobiografia:
Sono stata fervidamente femminista, ho difeso il movimento di pensiero con tutte le armi del mestiere, ma ho avuto le più grandi delusioni proprio all’interno di esso. Non mi sino mancati riconoscimenti nella pubblicazione delle mie vicende, ma ho visto le femministe DOC, soprattutto una suora teologa!, morbidamente defilarsi appena ho cercato di coinvolgerle direttamente nella mia ‘causa’. Ciò ha favorito la maturazione delle mie idee. Sintetizzo tornando alle frasi del papa.
a) Che significa teologia della donna? Ho letto come il mio vangelo di donna il testo della Johnson: Colei che è (anno 1972). Le donne hanno detto tutto quello che c’era da dire (e da non dire…) sulla fisiologia della donna in rapporto alla fertilità delle idee, sull’importanza della presenza femminile di Maria nella e per la chiesa, sul concetto di reciprocità, sugli studi di genere, sulla mancata condivisione con la parte maschile nella chiesa (e non solo).
Risultati oggi?
Basta guardare a cosa è avvenuto. Io dico soltanto:
Per favore, non scarichiamo tutte le colpe sulla chiesa gerarchica maschile o sulla società maschilista. Lo sappiamo bene: si matura quando, per prima cosa, si comincia a ‘guardare dentro’
E che? dobbiamo ‘ufficializzare’ quanto è stato detto in tutte le salse per rendere proficuo il semplice dire?
E poi… se una teologia di genere si dovesse fare, attenzione! Lo stesso papa ammette che il gay ha diritto di essere quello che è; ed allora perché non promuovere una teologia dei gay?
Che cosa significa il termine teologia, se non discorso su Dio? per farlo diventare discorso femminile su Dio dobbiamo femminilizzare lo stesso Dio, come ho letto e (ahimè) scritto?
Faccio una confessione: ho trovato più comprensione da parte di persone di genere maschile che di genere femminile; ma io non faccio testo perché ho avuto da fare con matriarche.
Tra i risultati nefasti della storia della consapevolezza circa l’uguaglianza femminile, ci sono fatti da registrare: donne che lasciano i mariti dopo un matrimonio durato anni e anni, donne che riducono alla fame i mariti che le debbono mantenere, eccetera.
Lo so bene, c’è il fenomeno femminicidio. Ma attenzione che già abbiamo i primi sintomi del maschicidio.
Non aggiungo altro per ora, perché ho considerazione per i calori estivi che si oppongono alla vostra lettura e alla mia scrittura. Ne parleremo ancora, almeno attraverso la mia ottima amica, Giulia Paola Di Nicola che mi ha fatto giungere la pagina del SIR.

Ausilia 

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